martedì 13 ottobre 2026

Cos'è accaduto allo Spirito Europeo? E l'Italia? Riflessione

Prima Parte - La Storia

 ... cos'è accaduto allo Spirito Europeo a cui molti tra noi hanno creduto, che hanno sostenuto, di cui si sono assunti responsabilità in espressioni scritte e orali come chi traccia questa pagina? Cos'è accaduto a quello Spirito Europeo proiettato verso il formarsi degli Stati Uniti d'Europa, agognati singoli Stati tra loro coesi in intenti e volontà a costruire un'unica Sovranità consapevole della propria Storia? Sì, la propria Storia, impulsata dall'incontro di disparate genti native e stirpi estranee disparate anch'esse, giunte sul continente sin da secoli avanti Cristo a formare una rosa umana dai petali dissimili per storia, costume, tradizione, fede, credenze. Così i Celti dal nord dell'India, gli Slavi, gli Esseni ebrei di Palestina, così i Pelasgi  stirpe che Tacito accomunò a coloro che avrebbe denominato Germani, così Mongoli nella parte orientale, e Greci, Romani, Persiani, Arabi, Franchi, Goti, Unni e ancora e ancora dal Danubio al Mar Nero, dalla Persia alla Palestina, alla Scandinavia. Di questa estrema diversità di stirpi, tribù, popoli, la Storia dopo di loro ha rinvenuto e rinviene tracce, sappiamo così di leggende popolate da Deva, da Asura, da Giganti, da Fate, Folletti, ma anche guerrieri, cavalieri e molto più, tutti attori di culture distanti migliaia di kilometri e alfine unitesi pur se tra scontri trasformatisi in incontri, tra guerre sfociate in reciproco donarsi, pur sotto diverse spoglie dall'unico significato. E' così che, nella Storia d'Europa, troviamo sulle rive del Reno il culto, ancor oggi osservato, di Odisseo, quell'Ulisse presente sulle coste d'Italia, e di suo padre Laerte e ci chiediamo come sia possibile.
Si potrebbe continuare la narrazione lungo pagine e pagine, non è questo il luogo, eppure più ci si addentra nella Storia di questa eclettica Europa più l'iniziale interrogativo si presenta: cos'è accaduto allo Spirito Europeo? Cos'è accaduto perché si frantumasse al suo primo moto d'unità, cos'è accaduto nel primo momento di creazione, cos'è accaduto ai prodromi di quegli Stati Uniti d'Europa mai realizzatisi? Dossier con idee, propositi, progetti giacciono, in una cartella di cuoio marrone, su fogli segnati, sono lì, sono qui, mai più aperti, mai più scorsi dopo l'evidenza dei tradimenti a quell'idea consona alla Storia d'Europa di cui sono custodi. Ci si chiede così cosa celasse, negli anni '80, il sommarsi di convegni, congressi, incontri a tema, liberi scambi di opinioni, cosa celasse quella che sarebbe risultata una messa in scena? La successiva evidenza dei fatti in relazione all'Europa ha parlato come parlano le sue attuali condizioni. Quale fosse l'idea di allora circa il futuro ruolo dell'Europa nel mondo è presto detto: Faro d'Occidente, il ruolo dell'Italia nel contesto: Faro d'Europa. Il perché è intuibile per entrambe, lo racconta la Storia comune e singola. L'idea  degli Stati Uniti d'Europa nacque nel riconoscere l'importanza per l'Europa di acquisire la propria libertà, consolidare la propria indipendenza, quindi sovranità, rispetto non al resto del mondo con cui l'Europa da tempo immemore attuava scambi d'ogni tipo, ma rispetto agli Stati Uniti d'America in realtà incombenti, per alcuni Stati europei in realtà invasori, dal termine della seconda Guerra Mondiale. Fu questo a spingere alcuni di noi a sostenere l'idea, a credere nella creazione degli Stati Uniti d'Europa, un'idea di indipendenza e libertà in certo senso indirizzati verso l'attuazione globale di quei principi che avevano spronato la Rivoluzione Francese ma che poi erano stati traditi sfociando nel sangue. 
Ma i perché, come sempre accade nella Storia, sono molto più complessi dell'apparenza e il porsi nell'osservazione dell'attualità contemplata con sguardo retrospettivo, scevri da ogni politica, ogni ideologia, ogni preconcetto o prevenzione, ha mostrato e mostra elementi al tempo nascosti ora palesi in cui si evidenzia l'obiettivo imperante: Ordine Mondiale voluto da pochi  per pochi a scopo di assoluta supremazia socio-politica-finanziaria sul pianeta. E in che modo per facilitare l'operazione bisognava agissero? Facile intuirlo: addormentare le coscienze con ogni mezzo, irrilevante che fosse lecito o illecito, contemporaneamente distruggere la memoria storica, recidere il DNA storico europeo sì che gli Stati Uniti d'Europa non si formassero, non potessero esistere e il suo territorio strategico restasse, e sempre più fosse alla mercé dei pochi di cui sopra. 
Banale il motivo: se l'Europa avesse tenuto fede alla propria Storia, se in essa l'avesse fatto l'Italia, l'insito ed enorme bagaglio culturale di entrambe avrebbe potuto agire in senso positivo circa l'idea di libertà, indipendenza, sovranità, avrebbe rafforzato e, o consolidato le coscienze in merito, l'obiettivo europeo sarebbe stato raggiunto. Questo enorme ostacolo al progetto degli autori-registi fautori del Nuovo Ordine Mondiale, che di nuovo non ha nulla essendo il replay di un'idea formatasi negli Stati Uniti d'America tra l'800 e il '900, andava distrutto con ogni mezzo. Può sembrare assurdo, fantasia o come si usa dire complottismo, ma la presenza degli Stati Uniti d'Europa avrebbe potuto impedire il realizzarsi del progetto di cui sopra voluto a favore di quei pochi. Il disegno delle attuali evidenti atrocità, guerre, genocidi, sottrazioni di poteri legittimi a Stati legittimi, menzogne imbastite su capi di Stato per architettarne, poi giustificarne l'assassinio rendendo servi i popoli a scopo di saccheggio d'ogni tipo, così come tutto il marciume che da tempo accade sotto vario aspetto, compreso l'episodio dell'11 di settembre 2001 alle Torri Gemelle di New York, è in moto da anni, che poi l'evidenza, le varie realizzazioni di potere si  siano mostrati in momenti diversi, non ha importanza, la perfida manovra è in atto da anni e il motivo è quello di cui sopra, sempre lo stesso. Questa è Storia: gli Stati Uniti d'Europa sarebbero stati una forza di libertà, indipendenza, sovranità, lo ripetiamo, questo non si poteva permettere in vista di un enorme sopruso espansionistico. 
In Europa c'è una terra che in un dato momento della sua Storia, nel Medioevo, per via di tradimento dei propri antichi princìpi di luce trasformò la propria etica, con essa la propria Storia. Da allora in poi ovunque si espandesse, colonizzasse, combattesse, sempre e comunque al fine di supremazia, possesso, sfruttamento, mai per incontro sociale o scambio culturale, l'avrebbe fatto con l'uso di violenza e menzogna a cui, raggiunto l'obiettivo, sarebbe seguito abbandono, miseria e via dicendo. Eccezione vi fu nel caso dell'India in cui il dominio, se pur dopo anni, sarebbe cessato per forza maggiore, per presa di coscienza del popolo, cosa che però Gandhi avrebbe pagato con la vita. Checché in seguito se ne deviasse la responsabilità, in realtà anche dietro a quell'assassinio, motivato poi da questioni religiose, avrebbe agito come di consueto subdolamente, in un ultimo tentativo di dominio, la terra di cui sopra, ma questa è un'altra storia. La terra, si è capito, è la Gran Bretagna. Ben addestrati da essa gli Stati Uniti d'America dalla scarna, giovane storia in certo senso ancora inesistente a confronto di altre. Stati Uniti d'America che nel formarsi e per formarsi agirono secondo britannico pensiero ed esempio, con lo sterminio dei Nativi, fisico, morale, culturale, spirituale, eccetera. Anche in questo caso, distruzione, sfruttamento, costrizione, abbandono al loro distrutto destino. Ed ecco l'impulso storico originario della terra in cinemascope, la Hollywood del mondo, sebbene anche lì, come ovunque, ci siano eccezioni. Lo stesso pensiero manovratore sarebbe stato presente anche nelle due Guerre Mondiali, in particolare nella Seconda. Quindi macchinazione, tradimento, menzogna, ricatto, paura e all'uopo eliminazione anche fisica di chi a guida, o scomodo, osasse uscire dalle regole o cambiarle. Anche questa è storia per chi vuol davvero conoscere.
Ma c'è anche un altro aspetto, un aspetto più sottile che si mostra ad un attento sguardo scrutatore, un aspetto che va oltre quello essoterico del ritorno economico, di prestigio, di controllo e supremazia internazionale, un aspetto interessante, svelante la sostanza segreta che muove i registi della messa in scena: minare il processo evolutivo dell'Umanità, una sorta di volontà disumanizzante dell'Umanità ed è proprio quest'aspetto esoterico quello più interessante, che lo si voglia vedere o non, che si voglia conoscere la vita soltanto nel suo materico mostrarsi o andare anche oltre. A tutti questi fini si sono costruiti mezzi, architettate occasioni, fomentate rivolte, elaborate menzogne, tutto a che tutto si potesse compiere. 
Qui rientra e trova ancor più spiegazione il motivo per cui lo Spirito Europeo proteso verso la creazione degli Stati Uniti d'Europa, fosse stato caldeggiato non poco dagli autori-registi, caldeggiato per essere distrutto con tutto il suo bagaglio di conoscenza  che, per quanto in parte sonnolenta rispetto al passato, serbava comunque in sé i germi dell'indipendenza e della rinascita. La Storia però avrebbe mostrato, e mostra, che si fosse in pochi a coltivare l'idea nella sua limpidezza insita nello Spirito Europeo. Nostra ingenuità? Senza alcun dubbio. Inganno e menzogna tra le quinte della messa in scena? Senza alcun dubbio. Stabilito il momento, anestetizzato con menzogne la maggior parte del pubblico, si è alzato il sipario. Al via la messa in scena. Spettacolo. 

Seconda Parte - La Paura

... autori-registi tra le quinte spronano, spesso ricattano gli attori-marionette che in scena recitano attenendosi al copione. Tutto prende a svolgersi. Scorrono conflitti provocati, l'ingegneria climatica applicata viene definita esclusivo artefice di benessere, in realtà inquina cieli con sostanze dannose, acque, colture, animali, uomini, in contemporanea si scoprono epidemie infettive che necessitano di vaccini a difesa della salute, scattano restrizioni sanitarie, ma i virus sono da laboratorio e i vaccini, per di più coadiuvati da menzogne sanitarie, sono il vero pericolo: indeboliscono il corpo umano quando non lo uccidono. Ma questo non basta a soddisfare le aspettative degli autori-registi, non basta al raggiungimento degli obiettivi. Accompagnato da martellamento mediatico visibile a tutti attraverso strumenti tecnologici, scorrono immagini d'ogni bassezza, ogni immoralità, prive d'ogni etica, ogni umano rispetto, immagini proiettanti patologie d'ogni tipo dalle fisiche alle psichiche, coadiuvate da consigli medici ignoranti o criminali, tutto volto ad indebolire, in maniera subliminale, attraverso sentimenti ed impressioni da essi generati,  ogni sfaccettatura dell'essere umano mentre, su questa deriva,  sventolano vessilli di libertà, modernità di costume, spontaneità, emancipazione, spregiudicatezza, sventolano sulla perversione a confondere ulteriormente le menti in particolare le più giovani mentre per l'infanzia la Walt Disney, e non solo, infanga le fiabe a favore di inculcare e rafforzare la Teoria Gender, subdolamente indirizzando ad essa, educando ad essa, in realtà ostacolando, quando non impedendo, la libertà di scelta individuale nel rispetto della singola natura. Questo coacervo di immoralità, abbassamento di costume, snaturamento della natura stessa e ancora e ancora, per il solo fatto d'essere mostrato, reso pubblico, divulgato privo di rispetto verso ogni personale ed intimo contesto, che appartenga al corpo, alla psiche, ai sentimenti, alle azioni o vada oltre, si fa sprone per la perdita di identità e il rafforzarsi dell'istintività avversando i naturali equilibri morali ed armonici insiti, quando non corrotta, in ogni umana natura. Con essi avversa le forze del pensiero porta squilibrio nei sentimenti ed esaspera o impedisce l'azione. E quale veicolo può essere atto ad alimentare violenza verso cose, persone, se stessi, violenza di qualsivoglia natura compreso uso di armi propriamente dette e droghe, in ogni ambito? A coronare il tutto sprigionato in gran parte via etere dai così detti attuali mezzi di comunicazione social, smartphone, programmi televisivi, incontri e tutto ciò che sappiamo e viviamo, ecco la PAURA segnata a caratteri maiuscoli. Procurandola, alimentandola, sostenendola, diffondendola, avallandola e ancora e ancora la PAURA  si insidia nell'intimo dell'essere umano, invade la psiche che a sua volta indebolisce il corpo, contemporaneamente mina la facoltà di pensiero, che a sua volta obnubila la coscienza. Di rimando quest'ultima si ritrae alla realtà, rifiuta di vedere, non vuole, ancor meno rifiuta di vedere, oltre la stessa realtà, la Verità. Non potrebbe agire diversamente se non con il sonno interiore che si fa stasi, si fa assenza di ribellione proprio perché soggiogata dalla PAURA. Non c'è da meravigliarsi, da tempo immemorabile la Paura, maiuscola o minuscola che sia stata o sia, risulta essere la più forte, micidiale, efficace arma di distruzione di massa. 
Da sempre la Paura usata in migliaia di modi diversi è stata e continua ad essere l'arma espansionistica. Riflettendo su questo tutto si evidenzia come, quanto e perché questa pagina ritenga presenti nelle nefande azioni di cui sopra, fonti planetarie di elementi atti a provocare la disumanizzazione dell'Umanità, una involuzione, un cammino segnato a coltivare il Subumano. Con la riflessione su accennata tutto si chiarisce, quindi da dove partire per la macchinosa programmazione di supremazia e non solo, se non da terre che per una sorta di DNA storico avrebbero potuto agire sul futuro dell'Umanità promuovendone l'Evoluzione? E quale più efficace strumento atto allo scopo, se non quello di indebolire l'innato impulso evolutivo minando con ogni forma le coscienze, se pur non le sole, dei futuri artefici del mondo che sarà, ovvero infanzia, adolescenza, giovinezza di cui abbiamo accennato? E dove focalizzare e rafforzare la macchinazione, con essa la sperimentazione, se non in un paese territorialmente piccolo ma culturalmente grande, quell'esiguo stivale fra tre mari, proteso verso Africa, Medio Oriente, Balcani e affacciato sull'Atlantico? Ce n'è solo uno in Europa la cui Storia è da millenni emblema di genialità di pensiero, di sentimenti e di azioni, si chiama Italia.  

Parte Terza - L'Italia


... nell'ultima parte di questa lunga pagina, accenneremo, se pur minimamente, ad elementi storici molto noti ed emblematici dell'Italia stessa, motivo: la memoria, ché spesso si dimentica quanto il presente sia sempre il risultato del passato e sia proteso verso il futuro. Ma procediamo.
Italia, questa terra ha donato al mondo conoscenza, bellezza e grandiosità in ogni campo dello scibile, non a caso è stata scelta quale laboratorio sperimentale dell'intera messa in scena che conosciamo. In Italia tutto è stato acuito, rafforzato e continua ad esserlo, dal moltiplicarsi degli infestanti esperimenti di ingegneria climatica che offuscando l'atmosfera non solo agiscono sul clima ma si proiettano in ogni campo del vivente, agli esperimenti sanitari per cui i vaccini delle procurate epidemie solo in Italia sono stati resi obbligatori e in caso di individuale rifiuto di sottoporsi all'inoculazione, hanno prodotto restrizioni d'ogni tipo, dalla negazione di accesso ai luoghi pubblici, ai licenziamenti lavorativi, alle visite mediche a domicilio negate. L'argomento vaccini in Italia si può ampliare anche con un episodio avvenuto prima della messa in scena, qualche anno addietro, quando dopo accordi di esponenti politici italiani con gli Stati Uniti d'America vengono, a titolo di sperimentazione, trasformati nella composizione e numericamente aumentati i normali vaccini obbligatori per i neonati. Da allora si è registrato ad oggi, un notevole aumento di patologie dello sviluppo neurologico di vario tipo, nell'infanzia e nell'adolescenza, così come decessi prematuri e clinicamente inspiegati, in bambini nati sani. Sistema in certo senso simile se pur diverso, applicato in campo zootecnico ed altrove nel campo del vivente. Accanto a questo l'aumento delle imposte indirette circa beni di consumo, produzione, importazione eccetera, mentre si espropriano terreni coltivati a favore di pale eoliche dalla dubbia utilità di produzione energetica, dipendendo dalla forza dei venti, ma di certo inquinanti per vari motivi e distruttive per l'intera fauna selvatica a partire dai volatili. Come non bastasse tutto questo ed altro non menzionato, l'Italia ha "meritato" da parte degli autori-registi a guida di questi tempi, uno studio ulteriore circa la tipologia dell'intelligenza italiana, così da potenziare con cognizione di causa ogni avversità al fine di annullare la personalità culturale, privarla di autonomia e strategicamente servirsene. Non c'è da meravigliarsi, il suo popolo dall'antico ha "civilizzato" l'Occidente e in parte il pianeta con i suoi figli, donando genialità e anticipazioni in ogni campo. Non a caso questo piccolo stivale possiede ad oggi, il più alto numero di siti Unesco sul pianeta, ben 61. Ora, senza disturbare Virgilio, Dante, Galileo, Michelangelo, Raffaello, Marconi, Volta e ancora e ancora tralasciando le centinaia di genialità che in ogni campo, dalle Lettere alle Arti, dalle Scienze tutte alla Tecnologia, dalle eccellenze industriali in molti campi anche alle eccellenze gastronomiche e a proseguire, ricordiamo soltanto che la prima Scuola Medica d'Europa e dell'Occidente tutto, poi Ateneo, nacque a Salerno nell'Alto Medioevo era infatti il IX secolo dopo Cristo e i suoi fondatori furono un salernitano, un greco, un arabo ed un ebreo. Ricordiamo che la prima Università con più indirizzi nacque a Bologna nel Medioevo anno 1088 anch'essa prima in Europa, seguita poi dal Regno Unito con Oxford, poi dalla Spagna, la Francia, etc. e mentre queste ultime si formavano, in Italia le università si moltiplicavano quindi Padova 1222, Napoli 1224 e così via. Allo stesso modo il primo Istituto di studi orientali in Europa, poi Istituto Universitario Orientale, oggi l'Orientale, fu fondato a Napoli nei 1724 da un italiano di ritorno dalla Cina e quattro monaci cinesi.  Intanto sempre nell'Alto Medioevo nascono le Repubbliche Marinare: Amalfi, IX secolo, con le sue "Tavole Amalfitane" Codice di Diritto Marittimo, poi Pisa, Genova, Venezia, grazie al loro rapporto con l'Oriente l'Italia ampliò la propria cultura ma anche si fornì di prodotti orientali d'ogni tipo che dall'Italia passavano poi in tutta Europa. Solo in seguito giunse il Portogallo, ma si era già nel XVI secolo, mentre nel XIV secolo era nato l'Umanesimo con la riscoperta dei classici latini e greci, anche questo passò in tutta Europa, nel frattempo  erano giunti in Italia molti artisti e dotti greci che, unitisi allo Spirito Italiano, fecondarono lo Spirito Europeo, quindi l'Occidente. Da questi molteplici incontri associati ai viaggiatori sia per via delle Repubbliche Marinare sia per contatti individuali molti relativi all'India dell'Impero Moghul tra cui tramite i Gesuiti, nacque il Rinascimento. Siamo tra il XV e XVI secolo. Quest'enorme bagaglio culturale nei secoli dall'Alto Medioevo al Rinascimento, passò a fecondare ed arricchire l'Europa. In sintesi Il ricco Spirito Italiano ha fecondato lo Spirito Europeo delle origini. Ci fermiamo qui. Se l'Italia, pur inconsapevolmente ma per puro istinto, avesse ripreso il contatto con la propria impronta storica, il proprio DNA, avesse ripreso contatto con l'impulso evolutivo della propria esistenza trasferendolo in Europa, come già storicamente avvenuto, l'ostacolo agli obiettivi perversi degli autori-registi dell'attuale drammatica situazione anche internazionale, sarebbe stato insuperabile, impedendo il raggiungimento degli obiettivi di cui sopra. Si era reso necessario indebolire questo paese, asservirlo ancor più che altri nel continente, distruggere innanzi tutto il senso di appartenenza alla propria Storia che aveva arricchito l'altrui, attentare alla sua Cultura, vedi ignoranti commenti e proposte di tagli ad importanti discipline e programmi scolastici altamente istruttivi e formativi, tutte azioni volte all'abbassamento culturale ed interiore dell'individuo, si da sedarlo. Che poi di questo processo deleterio siano consapevoli gli addetti ai vari ruoli governativi non ha importanza, sta di fatto che la volontà distruttiva della società in Italia sia presente in ogni suo aspetto il che sottolinea servilismo complicità con la regia ancor più presente dato che l'accanimento delle forze distruttive altrove in Europa non si stia verificando. Ma conosciamo il perché dell'accanimento. 
In sintesi malgrado questo sia accaduto allo Spirito Europeo, questo all'Italia e stia accadendo, in questo paese malgrado storditi, malgrado feriti, malgrado l'aumentare della violenza, la perdita di punti di riferimento, malgrado tutto quel che accade intorno a loro e su di loro,  tra i giovani spiccano, anche solo allo sguardo, menti acute, grandi intelligenze, forti coscienze sveglie. Il DNA non può cambiare. 
Ed ecco farsi ancor più chiaro il sogno sognato al principio circa gli Stati Uniti d'Europa, il suo perché, ancor più si comprende il desiderio del sogno di far assurgere lo Spirito Europeo a faro d'Occidente, l'Italia a faro d'Europa. Ancor più si chiarisce l'attualità storica e mentre al lettore si lasciano ulteriori riflessioni  si ricorda che per quanto drammatico sia il tempo presente in cui il Vaso di Pandora è stato scoperchiato, per quanto quest'apertura possa toccare tutto e chiunque, nulla può sulla Speranza, quell'immateriale potenza che da sé, per il solo fatto d'essere pensata, coltivata, conduce alla possibilità di trasformazione. A quel DNA presente malgrado tutto. Rinascita.

Marika Guerrini

giovedì 20 agosto 2026

Nel buio di questi nostri giorni la metafora del bucaneve tra fiaba e poesia

Galanthus Nivalis - Bucaneve

 ...Era inverno, l'aria era fredda, il vento aspro. Da giorni e giorni la terra era coperta da una gelida neve. Un giorno però cadde la pioggia, le gocce penetrarono lo strato di neve, poi quello di terra, raggiunsero il bulbo d'un fiore. A lui raccontarono del mondo luminoso che si stendeva oltre gli strati che lo coprivano. E mentre le gocce raccontavano, un raggio di sole attraversò neve e terra, raggiunse il bulbo, lo toccò. Avanti, disse il bulbo. Non posso rispose il sole, devo attendere l'estate. Ma io voglio uscire, disse ancora il bulbo, voglio dire buongiorno alla terra. Così dicendo iniziò a penetrare lo strato di terra che la pioggia ed il sole avevano ammorbidito. Poi a penetrare la gelida neve e con il suo bocciolo bianco sullo stelo verde, mentre sottili spesse foglie lo proteggevano, si portò verso l'alto. La terra era fredda, la neve gelida, fu allora che il raggio di sole si fece ancor più forte e il bulbo, candido come la neve, si aprì completamente, sbocciò, si sollevò nel mondo della luce, poi chinò il capo con gioia ed umiltà.

E' una fiaba che ho voluto narrare, una fiaba tratta da H.C. Andersen, da me  elaborata sì da introdurre versi che adolescenti allievi di una scuola sul cui nome, così come su quello dell'autrice dei versi, è stato chiesto il silenzio, potessero essere mostrati al mondo. Versi in risposta agli interrogativi su questi nostri difficili e tristi tempi. Sulla loro complessità, quando non drammaticità o tragicità. Interrogativi posti alla docente di Lettere di questi ragazzi. Interrogativi, a volte silenti a volte espressi, circa la contemporaneità che con i suoi avvenimenti gli si stringe addosso soffocandoli. Intaccando l'entusiasmo alla vita, il desiderio di viverla. La gioia. Adolescenti interrogativi sempre vissuti con necessità di risposta. Così, mentre il mondo oscurato da menzogne, guerre e genocidi, tenuto schiavo trema ferito, mentre l'impossibile viene attuato sì che l'Umanità si dibatta tra dolore ed incoscienza, inconsapevole desiderio di rinascita ed intaccata speranza, ecco che qualcuno, consapevole di questo tutto e di certo illuminato dall'amore verso i propri allievi, verso la conoscenza e il risveglio della coscienza, traccia versi mostrando ai loro giovani anni il dono della speranza. la possibilità di un tragitto dall'Ombra alla Luce. Ascoltiamo.  

                                                                          LUCE  *                 

                                              Ovunque parole
Vermigli teatri, rabbia.
La loro, la nostra.
Mi fermo.
Nelle gambe, nell'anima.
Silenzio, silenzio.
Vi guardo
fragili germogli.
Siete qui,
in quest'angolo di apparente pace,
imparo, forse, la vita.
La vita che sto imparando con voi.
Il futuro, la speranza.
La luce perduta.
Poco ho da insegnarvi.
Occhi che si guardano.
Sorrisi, bellezza.
Compassione.
Mitezza.
Insieme cerchiamo la via, 
deve esserci una via.
Guardiamo dove non guarda la mente.
Dove non giunge il cuore trafitto.
Dove pugni sdegnati si aprono
ad ascoltare il segreto.
Dove finisce l'inverno.
dove il male è redento.
Dove vive l'essere che sarà.
La Luce ritrovata.

**********

* LUCE- pubblicata su Anthos- vol.IV- 2026

Marika Guerrini

martedì 23 giugno 2026

Hormuz e il pesce degli abissi

Mausoleo di O. Khayyam

 ... il protrarsi del silenzio di occiriente avviene quando la parola si fa vacua al cospetto di inenarrabili realtà che, sottolineate, ampliano l'intrinseca azione negativa rafforzandola, prestandosi così al perverso gioco di coloro il cui obiettivo è l'asservimento dell'Umanità. Questo il motivo di fondo che nei recentissimi tempi  ha messo a tacere occiriente e il breve lasso di silenzio che in passato copriva, si è fatto prassi. Ma incessanti negli ultimi giorni sono state le richieste a che occiriente riprendesse la voce e occiriente risponde. Le sue parole condurranno il lettore nella terra che diede i natali ad Omar Khayyam(1) terra di Persia, sì Persia, ché il nome Iran spesso si presta alla dimenticanza dei valori  storici di quella terra, permettendo il dilagare dell'ignoranza su cui poggia in massima parte la nostra bellica attualità. Sarà un tuffo questa pagina, un tuffo in quello stretto marino oggi così tanto in voga, lo Stretto di Hormuz, Golfo Persico, acque del Mare Arabico, lembo nell'Oceano Indiano, acque un tempo incontaminate, oggi violate, dissacrate. Acque alla mercé di un Occidente assoggettato ai protocolli globalisti del subumano. Protocolli che annoverano genocidi, guerre, invasioni, con essi ed in essi la distruzione dello spirito europeo a partire da quello italico che in sé racchiude la sintesi evolutiva d'Occidente. Ma di questo tratteremo a breve in altra pagina, ora, dopo esserci affacciati su Nishapur, aver in parte attraversato il Dasht-e Lut raccontando stralci di vita vissuta in quei luoghi  e riportati su di un taccuino di chi scrive e lì ha vissuto, ci tufferemo nelle acque del Golfo di cui sopra quando pullulava di vivente biodiversità. 

Inverno 1976

" Ieri abbiamo lasciato Mashhad, con la corriera di linea siamo giunti a Nishapur, ai giardini che ospitano il mausoleo di Omar Khayyam. Bellissimo! Con il suo marmo bianco s'innalza a formare quasi una postura di mani congiunte. I viali che portano al mausoleo, sono fioriti, l'aria olezza di profumi, così come il poeta aveva desiderato fosse. Non so se per il profumo, l'emozione, non so per cosa ma all'improvviso, oltre il verde dell'oasi, ho visto onde leggere sciabordare verso noi, qualche secondo di certezza e la mia espressione: Guardate, non sapevo ci fosse un lago! diretta ai tre colleghi che erano con me, ma i loro sguardi si sono fatti attoniti e: Ma che dici, non c'è nessun lago! Qualche secondo di smarrimento poi: No, non c'è nessun lago, non è acqua è la sabbia del deserto, ho avuto un miraggio. Abbiamo riso. Così mi è stato dato di sperimentare il miraggio. Domani sempre in corriera raggiungeremo Teheràn, ci fermeremo una notte poi ripartiremo alla volta del Golfo di Hormuz, andremo a Bandar-e 'Abbas, la città degli uccelli, dicono sia bellissima. " 

" Siamo a Bander-e'Abbas, giunti da due giorni dopo oltre ventiquattro ore di viaggio. Attraversare il Dasht-e Lut, è stata un'esperienza incredibile. I monti Zagros che da lontano lo accompagnano sono spettacolari, si stagliano con le loro guglie come fossero cattedrali gotiche. Abbiamo fatto breve sosta ad Esfahan poi a Shiraz, l'una culla millenaria della cultura persiana, antica capitale del Regno di Shah Abbas, con i suoi splendidi tappeti, le sue maioliche turchesi, l'altra la città dei poeti. A Shiraz ho pensato a Rumi,(2) a Khayyam, ad Hafez(3), alla loro poesia che ha  influenzato la cultura letteraria europea come in W. Goethe. Abbiamo anche sostato in un'oasi rigogliosa di alberi di Laim che col nome di Limun AmunĪ  aromatizza i nostri Gorm-e SabsĪ  giornalieri. Adoro questo piatto di verdure, carne e riso dal profumo e sapore di Laim essiccato. In questa città il giardino degli uccelli è una fiaba vivente uscita dalle Mille e una Notte. Non posso fare a meno di pensare alla differenza con i nostri zoo, qui gli uccelli d'una incredibile varietà sono liberi, sembrano ammaestrati senza esserlo. Domani attraverseremo lo stretto, un traghetto ci porterà all'isola di Qeshm"

" Siamo a Qeshm da due giorni. Quest'isola è davvero molto bella e molto bello è stato, lungo il percorso, vedere i delfini seguire, tra salti, capriole e spruzzi, le scie rilasciate dal traghetto. Ma come se le emozioni non bastassero l'incredibile è accaduto stamattina. Come mia consuetudine mi sono isolata, mi sono seduta su di un piccolo scoglio e me ne stavo lì con i piedi in acqua a godermi il profumo del mare, il silenzio, il rifrangersi delle luci sull'acqua. Ad un tratto, nel mare calmo ho avvertito un forte movimento sotto i piedi e, immediato, qualcosa uscire dall'acqua e rientrarvi. Ho ritirato i piedi, mi pareva d'aver visto una sorta di testa uscire e rientrare. Mi sono spaventata. Sono rimasta immobile. Il fenomeno si è ripresentato. Sì, era una testa, non ho avuto dubbio, una testa strana dalla sommità appuntita e due grandi occhi tondi. Saliva in verticale e si rituffava. Ho trattenuto il respiro. Intorno a me e nelle vicinanze, nessuno. Ho contato le volte di questa strana presenza, cinque volte. Ho atteso qualche istante poi mi sono alzata, ho raggiunto gli altri, ho raccontato. Perplessi, sono rimasti dubbiosi e perplessi. Lì vicino un signore in un chiosco vende succo di melograno, sono andata, gli ho raccontato l'accaduto, ha sorriso, ho descritto la testa, lui ha continuato a sorridere, poi: Khānum, shomā māhi-i rā  az a'mqāq didid , Signora tu hai visto un pesce delle profondità, questo mi ha detto con rispetto chiamandomi Khānum, Signora, malgrado la mia giovanissima età. Ha anche detto che è molto raro che questo accada e che Allah mi ha fatto un dono e dovrei ringraziarlo. Sì, è quel che penso anch'io."          

E' lontano quel tempo. La cronaca ha riportato deflagrazioni di micidiali ordigni ovunque anche ad Esfahan. Svetterà ancora il mausoleo di Omar Khayyam e a Shiraz poggerà inviolata la tomba di Hafez? Gli uccelli nei giardini di Bandar-e 'Abbas voleranno ancora? Vivranno ora i pesci degli abissi delle acque di Hormuz?  I perché sbandierati al mondo a giustificare violenza, distruzione e morte  sono menzogna!  

" Del nostro venire e partire l'utilità dov'è?
Delle trame della nostra vita l'ordito dov'è?
Capi e piedi leggiadri il mondo brucia, ma il fumo dov'é? (4)
                                                           O.Khayyam

Marika Guerrini


Note
(1)  Omar Khayyam (Nishapur 1048-1131) poeta, filosofo, astronomo, matematico.
(2) Jalal al-Din Rumi (Balkh 1207-1273) , filosofo, poeta.
(3) Hafez -e Shirazi ( Shiraz 1317 o '25- 1389 o'90) poeta, filosofo
(4)da Rubayyat di Omar Khayyam





 


giovedì 30 aprile 2026

"Come vivere in questo paese senza morire di rabbia" tratto da -Imola Oggi.it-

 

... può accadere che nell'elaborazione di una pagina, dopo aver segnato con scrupolosa attenzione e in successione i punti cruciali che ritieni opportuno trattare, vieni interrotto dalla segnalazione di un messaggio giunto sul cellulare. Ti fermi, apri il messaggio, in esso l'immagine di un video ti si mostra: ascolterò dopo, ti dici, poi però qualcosa cambia. L'evanescenza di una scritta che fa da sfondo ad un volto femminile e la serietà che in esso traspare, muove il tuo dito malgrado il tuo volere: clicchi sulla freccia, la voce parte. Ti incuriosisci. Liberi la mente dai pensieri, allontani il foglio degli appunti, ti poni in ascolto. Che il tema sia l'attualità si evince dalle prime battute, ma quel che ti spinge all'ascolto non è la familiarità del contenuto bensì il suo coincidere temporale con la tua esposizione scritta, infatti: incredibile, pensi, tra perplessità e compiacimento. Dal video, Lidia Sella, questo il nome della donna, stava verbalmente esprimendo non solo i tuoi stessi pensieri, ma la loro successione in linea con la scaletta degli appunti che avevi fissato. Bene, ti dici, ora so come risuonano all'ascolto.  E ascolti tutto, anche la sigla di chiusura che menziona "Imola Oggi.it ", sito diretto da Armando Manocchia e chiude dicendo: Come vivere in questo paese senza morire di rabbia. A questo punto cerchi e trovi la data di pubblicazione del video: 27 aprile 2026. Poco più di 48 ore dall'elaborazione della tua pagina con gli stessi pensieri. Fermi lo schermo, rifletti, ti è piaciuta questa coincidenza, decidi di lasciare alle parole di Lidia Sella l'esclusività del contenuto da te condiviso. Ecco, è nata così questa pagina non pagina di occiriente, per cui a seguire il lettore troverà il video con tutto il suo bagaglio. Quando i pensieri, le parole si snodano secondo verità non hanno appartenenza importa che siano, che si diffondano, che impulsino altrettanti pensieri, altrettante parole di verità. Buon ascolto e buona riflessione. Grazie.   

 https://share.google/oD3g8czWTZ9B9rHmu

Marika Guerrini

martedì 3 marzo 2026

Della Guerra...Forse Troppo


  •  ..... due giorni or sono, per quel caso che non esiste, da un vano nascosto della libreria è riemersa una vecchia agenda dal colore verde che il tempo ha sbiadito. Agenda custode di pensieri, riflessioni, tracce di racconti, versi sciolti. Le date segnate su ogni scritto sono lontane, conducono all'adolescenza di chi allora tracciò quel tutto, di chi allora, ignara del futuro, parlò alle pagine lasciandole poi al silenzio. Ora, qui, riporteremo poche righe di quel tutto, daremo spazio ad alcuni versi sciolti senza nulla anticipare, commentare, lasciando al lettore soltanto lo scorrere delle parole, delle immagini, saranno esse a suscitare similitudine, riflessione. Da esse, immediata, ancor più giungerà la comprensione dell'oggi attraverso ieri nel ripetersi delle azioni, della loro origine. Il perché si mostrerà da sé. A chi vorrà coglierlo.
                                                                                                                    Aprile 1969                                                *  Rotocalco Ultima pagina - Vietnam                              -I parte-

        Ci salteranno agli occhi 
        volti di bimbi dimentichi del gioco
        perché sono già vecchi,
        dalle finestre gli occhi aperti dei morti
        stanno a guardarci, 
        increduli.
        Abbiamo anche noi occhi da morti,
        freddi e vitrei,
        ma consapevoli di quella incredulità.
                                                                                                                        -II parte-
       Palme enormi 
       per affondarvi il viso,
       bianche dita ossute 
       da grande musicista,
       stringono disperate
       uno strano strumento musicale
       che suonando 
       fa addormentare gli uomini
       d'un sonno senza fine.
       Questo sei tu 
       uomo d'una grande terra,
       piccolo musicista 
      d'una strana orchestra
       mandato lì a suonare
       senza saper perché.
Ritroverai la pace
quando il tuo ventre gonfio
sarà rivolto al cielo
in una cava oblunga
  che suoni non avrà.    
                           
//////////////////
                                                   
                                                               Aprile 1969
*Io sono nel coro 

Io sono nel coro
di chi non conobbe la vita
ero in colei che cambiò dimora
per un ordigno inverosimile
di un paese
che proclama la pace.
Io sono nel coro di chi 
non vi parla
perché siete nati.
Io che nato non sono.

////////////////////
                                                                                                            
                                                                                                                         Dicembre 1970
* Forse Troppo

Quando il Tempo galopperà
sulle ali dell'assurdo
in un fantasmagorico 
gioco di chiaroscuri,
in un'orgia di colori accecanti.
Quando la ferocia della fiera
avrà compiuto il suo ciclo
ed ogni atomo 
si staccherà dal proprio corpo,
allora,
in un giorno senza un suo svolgersi,
gli uomini si accorgeranno
che la guerra ha massacrato
forse troppo. 

                  Marika Guerrini     


*** prot. copyright                                                                                                     
    dep. SIAE 2000  
  p.s. 
 immagine -Barat Alì Batoor         
     

domenica 28 dicembre 2025

La leggenda di Yalda e Mithra

Locandina... *
... c'era una volta, all'inizio dei tempi, una bellissima fanciulla di nome Yalda. I lunghi capelli neri come l'ebano le coprivano le spalle e la sua pelle era pallida come la luna. Yalda era la Regina della Notte, una Regina solitaria il cui compito era stendere sulla terra il mantello dell'oscurità. Ma Yalda nascondeva in sé un grande segreto, un segreto che mai a nessuno avrebbe potuto svelare: il suo immenso amore per Mithra, il Signore del Sole. Un amore impossibile che Yalda da un tempo senza tempo custodiva in sé pur se sempre quando lui giungeva lei doveva svanire e quando lei giungeva lui si era già tuffato nel tramonto e riposava al di là d'ogni orizzonte. Yalda e Mithra erano due amanti che s'inseguivano senza mai incontrarsi né potersi sfiorare. Ma Yalda malgrado il suo pallore suggerisse debolezza, non si arrendeva e in ogni nuovo giorno che nasceva sulla Terra cercava di fermare un minuto di più la sua presenza nello stesso cielo in cui lui sarebbe giunto, solo un breve minuto, ma in quel minuto Yalda allungava il suo mantello sì da poter scorgere un raggio della corona di luce del suo amato, anche solo un bagliore della sua luce. E mentre il tempo non tempo scorreva il desiderio di Yalda non si indeboliva, ma diveniva sempre più forte finché all'improvviso giunse la notte più fredda dell'anno, la notte più lunga, la notte più buia, la notte del Solstizio d'Inverno. Fu allora che Yalda raccolse tutto il suo coraggio, decise di non andar via, di non svanire, come da sempre era stata costretta a fare. Rimase lì, immobile in coraggiosa attesa nel freddo dell'inverno. Fu allora nel momento più buio, quando il mondo sembrava perso nell'oscurità, che quella notte si fece magia e, come per un miracolo d'amore, l'alba iniziò a sorgere mentre Yalda era ancora lì ferma nel cielo del mattino, in attesa di lui: per un brevissimo infinito istante la Regina della Notte e il Signore del Sole si guardarono negli occhi. E in quell'istante di infinito Amore il calore di Mithra sfiorò il gelo di Yalda. Il mondo non se ne accorse ma in quello stesso istante il pallore di Yalda si affievolì in tenue luce dorata. Un'invisibile luce che alitò calore sul gelo del mondo.  Da allora, da quell'attimo di manifesto amore la luce del sole prese ad illuminare sempre un po' di più il buio del mantello di Yalda nell'allungarsi delle giornate per poi riprendere il ritmo fino all'abbreviarsi e al ripetersi dell'incontro.
Narra la leggenda che quell'attimo d'amore diede vita all'albero del melograno con le sue melagrane ricche di chicchi rossi color rubino. Per questo avvenimento cosmico la splendida pietra preziosa, il rubino, è simbolo d'amore. Lo è in Iran, antica Persia, lo è in India e in Afghanistan, antica terra indiana, e lo è in Turkmenistan e in Tajikistan così come in altri paesi dell'Asia Centrale. Ed è per onorare quell'amore oltre il Tempo e lo Spazio che, nei paesi legati alla leggenda di Yalda e Mithra, la notte del Solstizio d'Inverno si usa cibarsi dei chicchi rubino delle melagrane onorando quell'amore con musica, danza e poesia, e ricordando che quei succosi chicchi sono figli della luce che ha sconfitto l'oscurità.

Marika Guerrini

*locandina-invito alla celebrazione del Solstizio d Inverno 
 c/o Hotel Massimo d'Azeglio- Roma 21 dicembre 2025 

mercoledì 12 novembre 2025

Umanità tra Luce e Tenebra

Louvre- Arcangelo Michele
uccide il drago- XII sec.


 ... chi con apertura di spirito, giunga per la prima volta nella terra dei faraoni, resta stregato, è accaduto anche a me. Stregata dalle sue pietre, dalle fertili rive, dal biancore dei suoi piccoli asini, dalle oasi verdeggianti, persino dal pericolo degli scorpioni nella sabbia. Se poi è l'oasi di Siwa ad accoglierti sorgono dubbi sul tuo ripartire, lasciare quel luogo insieme antico e fuori dal tempo, le sue tradizioni, i suoi costumi, le credenze, i riti magici del passato e del presente, le piante medicinali, le arti curative, i bagni di sabbia ed i proverbi della sua gente. Ma non sapevo quanto il mio sostarvi per giorni mi avrebbe spronato a nuove ricerche, ampliato conoscenze antropologiche così come gli studi di egittologia per far emergere nuove riflessioni. E' un luogo unico Siwa, la si potrebbe raccontare per ore, ma non è soggetto di questa pagina, lo è invece una piccola scoperta che l'oasi mi mostrò, che prese forma e significato al rientro in Italia. Ma procediamo.  

Custodita in una teca del locale museo un frammento di pergamena, quasi nascosto da un'anfora votiva, riportava caratteri che la conoscenza della Linguistica mi fece supporre appartenessero all'Antico Aramaico e, come fosse cosa scontata: traccia di un vangelo apocrifo? questo fu il mio pensiero immediato. Incuriosita, cercando di riportarne fedelmente i caratteri, copiai quei frammenti di parole sul taccuino per poi proseguire l'interessante visita tra dipinti faraonici, sarcofagi e reperti d'ogni tipo. Al rientro in Italia, ripreso l'appunto ricercai su testi inerenti per sapere di più su quel frammento di pergamena, emerse così la non remota possibilità di appartenenza ad antichi scritti cristiani dell'origine rinvenuti nei pressi di Luxor nel 1945, quindi a circa 1000 kilometri da Siwa. Lì infatti erano stati ritrovati testi di vangeli apocrifi. E fin qui nulla di straordinario, la cosa invece che mi incuriosì  fu la traduzione di quei pochi frammenti di parole, in pratica due termini segnati in stretta successione: Ohr e Chosheq ovvero Luce e Tenebra. Da qui un fluire di pensieri anche sulla coincidenza del ritrovamento con la fine della Seconda Guerra Mondiale. Sì, certo, la fantasia galoppa in certi casi, ma era come se questa coincidenza parlasse da sé. Da allora ricerche e studi su particolari "coincidenze" storiche materiali e immateriali mi hanno mostrato sempre ovunque l'emergere dell'eterno enigma che da millenni pone l'uomo dinanzi alla scelta tra Luce e Tenebra, come fosse, e sia, dramma cosmico. Il motivo si presentava, e si presenta, sempre uguale a se stesso, vario solo asseconda del luogo, del tempo, dell'evoluzione e così via e sempre mostra oltre la contingenza del suo immediato, l'angoscia dell'Uomo incatenato alla materia, la nostalgia per la perduta patria originaria immateriale. La dimenticanza dell'Universo di provenienza. Ed è questo leitmotiv che si sta vivendo: guerre militari e civili, dilagare di ordigni bellici d'ogni tipo in ogni dove, armi materiali e immateriali, visibili e invisibili. Nelle guerre e con esse, ma anche prima e dopo di esse, la perdita della memoria storica, dei suoi bagagli, degli insegnamenti, la perdita d'ogni tipo di valore, che sia culturale, morale o spirituale nulla varia così come non varia la trasformazione di virtù in difetti e forze costruttive si fanno forze distruttive. E non varia il divulgarsi dell'istinto, moto privo di pensiero cosciente che accomuna l'uomo all'animale agendo però spogliato dell'innata naturale saggezza animale. Non varia la perdita d'ogni etica sociale o singolare che sia, né l'acuirsi dell'umana fragilità da cui originano angoscia, paura, incertezza, codardia, ipocrisia tutto all'insegna della menzogna ovunque e sempre a cancellare il vivente mondo dei pensieri costringendoli al proprio riflesso, sì che in ogni singolo si annebbi o scompaia la memoria dell'origine trascendente sua propria pur se, inconsapevole, continua ad anelare alla soluzione del suo stesso dramma, allo scioglimento di quell'eterno enigma che urge, urla risoluzione, urge, urla la scelta tra Ohr e Chosheq. Sì, urla perché nei millenni mai come ora, oggi, qui, la potenza della Chosheq ha manifestato la sua esplicita presenza invadendo ogni campo dell'Umanità, usando qualsiasi mezzo, non ultima l'eliminazione delle forze spirituali attraverso medicamenti mirati a questo, mascherati da aiuto umanitario, progresso, avanzamento tecnologico, "sempre a sfondo umanitario". Menzogna! E' così che questa "benevola" presenza si esplicita ancor più nell'indebolimento, quando non annientamento, del futuro attraverso coloro che lo incarnano, lo proiettano: infanzia e adolescenza. E allora il potenziarsi dilagando di armi silenziose divulgate da quella società corrotta e serva della Chosheq, Tenebra in opposizione alla Ohr, Luce. E si moltiplicano crimini d'ogni tipo, che siano indirizzati verso se stessi o altri nulla cambia all'impulso di provenienza suggerito da errata, spesso immorale, educazione così come da sostanze allucinogene o impulsi mediatici. In questo mare di menzogna si fa sempre più strada l'avere un'opinione più che lottare per conoscere la verità. Nulla cambia! 

Eppure, in questo avanzare distruttivo dell'Umanità, qualcosa si presenta al pensiero e allora si scorge il sacrificio della Luce che accoglie la caduta dell'Umanità in principio sovrana ora umiliata a servigio della Tenebra e mentre pregiudizio, ignoranza e paura favoriscono la Chosheq, può accadere che dalle sabbie del Tempo, come nell'oasi di Siwa, frammenti di pensiero si mostrino per essere decifrati da chi decida, dissipando il velo che la copre, di scrutare nella realtà al fine di scorgervi la verità, in tal modo permettendo all'Uomo distratto, quando non auto incatenatosi, lo scioglimento del suo stesso dramma nel dìssolvere  l'antico enigma sì da creare il varco che permetta all'Umanità di scorgere l'indistruttibile potenza della Ohr, la Luce che alcuna Tenebra alfine potrà mai annientare se l'Uomo ritrova il contatto con la parte immateriale, superiore, la parte che in sé lo collega  all'Universo. Ma deve volerlo. Qui la sua libertà.

Marika Guerrini