... nell'ultima parte di questa lunga pagina, accenneremo, se pur minimamente, ad elementi storici molto noti ed emblematici dell'Italia stessa, motivo: la memoria, ché spesso si dimentica quanto il presente sia sempre il risultato del passato e sia proteso verso il futuro. Ma procediamo.
occiriente di marika guerrini
...pagine sparse. Pensieri. Idee. Riflessioni. Pagine di scrittore. Fogli strappati a taccuini. Segnati a pennino. Ad inchiostro. Pagine digitate poi. Dopo. E parole scorreranno in esse... Pagine da condividere. Pagine oltre...
martedì 13 ottobre 2026
Cos'è accaduto allo Spirito Europeo? E l'Italia? Riflessione
... nell'ultima parte di questa lunga pagina, accenneremo, se pur minimamente, ad elementi storici molto noti ed emblematici dell'Italia stessa, motivo: la memoria, ché spesso si dimentica quanto il presente sia sempre il risultato del passato e sia proteso verso il futuro. Ma procediamo.
giovedì 20 agosto 2026
Nel buio di questi nostri giorni la metafora del bucaneve tra fiaba e poesia
Galanthus Nivalis - Bucaneve
...Era inverno, l'aria era fredda, il vento aspro. Da giorni e giorni la terra era coperta da una gelida neve. Un giorno però cadde la pioggia, le gocce penetrarono lo strato di neve, poi quello di terra, raggiunsero il bulbo d'un fiore. A lui raccontarono del mondo luminoso che si stendeva oltre gli strati che lo coprivano. E mentre le gocce raccontavano, un raggio di sole attraversò neve e terra, raggiunse il bulbo, lo toccò. Avanti, disse il bulbo. Non posso rispose il sole, devo attendere l'estate. Ma io voglio uscire, disse ancora il bulbo, voglio dire buongiorno alla terra. Così dicendo iniziò a penetrare lo strato di terra che la pioggia ed il sole avevano ammorbidito. Poi a penetrare la gelida neve e con il suo bocciolo bianco sullo stelo verde, mentre sottili spesse foglie lo proteggevano, si portò verso l'alto. La terra era fredda, la neve gelida, fu allora che il raggio di sole si fece ancor più forte e il bulbo, candido come la neve, si aprì completamente, sbocciò, si sollevò nel mondo della luce, poi chinò il capo con gioia ed umiltà.
E' una fiaba che ho voluto narrare, una fiaba tratta da H.C. Andersen, da me elaborata sì da introdurre versi che adolescenti allievi di una scuola sul cui nome, così come su quello dell'autrice dei versi, è stato chiesto il silenzio, potessero essere mostrati al mondo. Versi in risposta agli interrogativi su questi nostri difficili e tristi tempi. Sulla loro complessità, quando non drammaticità o tragicità. Interrogativi posti alla docente di Lettere di questi ragazzi. Interrogativi, a volte silenti a volte espressi, circa la contemporaneità che con i suoi avvenimenti gli si stringe addosso soffocandoli. Intaccando l'entusiasmo alla vita, il desiderio di viverla. La gioia. Adolescenti interrogativi sempre vissuti con necessità di risposta. Così, mentre il mondo oscurato da menzogne, guerre e genocidi, tenuto schiavo trema ferito, mentre l'impossibile viene attuato sì che l'Umanità si dibatta tra dolore ed incoscienza, inconsapevole desiderio di rinascita ed intaccata speranza, ecco che qualcuno, consapevole di questo tutto e di certo illuminato dall'amore verso i propri allievi, verso la conoscenza e il risveglio della coscienza, traccia versi mostrando ai loro giovani anni il dono della speranza. la possibilità di un tragitto dall'Ombra alla Luce. Ascoltiamo.
LUCE *
Ovunque parole
martedì 23 giugno 2026
Hormuz e il pesce degli abissi
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| Mausoleo di O. Khayyam |
... il protrarsi del silenzio di occiriente avviene quando la parola si fa vacua al cospetto di inenarrabili realtà che, sottolineate, ampliano l'intrinseca azione negativa rafforzandola, prestandosi così al perverso gioco di coloro il cui obiettivo è l'asservimento dell'Umanità. Questo il motivo di fondo che nei recentissimi tempi ha messo a tacere occiriente e il breve lasso di silenzio che in passato copriva, si è fatto prassi. Ma incessanti negli ultimi giorni sono state le richieste a che occiriente riprendesse la voce e occiriente risponde. Le sue parole condurranno il lettore nella terra che diede i natali ad Omar Khayyam(1) terra di Persia, sì Persia, ché il nome Iran spesso si presta alla dimenticanza dei valori storici di quella terra, permettendo il dilagare dell'ignoranza su cui poggia in massima parte la nostra bellica attualità. Sarà un tuffo questa pagina, un tuffo in quello stretto marino oggi così tanto in voga, lo Stretto di Hormuz, Golfo Persico, acque del Mare Arabico, lembo nell'Oceano Indiano, acque un tempo incontaminate, oggi violate, dissacrate. Acque alla mercé di un Occidente assoggettato ai protocolli globalisti del subumano. Protocolli che annoverano genocidi, guerre, invasioni, con essi ed in essi la distruzione dello spirito europeo a partire da quello italico che in sé racchiude la sintesi evolutiva d'Occidente. Ma di questo tratteremo a breve in altra pagina, ora, dopo esserci affacciati su Nishapur, aver in parte attraversato il Dasht-e Lut raccontando stralci di vita vissuta in quei luoghi e riportati su di un taccuino di chi scrive e lì ha vissuto, ci tufferemo nelle acque del Golfo di cui sopra quando pullulava di vivente biodiversità.
giovedì 30 aprile 2026
"Come vivere in questo paese senza morire di rabbia" tratto da -Imola Oggi.it-
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Marika Guerrini
martedì 3 marzo 2026
Della Guerra...Forse Troppo
..... due giorni or sono, per quel caso che non esiste, da un vano nascosto della libreria è riemersa una vecchia agenda dal colore verde che il tempo ha sbiadito. Agenda custode di pensieri, riflessioni, tracce di racconti, versi sciolti. Le date segnate su ogni scritto sono lontane, conducono all'adolescenza di chi allora tracciò quel tutto, di chi allora, ignara del futuro, parlò alle pagine lasciandole poi al silenzio. Ora, qui, riporteremo poche righe di quel tutto, daremo spazio ad alcuni versi sciolti senza nulla anticipare, commentare, lasciando al lettore soltanto lo scorrere delle parole, delle immagini, saranno esse a suscitare similitudine, riflessione. Da esse, immediata, ancor più giungerà la comprensione dell'oggi attraverso ieri nel ripetersi delle azioni, della loro origine. Il perché si mostrerà da sé. A chi vorrà coglierlo.
domenica 28 dicembre 2025
La leggenda di Yalda e Mithra
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| Locandina... * |
mercoledì 12 novembre 2025
Umanità tra Luce e Tenebra
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| Louvre- Arcangelo Michele uccide il drago- XII sec. |
... chi con apertura di spirito, giunga per la prima volta nella terra dei faraoni, resta stregato, è accaduto anche a me. Stregata dalle sue pietre, dalle fertili rive, dal biancore dei suoi piccoli asini, dalle oasi verdeggianti, persino dal pericolo degli scorpioni nella sabbia. Se poi è l'oasi di Siwa ad accoglierti sorgono dubbi sul tuo ripartire, lasciare quel luogo insieme antico e fuori dal tempo, le sue tradizioni, i suoi costumi, le credenze, i riti magici del passato e del presente, le piante medicinali, le arti curative, i bagni di sabbia ed i proverbi della sua gente. Ma non sapevo quanto il mio sostarvi per giorni mi avrebbe spronato a nuove ricerche, ampliato conoscenze antropologiche così come gli studi di egittologia per far emergere nuove riflessioni. E' un luogo unico Siwa, la si potrebbe raccontare per ore, ma non è soggetto di questa pagina, lo è invece una piccola scoperta che l'oasi mi mostrò, che prese forma e significato al rientro in Italia. Ma procediamo.
Custodita in una teca del locale museo un frammento di pergamena, quasi nascosto da un'anfora votiva, riportava caratteri che la conoscenza della Linguistica mi fece supporre appartenessero all'Antico Aramaico e, come fosse cosa scontata: traccia di un vangelo apocrifo? questo fu il mio pensiero immediato. Incuriosita, cercando di riportarne fedelmente i caratteri, copiai quei frammenti di parole sul taccuino per poi proseguire l'interessante visita tra dipinti faraonici, sarcofagi e reperti d'ogni tipo. Al rientro in Italia, ripreso l'appunto ricercai su testi inerenti per sapere di più su quel frammento di pergamena, emerse così la non remota possibilità di appartenenza ad antichi scritti cristiani dell'origine rinvenuti nei pressi di Luxor nel 1945, quindi a circa 1000 kilometri da Siwa. Lì infatti erano stati ritrovati testi di vangeli apocrifi. E fin qui nulla di straordinario, la cosa invece che mi incuriosì fu la traduzione di quei pochi frammenti di parole, in pratica due termini segnati in stretta successione: Ohr e Chosheq ovvero Luce e Tenebra. Da qui un fluire di pensieri anche sulla coincidenza del ritrovamento con la fine della Seconda Guerra Mondiale. Sì, certo, la fantasia galoppa in certi casi, ma era come se questa coincidenza parlasse da sé. Da allora ricerche e studi su particolari "coincidenze" storiche materiali e immateriali mi hanno mostrato sempre ovunque l'emergere dell'eterno enigma che da millenni pone l'uomo dinanzi alla scelta tra Luce e Tenebra, come fosse, e sia, dramma cosmico. Il motivo si presentava, e si presenta, sempre uguale a se stesso, vario solo asseconda del luogo, del tempo, dell'evoluzione e così via e sempre mostra oltre la contingenza del suo immediato, l'angoscia dell'Uomo incatenato alla materia, la nostalgia per la perduta patria originaria immateriale. La dimenticanza dell'Universo di provenienza. Ed è questo leitmotiv che si sta vivendo: guerre militari e civili, dilagare di ordigni bellici d'ogni tipo in ogni dove, armi materiali e immateriali, visibili e invisibili. Nelle guerre e con esse, ma anche prima e dopo di esse, la perdita della memoria storica, dei suoi bagagli, degli insegnamenti, la perdita d'ogni tipo di valore, che sia culturale, morale o spirituale nulla varia così come non varia la trasformazione di virtù in difetti e forze costruttive si fanno forze distruttive. E non varia il divulgarsi dell'istinto, moto privo di pensiero cosciente che accomuna l'uomo all'animale agendo però spogliato dell'innata naturale saggezza animale. Non varia la perdita d'ogni etica sociale o singolare che sia, né l'acuirsi dell'umana fragilità da cui originano angoscia, paura, incertezza, codardia, ipocrisia tutto all'insegna della menzogna ovunque e sempre a cancellare il vivente mondo dei pensieri costringendoli al proprio riflesso, sì che in ogni singolo si annebbi o scompaia la memoria dell'origine trascendente sua propria pur se, inconsapevole, continua ad anelare alla soluzione del suo stesso dramma, allo scioglimento di quell'eterno enigma che urge, urla risoluzione, urge, urla la scelta tra Ohr e Chosheq. Sì, urla perché nei millenni mai come ora, oggi, qui, la potenza della Chosheq ha manifestato la sua esplicita presenza invadendo ogni campo dell'Umanità, usando qualsiasi mezzo, non ultima l'eliminazione delle forze spirituali attraverso medicamenti mirati a questo, mascherati da aiuto umanitario, progresso, avanzamento tecnologico, "sempre a sfondo umanitario". Menzogna! E' così che questa "benevola" presenza si esplicita ancor più nell'indebolimento, quando non annientamento, del futuro attraverso coloro che lo incarnano, lo proiettano: infanzia e adolescenza. E allora il potenziarsi dilagando di armi silenziose divulgate da quella società corrotta e serva della Chosheq, Tenebra in opposizione alla Ohr, Luce. E si moltiplicano crimini d'ogni tipo, che siano indirizzati verso se stessi o altri nulla cambia all'impulso di provenienza suggerito da errata, spesso immorale, educazione così come da sostanze allucinogene o impulsi mediatici. In questo mare di menzogna si fa sempre più strada l'avere un'opinione più che lottare per conoscere la verità. Nulla cambia!
Eppure, in questo avanzare distruttivo dell'Umanità, qualcosa si presenta al pensiero e allora si scorge il sacrificio della Luce che accoglie la caduta dell'Umanità in principio sovrana ora umiliata a servigio della Tenebra e mentre pregiudizio, ignoranza e paura favoriscono la Chosheq, può accadere che dalle sabbie del Tempo, come nell'oasi di Siwa, frammenti di pensiero si mostrino per essere decifrati da chi decida, dissipando il velo che la copre, di scrutare nella realtà al fine di scorgervi la verità, in tal modo permettendo all'Uomo distratto, quando non auto incatenatosi, lo scioglimento del suo stesso dramma nel dìssolvere l'antico enigma sì da creare il varco che permetta all'Umanità di scorgere l'indistruttibile potenza della Ohr, la Luce che alcuna Tenebra alfine potrà mai annientare se l'Uomo ritrova il contatto con la parte immateriale, superiore, la parte che in sé lo collega all'Universo. Ma deve volerlo. Qui la sua libertà.
Marika Guerrini


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