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martedì 27 marzo 2018

Primavera e Nawruz: un occiriente di poesia

G. Leopardi
... ancora sulla rinascita della Primavera e del Nuovo Anno  persiano, perché divenga augurio di rinascita mondiale e Resurrezione. Ad accompagnarci, questa volta, i versi di Giacomo Leopardi ( 1798-1837) nel suo "Il passero solitario" e, di nuovo, versi di Moḥammad Ḥāfeẓ e-Shīrāzī ( 1315-1390), riportati in traduzione farsi-inglese di Humeyra Gucuk e in traduzione italiana eseguita da me con qualche licenza poetica in nome della nostra bella lingua.
Iniziamo con: 



Giacomo Leopardi

"D'in su la vetta della torre antica,

Passero solitario, alla campagna
Cantando vai finchè non more il giorno;
Ed erra l'armonia per questa valle.
Primavera dintorno
Brilla nell'aria, e per li campi esulta,
Sì ch'a mirarla intenerisce il core.
Odi greggi belar, muggire armenti;
Gli altri augelli contenti, a gara insieme
Per lo libero ciel fan mille giri,
Pur festeggiando il lor tempo migliore:
Tu pensoso in disparte il tutto miri;
Non compagni, non voli,
Non ti cal d'allegria, schivi gli spassi;
Canti, e così trapassi
Dell'anno e di tua vita il più bel fiore.

Oimè, quanto somiglia
Al tuo costume il mio! Sollazzo e riso,
Della novella età dolce famiglia,
E te german di giovinezza, amore,
Sospiro acerbo de' provetti giorni
Non curo, io non so come; anzi da loro
Quasi fuggo lontano;
Quasi romito, e strano
Al mio loco natio,
Passo del viver mio la primavera.
Questo giorno ch'omai cede alla sera,
Festeggiar si costuma al nostro borgo.
Odi per lo sereno un suon di squilla,
Odi spesso un tonar di ferree canne,
Che rimbomba lontan di villa in villa.
Tutta vestita a festa
La gioventù del loco
Lascia le case, e per le vie si spande;
E mira ed è mirata, e in cor s'allegra.
Io solitario in questa
Rimota parte alla campagna uscendo,
Ogni diletto e gioco
Indugio in altro tempo: e intanto il guardo
Steso nell'aria aprica
Mi fere il Sol che tra lontani monti,
Dopo il giorno sereno,
Cadendo si dilegua, e par che dica
Che la beata gioventù vien meno.

Tu, solingo augellin, venuto a sera
Del viver che daranno a te le stelle,
Certo del tuo costume
Non ti dorrai; che di natura è frutto
Ogni vostra vaghezza.
A me, se di vecchiezza
La detestata soglia
Evitar non impetro,
Quando muti questi occhi all'altrui core,
E lor fia voto il mondo, e il dì futuro
Del dì presente più noioso e tetro,
Che parrà di tal voglia?
Che di quest'anni miei? che di me stesso?
Ahi pentirommi, e spesso,
Ma sconsolato, volgerommi indietro."

****
proseguiamo con:

Ḥāfeẓ e-Shīrāzī

... " Spring and all its flowers
now joyously break their vow of silence.
It is time for celebration, not for lying low;
You too -- weed out those roots of sadness from your heart.

The Sabaa wind arrives;
and in deep resonance, the flower
passionately rips open its garments,
thrusting itself from itself.

The Way of Truth, learn from the clarity of water,
Learn freedom from the spreading grass.

Pay close attention to the artistry of the Sabaa wind,
that wafts in pollen from afar,
And ripples the beautiful tresses
of the fields of hyacinth flowers.

From the privacy of the harem, the virgin bud slips out,
revealing herself under the morning star,
branding your heart and your faith
with beauty.

And frenzied bulbul flies madly out of the House of Sadness
to unite with the flowers;
its love-crazed cry like a thousand-trumpet blast.

Hafez says, and the experienced old ones concur:

All you really need
is to tell those Stories
of the Fair Ones and the Goblet of Wine"

 Versione italiana

"Primavera: tutti ora, i suoi frutti

 con gioia rompono il voto di silenzio.
È tempo di rallegrarsi, non di mentire ignobilmente.
Estirpa quindi, anche tu, le radici di tristezza dal tuo cuore.

Arriva il vento di Sabaa;
e in profonda risonanza, il fiore,
con passione strappa i suoi abiti,
con la sua forza spingendosi ( verso l'alto).

La Via della Verità, s'impara dalla chiarezza dell'acqua,
la libertà s'impara dall'erba che cresce.

Presta grande attenzione all'arte del vento di Sabaa,
che da lontano col polline si diffonde
e increspa le belle trecce
nei campi fioriti di giacinto.

Dalla segretezza dell'harem, il bocciolo della vergine scivola via,
rivelando se stesso alla stella del mattino.
Incidi il tuo cuore e la tua fede
con la bellezza.

E frenetico, con i fiori, vola follemente il bulbul, oltre la Dimora della Tristezza,
il suo grido pazzo d'amore è esplosione di mille trombe.

Hafez dice, e i vecchi saggi concordano:

Tutto ciò di cui hai davvero bisogno
è raccontare storie di fiere
e del calice di vino."

Marika Guerrini


martedì 20 marzo 2018

Nawruz 1397- Capodanno persiano 2018


... occiriente celebra la primavera ed il Nawruz con i versi del grande poeta Moḥammad Ḥāfeẓ-e Shīrāzī ( 1315-1390)

dal Canzoniere - gazal CXV

"1. Pianta l'albero dell'amicizia il cui frutto è la speme del cuore, e svella il germoglio dell'inimicizia, portatore di molti affanni.

2. Come ospite delle rovine, onora i libertini, mio caro, perché la cefalea t'affliggerà,  se della sbronza dureranno i postumi.

3. Fa' tesoro della notte conviviale, ché dopo il viver nostro molti giri compirà la celeste
    sfera e giorni e notti innumeri addurrà,

4. O Dio, induci il portantino di Leilà, che governa la culla della luna, a passare accanto
    a Majnun.

5. Ricerca, o cuore, la primavera della vita, perché il prato porterà ogni anno cento fiori
    come la giunchiglia e mille consimili dell'usignolo,

6. In nome di Dio, visto che il mio cuore esulcerato s'è accordato con la tua ciocca,
    ordina al tuo dolce rubino di acquietarlo.

7. In questo giardino, Hāfez, da vecchio, ormai ciò chiede a Dio: 
    sedere sulla proda di un ruscello, tenendosi accanto un cipresso."

***
Il poeta in questo gazal si è lasciato liricamente ispirare dall'ineluttabilità dello scorrere del tempo.

Marika Guerrini
  

domenica 11 marzo 2018

il soffocato grido afghano continua



"Rivolta a Kabul"
 B.A, Batoor
... mentre le reti informative, i media occidentali o dei paesi "alleati"  con l'occidente, continuano a sollevare alla cronaca l'Afghanistan solo quando gravi tragedie colpiscono il Paese, e lo fanno ancor più quando dalla tragedia emergono vittime occidentali o luoghi a loro connessi, come se la tragedia, quella tragedia, fosse un episodio circoscritto a quel giorno, quell’ora, quel luogo, mentre continuano a denunciare il fatto come risultato di una guerra fratricida in un Paese-culla del jihad contemporaneo,  così nascondendo la verità sotto strati di vernice, in Afghanistan, e non solo, i suoi figli continuano a morire ogni giorno, ad ogni ora, in ogni luogo.
Ma poiché queste sono parole da noi già scritte in pagine e pagine di occiriente, in pagine e pagine di libri, e la stanchezza della ripetizione s’è fatta tristezza, s’è fatta macigno, pur  fermi nella speranza che mai ci abbandona, lasciamo l’Afghanistan con il suo grido  soffocato a richiamare l'attenzione del mondo sulla fine della propria storia, del proprio popolo, del proprio futuro in pericolo e riportiamo di seguito, in lingua originale e in traduzione italiana, la voce di Aziz Kamali che ad occiriente, per l'occasione soltanto veicolo di parole altrui, ha inviato le proprie parole con richiesta di pubblicazione.

“I am impressed by Abassi saheb prolific and patriotic writing, however,the writing is somewhat vague and dogmatic and it is uncertain who he is addressing to.We all know ,and the students of history know what went on in our nation over the past forty years.The country is segregated and polarized into many groups and factions and the outcome of this divisiveness and segregation,whether based on language ,religion tribal and ethnicity has dire consequences for the entire nation.I think the time has come to talk openly and explicitly for years, our bogus, fake and corrupt politicians have muddled the water to catch their fish ,not any more. Paid politician are lured and encouraged by their masters to create more chaos for their political gains.Some wants to divide the country and some want to change the name of the country and modify national identity.These foreign agents have no room in the politics of Afghanistan . I am telling them ,this country will always be Afghanistan and people who live in it irrespective of their ethnicity are all afghans.Their is a limit for tolerance. My request to all genuine and patriotic politician wherever they might live, inside or outside the country is to be frank and candid when they are spending their precious time writing articles.As far as Dr Ghani's government is concerned,it is obvious that we do have some corrupt ,dishonest people in his cabinet.We strongly urge him to get rid of these corrupt people who have raked the country and deposited millions in foreign banks,other wise the country is distant to chaos ,anarchy and destruction.Dr Ghani can not turn blind eye on them any more.We have well educated and patriotic people in the don't let him to execute his positive agendas .They will be more than happy to avail themselves to work him pending he is willing to do so.Dr Ghani is so bogged down and surrounded by corrupt people that ,they don't let him think straight any more!! -Aziz Kamali"


Traduzione in Italiano:

“Mi colpisce la scrittura prolifica e patriottica di Abassi (1), tuttavia, la sua scrittura è alquanto vaga e dogmatica ed è incerto a chi si rivolga. Sappiamo tutti, e gli studenti di storia sanno, cosa è successo nella nostra nazione negli ultimi quarant’ anni. Il paese è isolato, polarizzato in molti gruppi e fazioni e il risultato di questa divisione e segregazione, sia che si basi sul linguaggio,  sia sulla religione tribale o sull’etnia, ha conseguenze disastrose per l'intera nazione. Penso che sia giunto il momento di parlare apertamente, in modo esplicito. Per anni, i nostri falsi politici, falsi e corrotti, hanno confuso le acque per catturare i loro pesci, ora basta. Questi sono politici pagati, attirati, poi incoraggiati, dai loro padroni in modo da creare sempre più caos, al fine dei loro vantaggi politici. Alcuni vogliono dividere il paese, altri vogliono cambiare il nome al paese, modificare l'identità nazionale. Questi agenti stranieri non devono avere spazio nella politica dell'Afghanistan. Quel che sto dicendo loro è che questo paese sarà sempre Afghanistan e le persone che vivono in esso, indipendentemente dalla loro etnia, sono tutti afghani. Anche se il loro limite è la tolleranza. La mia richiesta a tutti i politici puri e patriottici, ovunque essi vivano, all'interno o all'esterno del paese, è di essere franchi e schietti quando spendono il loro prezioso tempo a scrivere articoli. Per quanto riguarda il governo del Dr. Ghani, è ovvio che vi siano corrotti e disonesti nel suo gabinetto. Noi lo esortiamo vivamente a sbarazzarsi di queste persone corrotte che hanno rastrellato il paese e depositato milioni in banche straniere, mentre i saggi del paese sono lontani: dal caos, dall'anarchia e dalla distruzione. Il Dr. Ghani però è come se fosse cieco nei confronti di questi ultimi, non li vede, mentre noi, invece, siamo persone istruite e patriottiche che lo aiuterebbero a portare a termine i suoi programmi positivi. Persone che sarebbero più che felici di lavorare per lui in attesa che lui sia disposto a farlo. Il Dr. Ghani è  impantanato e circondato da gente corrotta che non gli permette di pensare più in maniera lineare !! - Aziz Kamali"
(1)1Aref Abassi-scrittore afghano contemporaneo

Marika Guerrini

immagine- scatto di Barat Alì Batoor- collezione privata



lunedì 26 febbraio 2018

"Oltre le mura di Baghdad" recensione-testimonianza



... ieri, ho ricevuto una nuova recensione sul mio "Oltre le mura di Baghdad", scorrerla e decidere di renderne partecipi i lettori di occiriente, è stato un tutt'uno. Renderne partecipi i lettori tutti, compresi coloro che per caso si trovano ad aprire le sue pagine, motivo: il contenuto.

La recensione, infatti, oltre che recensire il libro, si fa ulteriore testimonianza, se mai ve ne fosse bisogno, delle nostre guerre, distruzioni, del nostro "problema immigrati", del nostro, italiano, aderire a modalità invasive che non dovrebbero appartenerci perché ripudiate dalla e nella Costituzione Italiana, così come gli armamenti di un certo tipo e a certi scopi. Si potrebbe continuare, ma sintetizziamo con: si fa testimone di questi nostri tempi. Ascoltiamo quindi le parole di Humeyra Gucuk (1) autrice della recensione, che ufficialmente e pubblicamente ringraziamo.
 
“Due i personaggi portanti del romanzo: Richard, giornalista americano e Ahmad, giovane interprete iracheno.
Al giornalista manca il suo passato, lontano, é perduto, ritorna a Baghdad per incontrarlo, rivederlo, odorarlo, ma non è piú la stessa cosa.
Il giovane Ahmad, aveva uno scopo come tutti i giovani, ma lui era diverso, in realtà Ahmad aveva un sogno, il sogno: vivere meglio. Ma il suo “vivere meglio” cos’era, cos’è, per gli Occidentali?
Per comprendere questo bisogna conoscere l’Oriente, bisogna sentire l’Oriente, forse, in verità, basta chiamarsi Ahmad. Questo spiegherebbe tutto, spiegherebbe il loro essere ospitali, coraggiosi, leali, giusti. Spiegherebbe anche l’aver un sogno intoccabile, irrinunciabile, il sogno di emigrare senza sapere dove, con la speranza d’essere piú felici. Ma quale felicitá? E allora si sogna di essere dentro al sogno, e a quale sogno se non quello americano? E perché l’America? Perché é lontana? Perché intoccabile? Perché  irragiungibile? E allora la speranza. Ma la speranza qualche volta si fa distruttrice. Povero Ahmad!
Il giornalista, rivissuto il suo passato attraverso il presente, cercherà un porto, come nave nell’oceano in tempesta. Lo troverà in Italia, a Roma. Qui continuerà a rivivere pezzi della sua vita, qui gli si mostreranno pezzi che mancavano, che non combaciavano con le guerre create dai Paesi imperialisti, guerre che non permettevano a nessuno in Medio-Oriente, così come nell’Asia più lontana, d’avere speranza.
La lealtá non ha importanza per questi Paesi e neppure la saggezza. Il coraggio si, ma solo se a loro vantaggio.
“Oltre le mura di Baghdad” con il suo Ahmad, mi hanno fatto rivivere la mia vita lavorativa con i profughi che venivano da me, nel mio ufficio quando, abbandonata la loro terra, aspettavano di poter attraversare l’oceano con l’incognita speranza d’una vita. Speranza che dava loro la vita, ma che, a gran parte di loro, faceva perdere la vita.
Era il 2003 quando arrivarono in Turchia, per sfuggire agli invasori, iracheni disperati e delusi. Quando iniziarono ad arrivare, giá tanti di loro erano dati per dispersi o morti. “Oltre le Mura di Baghdad”, questo libro, è stato un flashback per me. Mi ha fatto ricordare i volti tristi, disperati, ma anche furiosi, di quella gente che aveva perso tutto. 
Ricordo ancora una famiglia giunta da Baghdad ad Istanbul nel mio ufficio. Appena seduti davanti a me, il capofamiglia, non molto giovane, cominciò a tremare dal nervosismo, le lacrime volevano liberarsi ma lui non permetteva loro di scorrere, da capofamiglia, non doveva, e non voleva, mostrare la sua debolezza a sua moglie ed ai suoi figli. Doveva dar loro coraggio.
Feci uscire moglie e figli dalla stanza. I bambini li feci accompagnare nella sala dei giochi, la moglie nella sala delle signore che praticavano manifatture, così si sarebbero distratti un po', anche se questo non avrebbe mai sostituito il loro immenso dolore.
Cosí rimasi nella stanza da sola con quel signore di Baghdad. Fu allora che quel signore permise alle sue lacrime di sgorgare dagli occhi come un torrente, giú, verso il cuore, lì dov’era nascosto il dolore. Dolore di lasciare la propria Patria, ma anche rabbia verso gli invasori che avevano distrutto Baghdad, che stavano distruggendo l’Iraq.
Il mio colloquio-intervista durò piú di tre ore, alla fine, il signore di Baghdad aveva liberato tutti i suoi pensieri. Mi aveva raccontato degli eventi accaduti a Baghdad, della sua bella casa col giardino, di sua madre vedova che viveva con loro ed ora, purtroppo, non c’era piú.
Mentre lui raccontava la sua vita a Baghdad, anch’io ero li, come Ahmad, come il giornalista nel libro di Marika Guerrini. Sì, sono stata lì anche leggendo Oltre le mura di Baghdad” e come allora ho vissuto la vita della gente in quella cittá con le sue vie, le piazze, il fiume che la divide a metá.
 Allora, nel 2003, al termine di quel colloquio-intervista, quando domandai al signore di Baghdad: perché vuole immigrare in America? La sua risposta fu: per invaderla.

Marika Guerrini

nota
(1) HUMEYRA GUCǕKcenni Bio

Lettere e Lingua Araba e Persiana, Psicologia sociale e Lingua Italiana, Università di Istanbul. Dipartimento Università del Cairo.
Membro dell’ICMC ( ramificazione Onu). Si è occupata dei profughi dall’Est Europa, Africa, Medio Oriente (guerra Iran-Iraq).
Interprete in Turchia dei profughi afghani, iraniani e della Bosnia.
A Ginevra partecipa seminario sull’immigrazione mondiale.
In Croazia e Germania partecipa a seminari per i profughi, in Giordania per i profughi dell’Iraq.
Nel 2013 dopo trent’anni di lavoro con i profughi in veste, poi, di Capo reparto dell’Ufficio profughi, si iscrive a corsi speciali di lingua ottomana.
Oggi membro dell’Archivio Ottomano per le ricerche di antichi manoscritti, iscrizioni su pietre tombali, etc.



venerdì 2 febbraio 2018

Jalalabad e l'intervista immaginaria 3 - commenti/comments

.... Occiriente può rendere noto solo alcuni commenti tra quelli giunti per iscritto su “Jalalabad e l’intervista immaginaria", tra essi qualcuno anche in traduzione italiana, i commenti telefonici invece restano segnati solo nell'etere e nel cuore. Grazie!

*****

Lui era mio nonno. Un uomo moderno , sconfitto da coloro che non volevano in alcun modo il suo approccio moderno. Aveva una visione strategica e vedeva lontano. Da allora il paese è tornato indietro. Aveva tolto il velo , la bigamia e spinto le donne a studiare mandandole anche in Europa.

Elisabetta                                       Domenica, Gennaio 28, h 09,42

Grazie Elisabetta per il tuo apporto.
Marika G.



Well done. Congratulations  on your wonderful inside knowledge on the King e della storia dell’Afghanistan. Bravo                 

Emin                                        - Tuesday, January 30, 2018 5:54 PM-

Thank you so much!

Marika G.
*****

I was deeply touched when I read the interview. Everything was fully true. May God protect Afghanistan!
Thank you.

Simin                                          - Tuesday, January 30, 2018 7:23 PM-

Yes, God protect Afghanistan! Thank you with all my heart!

Marika G.

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 commento in lingua Dari                    Martedì, Gennaio 30, 2018  h.18,30

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Carissima Marika, hai fatto un prezioso lavoro letto e apprezzato da molti.

Omer Dogan                                    Martedì, Gennaio 30, 2018 h 19

Grazie Omer, grazie delle tue parole.


Marika G.

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An excellent imaginary interview with reformist Amanullah Kan, one of the best friends of Ataturk. Thank you Dear Marika Guerrini...

Ulgen                                                Wednesday, January 31, 2018- 2PM


Thank you very much, Mr.Ulgen

MarikaG.

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If only the  British hadn't interfered. If only he had ruled for another ten years, Afghanistan would be a much different country now.

Filiz                                                     Wednesday, January 31, 2018 - 2,55PM

Yes, that's right, but sometimes the story is diverted and we just have to watch it pass!
Thank you.

Marika G.

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Figura molto importante per L'Indipendenza dell' Afghanistan, un Leader, un eroe nazionale afghano che ha cercato di modernizzare il suo paese e salvare dall'Impero Britannico, Caro bisnonno sarebbe stato bello conoscerti ma come dice un altro leader di un'altra nazione "Non è necessario vedere la mia faccia, se capite e percepite le mie idee ed i miei sentimenti sarà sufficiente". 

Nedim                                                    Mercoledì, Gennaio 31, 2018 - 21,30

Grazie Nedim del tuo bel commento, è proprio così, la cosa importante, quella che si fissa nella mente e nel cuore, che si fa conoscenza e, a volte, saggezza, è la percezione e la comprensione della idee e dei sentimenti. Ancora grazie e un caro saluto.

Marika G.

*****

I believe that the current terrorism in Afgh, is strongly rooted in foreign invasions and cannot be analyzed without it's time impact, started by the Great Britain and followed by Soviet Union and the interbational community (USA) Amanullah, the great King was the one who managed to mobilize Afghans against foreign invasion of the Great Britain under a wholistic and collettive interests, incontrarily to is grandfather, Abdulrahman Khan, who thought that he could unite Afghans by implementing force, fear and killings which was provoked and planned by Britain.

Hello Marika Guerrini, I didn't  have the honor to be introduced to you yet directly but I heard good reviews from you and that you're interested in Afghanistan studies as well as loving Afghans. I read your "imaginary interview" about our beloved King Amanullah Khan professionally translated by Humeyra jan. I adored it. Humeyra jan told me that you would be glad to read words from Afghans. I came up with some comments on your article, thought might be a help, from another angle. Hope to see you in person soon. Cordially

Kaveh  Ahangar                          Thursday, February 1, 2018 - 5PM

in traduzione

"Credo che l'attuale terrorismo in Afghanistan, sia fortemente radicato nelle invasioni straniere e non possa essere analizzato senza il suo impatto temporale, iniziato dalla Gran Bretagna e seguito dall'Unione Sovietica e dalla comunità interazionale (USA) Amanullah, il grande Re è stato colui che riuscì a mobilitare gli afghani contro l'invasione straniera della Gran Bretagna sotto gli interessi olistici e collettivi, incidentalmente verso il nonno, Abdulrahman Khan, che pensava di poter unire gli afghani attuando la forza, la paura e le uccisioni che era stata provocata e pianificata dalla Gran Bretagna.
Ciao Marika Guerrini, non ho avuto l'onore di presentarti direttamente ma ho avuto buone recensioni da te e che ti interessano gli studi in Afghanistan e anche gli afgani. Ho letto la tua "intervista immaginaria" sul nostro amato re Amanullah Khan tradotto professionalmente da Humeyra Jan. L'ho adorato. Humeyra Jan mi ha detto che saresti felice di leggere le parole degli afghani. Ho trovato alcuni commenti sul tuo articolo, il pensiero potrebbe essere di aiuto, da un altro punto di vista. Spero di vederti di persona presto. Cordialmente"

Many thanks for your participation. I fully share your historical analysis. And yes, it's true, I am very happy that they are Afghans writing about this interview. I have always loved Afghanistan and its people, since I met him in books at the University and then I lived there. See you soon.

Marika G.


*****

First of all, I would like to thank you, Miss Marika Guerrini, for penning such an inspiring piece. I would also like to thank you, Humeyra Gucuk-jan, for translating and introducing me to Miss Guerrini’s work. I am touched very deeply by the words exchanged in this article, especially now as I look at my beautiful home country of Afghanistan in its current state; it is clear that the country is in need of the kind of great leader King Amanullah Khan was.

 A leader who genuinely did not rule or compose himself under self-important intentions, but rather in favor of the comfort and prosperity of his country and people, King Amanullah Khan made strides and revolutionized the way that the country’s leadership would work so diligently for the well-being of its people. Both in rest and in waking, his thoughts were constantly engrossed in how he could better develop, nurture, and bring prosperity to his people and his country.

 In his mere 10 years of leadership he was able to accomplish for the progression of Afghanistan what those before, or even after, could not in 100 years. He was a King who would not allow discrimination or prejudice to sway his thinking or his outlook on others. He was a King who would drive his countrymen through a leadership built on honesty, compassion, and diligence. Unfortunately, he was a leader before his time and the people back then didn’t understand his kindheartedness and passion. Now, they are wishing someone like him were here to direct them once again to the sweet freedom and prosperity they were able to just have a taste of whilst under his rule.

 Colonization is a monster whom King Amanullah Khan lead an army against to wound and bring down. This monster, in the form of the British Empire, would bear the scars of its defeat by the Afghan people as a reminder and as the foundation upon which it would build its cravings for revenge against the country. As a result, to this day the Afghan people are still paying the price for standing up for themselves and their independence. These other powers were, and are still, fearful of what the Afghan people and leadership are capable of. They did everything they possibly could to get rid of King Amanullah Khan and his regime, and are continuing to fight to oppress the country of Afghanistan today.

I too, Miss Guerrini, dream at times that I am sitting with His Excellency and I am asking him for guidance – How could our dear country ever come out of the state of trouble it’s in right now? What can the people of Afghanistan do? But then I remember the answer His Excellency already gave: the biggest asset of this country is its youth. If the children of Afghanistan are brought up under the same ideals – educated without prejudice or discrimination, but with love, compassion, honesty, and diligence, they will build this country up once again. With this, I am hopeful and optimistic that peace, prosperity, and freedom will once again be restored.

Wali Abdul Wali, Grandson of Muhammad Wali Khan, Regent to King Amanullah

                                                           Friday, February 02, 2018- 10:49AM
                                                          
in traduzione

"Prima di tutto, vorrei ringraziarvi, signorina Marika Guerrini, per aver scritto un pezzo così stimolante. Vorrei anche ringraziarvi, Humeyra Gucuk-jan, per avermi tradotto e presentato il lavoro di Miss Guerrini. Sono profondamente toccato dalle parole scambiate in questo articolo, specialmente ora che guardo al mio splendido paese di origine afgano nel suo stato attuale; è chiaro che il paese ha bisogno del tipo di grande leader che era il re Amanullah Khan.


Un leader che sinceramente non ha governato o si è autoproclamato con intenzioni auto-importanti, ma piuttosto a favore del benessere e della prosperità del suo paese e della sua gente, il re Amanullah Khan ha fatto passi da gigante e ha rivoluzionato il modo in cui la leadership del paese avrebbe lavorato così diligentemente per il benessere della sua gente. Sia nel riposo che nella veglia, i suoi pensieri erano costantemente assorti nel modo in cui poteva meglio sviluppare, nutrire e portare prosperità alla sua gente e al suo paese.

Nei suoi soli 10 anni di leadership è stato in grado di realizzare per la progressione dell'Afghanistan ciò che quelli prima, o anche dopo, non potevano fare in 100 anni. Era un re che non permetteva che discriminazione o pregiudizio influenzassero il suo modo di pensare o il suo modo di vedere gli altri. Era un re che guidava i suoi compatrioti attraverso una leadership costruita sull'onestà, la compassione e la diligenza. Sfortunatamente, era un leader prima del suo tempo e la gente allora non capiva la sua gentilezza e la sua passione. Ora, desiderano che qualcuno come lui sia qui per dirigerli ancora una volta verso la dolce libertà e prosperità di cui hanno avuto il gusto mentre erano sotto il suo dominio.

La colonizzazione è un mostro che il re Amanullah Khan guida contro un esercito per ferire e abbattere. Questo mostro, nella forma dell'Impero Britannico, avrebbe portato le cicatrici della sua sconfitta da parte del popolo afgano come promemoria e come base su cui avrebbe costruito le sue voglie di vendetta contro il paese. Di conseguenza, fino ad oggi il popolo afghano continua a pagare il prezzo per difendersi e per la propria indipendenza. Questi altri poteri erano, e sono ancora, timorosi di ciò di cui sono capaci il popolo e la leadership afghani. Hanno fatto tutto il possibile per sbarazzarsi del re Amanullah Khan e del suo regime, e stanno continuando a combattere per opprimere il paese dell'Afghanistan oggi.

Anch'io, signorina Guerrini, sogno a volte che sono seduto con Sua Eccellenza e gli sto chiedendo una guida: come potrebbe mai il nostro caro paese uscire dallo stato di difficoltà in cui si trova adesso? Cosa può fare il popolo dell'Afghanistan? Ma poi ricordo la risposta che Sua Eccellenza ha già dato: il più grande vantaggio di questo paese è la sua giovinezza. Se i bambini dell'Afghanistan sono educati agli stessi ideali - educati senza pregiudizi o discriminazioni, ma con amore, compassione, onestà e diligenza, costruiranno di nuovo questo paese. Con ciò, sono fiducioso e ottimista che la pace, la prosperità e la libertà saranno nuovamente ripristinate".


It is wonderful to see how the right thoughts have no boundaries, so that they can be shared and unite the peoples. Thank you, Mr. Waly

Marika G.


*****

Sanal çok güzel bir söyleşi, çok da üzücü ve dünyada oynanan oyunların tekrarlandığının göstergesi. Teşekkürler."

İnci Tarzi.                         Thursday, February, 08, 2018 - 08:44AM

in traduzione

" Intervista virtuale molto bella e molto triste, è la dimostrazione della ripetizione di giochi giocati in tutto il mondo".

Thanks for your participation!

Marika G.

*****

  "tercüme ettiğin için bu değerli söyleşiyi sana teşekkür etmek istedim yazı çok derin ve anlamlı".

     Yasemin Tarzi.                  Thursday, February 08, 2018 - 08:57AM
              
 in traduzione

"Volevo ringraziare per questa preziosa conversazione e ringraziare chi ha tradotto quest’articolo così profondo e significativo".

I thank you for your interest. Thank you also from translator.

Marika G.

*****


"Çok güzel bir yazı olmuş"

   Muazzez Ateşdağlı       Thursday, February 08, 2018 - 09:05AM
      
 in traduzione
"E’ un bellissimo articolo".

Thanks!

Marika G.
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“Göndermiş olduğunuz metni keyifle okudum. Oldukça enteresan. Yollamanızdan da ayrıca honoré oldum.  Dedeniz çok muhterem bir zattı. Bizzat tanışan akrabalarımdan onun hakkında methiyeler duyduğum gibi, gene onlardan Atatürk'ten bizzat işittikleri çok olumlu yorumları da dinledim. Keşke bugün Afganistan'ın, hatta Türkiye'nin başında onun kıraatında, açık görüşlü, vakur birisi olsa... “

Hüseyin Hulki Birol            Friday, February 09, 2018 - 10AM

in traduzione

"Ho letto il testo che mi avete spedito con gran piacere, era molto interessante, sono stato anche molto onorato  di riceverlo. Vostro nonno era una persona molto rispettabile. Ho sentito molti apprezzamenti su di Lui  dai miei parenti e so che anche Ataturk pensava a Lui positivamente. Sarebbe bello se oggi l'Afghanistan e la Turchia avessero un Leader come Lui, un intellettuale dalla mentalità aperta".

Thank you for your cooperation, also from the translator.

Marika G.

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continua...