Follow by Email

domenica 25 ottobre 2020

il virus e la preghiera proibita




S.Maria Madre della Provvidenza
  ... lontani erano rintocchi di campane, limpidi, distinti, poi,   sospinti dal vento di sud-ovest, si son fatti vicina eco espansa   tra i palazzi a sfiorare le chiome degli alberi, mentre la luce   dorata del tramonto li accarezzava. 
 Un foglio ripiegato sì che una finta busta da lettere nella   cassetta della posta, reca un simbolo rosso a mo' di sigillo di   ceralacca, come a proteggerne la lettura, come in un tempo   ormai andato. Le parole segnate, protette dalla piegatura, sono semplici, immediate, sono di un uomo che veste l'abito talare. Non conosco quest'uomo, conosco il suo dolore, soltanto, il dolore che si respira tra le parole, celato per non gravare ancor più sulla già diffusa gravità quotidiana che incombe sui fedeli di quest'antica religione che l'Italia osserva da millenni.  Mi colpisce molto quello che stiamo vivendo, dice il foglio e continua: ciascuno un po' per conto proprio, sia chi è cristiano, sia chi è di un'altra religione, sia chi non crede in Dio. Ci sentiamo tutti un po' più soli, ad ognuno voglio dare dei segni che esprimano ciò in cui crediamo fortemente, ovvero che tutti noi siamo importanti gli uni per gli altri...Facciamolo cercando un confronto con chiunque lo desideri, per individuare quel che sia meglio fare al fine di migliorare il nostro mondo.... Dopo poche altre righe un altro segno: Saranno le campane che Domenica suoneranno, per noi cristiani saranno un richiamo alla preghiera, per tutti gli altri vogliono essere il segno che dice: ci sta a cuore la vita di tutte le creature. Poi  scrive di un furgone aperto che attraverserà le strade recando a vista la statua della Santa Maria Madre della Provvidenza, il cui termine Provvidenza allude al sacrificio del Dio fattosi uomo per la salvezza dell'Umanità. Dopo di che prega il popolo di non seguirlo in processione per via del divieto di assembramento. Questo, sul foglio ripiegato che porta in calce una data: 16 ottobre 2020, ed una firma: don Alberto. Nome del parroco? non so. Suppongo.
Non ho neppure finito di tracciare questa breve storia che mi si è fatta cronaca: le campane continuano a suonare, i rintocchi sono più vicini, s'ode il rombo leggero d'un motore, è lento, lascio la scrivania, vado sul terrazzo, mi affaccio. E' il furgone scoperto annunciato, su di esso la statua della Vergine e due suore ai lati, sono vestite di bianco. Il loro volto è coperto da una mascherina, bianca anch'essa, le due seggiole distanziate su cui siedono, posano accanto a cesti  di fiori. Il furgone va verso la piazza su cui s'apre la strada, si ferma. Una voce ampliata da un microfono nascosto, recita passi tratti dai Vangeli, passi che inducono al coraggio, alla speranza. Poi la voce recita la preghiera, è l'Ave Maria, e s'allontana nel leggero rombo del motore coperto dal suono delle campane. Resto all'esterno, il tempo di scorgere tre bambini che, come nelle processioni di sempre, seguono il furgone correndo saltellando sul marciapiedi e agitando le piccole braccia: salutano. Cosa? Chi? Il Furgone? La statua della Vergine? Questa minuscola scena come di teatro? Chissà.
Fuochi d'artificio chiuderanno quel che s'è fatto rito, perché lo spettacolo della luce e dei colori ci dia allegria e speranza nella capacità dell'uomo di affrontare le grandi ambasce, così porta scritto in chiusura il foglio e così è stato. Migliaia e migliaia di luci colorate in danzanti cascate hanno illuminato a giorno il cielo notturno, sì che luci nella tenebra.
Si può togliere o impedire o ostacolare la preghiera ad un popolo? Qualunque essa sia, a qualsiasi credo appartenga, a qualunque dio si rivolga. Non è forse questo un delitto?
Un tempo le processioni in preghiera fermavano catastrofi naturali, guerre, fermavano morbi, morbi ben più potenti e flagellanti di questo a noi conosciuto. Gli animi dei fedeli s'espandevano nell'incontro tra loro come tra terra e cielo, così facendo s'aprivano alla possibilità di guarigione, s'aprivano all'intervento di forze al contempo immanenti e trascendenti all'uomo stesso, per via di quel potere che pur non negando la materia la trasfigura e sublima, rafforzando Spirito e corpo. Impedire tutto questo non è forse delitto? 
 Marika Guerrini

immagine dal web
S.Maria Madre della Provvidenza, navata centrale- Roma- quartiere Gianicolense

martedì 13 ottobre 2020

Libertà va cercando...Alighieri e la contingenza

 

 

...parafrasando le parole del Sommolibertà va cercando, ch'è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta..., donate a Virgilio da Dante, perché lo presenti a Catone Uticense che ben può comprenderne il senso per via del suo gesto suicida, e, paragonando ad esse il planetario attacco alla Libertà individuale che in Italia, ancor più che altrove, è stato ed è posto in essere a flagellare il popolo, ci accingiamo a spendere qualche parola su quel senso di Libertà ch'era dell'Alighieri, lo stesso che, osiamo umilmente affermare, è anche nostro. Quella Libertà il cui anelito al raggiungimento è insito in ogni essere umano, come insita in lui è la coscienza, che ne sia consapevole e la tenga sveglia o la risvegli, oppure che non riconosca, non se n'avveda o, ancor peggio, deliberatamente la trattenga nel sonno.
Ed è la Libertà il vero soggetto-oggetto del quotidiano a cui stiamo assistendo in questo interessante momento storico, Libertà da barattare a favore di protezione da un virus dispensatore di malattia e probabile fine di vita. In realtà se il virus fosse dotato di parola, racconterebbe sì della sua indubbia esistenza, forse tacendo sulla sua nascita e sui perché, ma senz'altro direbbe degli errori umani che, ahimè, hanno ampliato la sua fama di virulenza, direbbe del procurato allarmismo, forse userebbe il termine terrorismo data la diffusione con martellamento mediatico, direbbe della sua costante mutevolezza così come dell'altrettanto costante suo declino, direbbe dei dati statistici falsati, per ignoranza, o mala fede chissà, di sicuro se lo domanderebbe, o forse no poiché, privo di coscienza in quanto organismo vivente d'altro tipo, riterrebbe vana la risposta. Una cosa però è certa, il virus si adirerebbe per la sua immagine letale che non gli sarebbe appartenuta se l'uomo, per scopi ben lungi da quelli protettivi sanitari, non avesse voluto che fosse. O forse il virus proverebbe pietà, pietà per quest'umanità che ha smarrito il bagaglio dell'antica conoscenza, in essa anche quell'umanità medico-scientifica i cui rappresentanti, per fortuna non tutti, dimenticando il Giuramento di Ippocrate, ovvero la salvezza e la rassicurazione del malato sopra ogni cosa, si è lasciata manipolare per altri fini sino al punto di soccombere alla paura incussa a tal punto da portare i popoli, l'italico ancor più, a barattare la propria Libertà. Ma torniamo a quest'ultima.
Il fatto è che l'Umanità, da tempo e massimamente oggi, si è calata in quella che possiamo definire Civiltà razionalistica, man mano, e sempre più, dimenticando quel Conosci te stesso, che a Delfi capeggiava sul Tempio di Apollo, ad esortazione e guida degli uomini. Nella dimenticanza di questo suggerimento che rimandava alla coscienza individuale quindi di popolo, essendo esso formato da singoli, l'uomo ha preso ad identificare la Libertà con la a-libertà, ovvero il frutto della Conoscenza con il frutto del Misconoscimento. Il processo è semplice da individuare: l'uomo ha proiettato la forza pensiero esclusivamente verso la fisicità, materiale o energetica non importa, ma comunque misurabile in una qualche maniera, privando così, lo stesso pensiero della sua capacità di movimento libero quindi anche di penetrazione  del mondo fisico stesso. Procurato questo processo e fissatolo in anni ed anni di studi e ricerca in tal senso sull'immediatezza materiale, questo processo non avrebbe potuto fare altro che condizionare l'uomo. Così ha fatto. 
La logica conseguenza è stata, ed è, che il pensiero umano ha rinunciato, e continua, alla conoscenza di sé, quindi alla reale e veritiera conoscenza del mondo anche per quel che concerne i suoi fenomeni, quelli che anche Schopenhauer, sì che il Pensiero indiano, chiama: Maja. Il motivo consta proprio nell'aver instaurato un limite fisico ed averlo imposto alla ricerca a 360°, anche nel caso di ricerca così detta spirituale, termine paradossalmente, ma di ovvio contrasto, oggi molto in voga ed abusato. Da tutto questo, ancora paradossalmente, ne è scaturito una sorta di misticismo, tenace quanto inconsapevole, che esige l'immediato, sia esso oggetto, sia esso dialettica, eccetera eccetera, con cui identificarsi. Misticismo che altro non è se non il mondo nella sua astratta esteriorità. Tutto questo inoltre ed ancora ovvio, trova l'apice nella tecnologia sempre più avanzata, più complessa, più "umanizzata", sempre più in sostituzione dell'essere umano con tutte le sue facoltà ed innanzi tutto in sostituzione della sua coscienza, quella coscienza che sappiamo essere presente, esistente, in ogni singolo umano, malgrado la consapevolezza o l'inconsapevolezza, del singolo stesso.
Così facendo, la massa dell'Umanità non s'avvede che sta rinunciando alla propria vera Libertà, quella che libera il pensiero, che gli permette, o gli permetterebbe, di vivere secondo la parte più profonda di se stesso, quella parte luminosa che alberga solo nella coscienza. Non s'avvede che così soccombendo al non pensiero impostogli, da chi di certo  non propende per un'evoluzione dell'Umanità, bensì al contrario, da chi, per fini che affondano le radici nel bene materiale assoluto, propende per un annientamento delle singole coscienze ché, addormentate o obnubilate dalla paura, fattesi gregge, possano essere usate per illeciti fini anti umani. 
E' questa l'alienazione in cui sta rischiando di cadere l'Umanità, se non ha già imboccato la via, è questa l'alienazione in cui stanno rischiando di scivolare i popoli, in maniera esponenziale, come si diceva, il popolo italiano che si sta ponendo a capo chino auto designandosi emblema di schiavitù. Ma se non si alza il capo, se anche questo popolo figlio di grandi della Libertà di Pensiero, non lo farà, cercando e trovando in sé, esprimendolo, il coraggio delle proprie idee libere, il coraggio di dare voce e luce alla propria coscienza che non può mai essere collettiva, per quanto sia da sprone la condivisione, bensì individuale per poter poi comporre una collettività cosciente, se questo non sarà messo in essere a sostituzione della schiavitù imposta, VIRUS fisici e non, visibili o invisibili, potrebbero attanagliare l'uomo in una prigionia in cui egli  si troverebbe sempre alla ricerca dell'agognata Libertà. E Libertà continuerebbe a cercare.
Marika Guerrini

immagini da Wikipedia 
(1) Arthur Dorè - illustrazione, I canto verso 71- Purgatorio- Divina Commedia. 
(2) Giuramento di Ippocrate.

venerdì 11 settembre 2020

11 settembre 2020... la densa scia continua

RossoAcero. Conosco il canto del muezzin      ... Risultati immagini per twin towers

... "Un ristorante, qui, a Trastevere, l'esterno di esso e tavoli rigorosamente vestiti di bianco, rigorosamente vuoti.
Qualcuno viene fuori dal locale, va verso un tavolo vuoto di commensali anch'esso, anch'esso bianco. ricorre questo non colore in queste pagine, come ad Istanbul le donne, il pane. 
Ma quel giorno a Trastevere, in quel momento, il qualcuno poggia su quel tavolo una piccola radio portatile, nera con una striscia argentata. E' accesa.
Il qualcuno torna all'interno lasciando la radio sul tavolo.
Sono lì, sto passando a pochi centimetri dall'aiuola che delimita il locale, il suo spazio esterno, i tavoli vestiti di bianco.
Dalla radio giunge un frastuono a più voci. Indistinto. Non si capisce.
Il volume è piuttosto alto. Rallento. Distinguo rumori, sirene. Una voce ansima, sovrasta i rumori, prova a farlo. Si scusa per il disagio, la cattiva ricezione. Non comprendo il motivo. Mi fermo. 
New York colpita...Twin Towers...paura...ecco... Parole scollegate in un contesto sconosciuto. Ancora non capisco. Penso ad un racconto radiofonico. di quelli che danno a volte sulla Rai. sorrido. cammino. La voce c'è di nuovo, continua nell'affanno. Retrocedo di qualche passo. affanno, voce, rumori, sirene, troppo realistico. Tutto troppo. Sospetto. Penso: reale.
No, non è possibile. ma ci credo. Subito.
L'atmosfera è ferma. Intorno silenzio, alcuna voce che non sia della radio. la piazza mi si apre davanti deserta. C'è un bar non distante, lo so, lo conosco. Vado verso il bar.
Alcune persone all'interno, il capo verso l'alto: guardano. In alto su di una staffa a parete un televisore acceso.
Una delle Torri Gemelle di New York ha un aereo in un fianco, si vede la coda. Fumo nero fuoriesce dallo stesso fianco. L'immagine va a ripetizione. Fantocci volano dalle finestre. Sembrano corpi umani.
Mi guardo intorno. Immobile nella sua postazione, il barman ha un bicchiere vuoto in una mano. Nell'altra una fetta di limone all'estremità di un coltello. Lo sguardo allo schermo. 
Ho certezza delle immagini: sono reali, è una diretta. E' accaduto. 
Nei pochi passi tra la radio e il bar ho pensato: se è vero quel che sospetto d'aver capito, ecco perché l'assassinio di Massoud l'altro ieri. E. è la stessa matrice.
Lo schermo sta confermando i miei pensieri. Una manciata di minuti, s'interrompe il replay, cambia il vociare, urla ancora in diretta, altra torre, altro aereo, altra facciata. Stessa dinamica.
Ci guardiamo, il barman, le quattro o cinque persone, io. Nello scorrere dello sguardo scorgo due persone in più.....Sono americani.... Nessuno si muove...Sguardi corrono tra noi. Muti. Poi il crollo sul video in tempo reale. Le torri si sono afflosciate su se stesse...Il simbolo economico d'occidente...è crollato su se stesso... in molti ci si è chiesto perché... perché per implosione, perché. ci si sarebbe risposto vagamente, dopo. Ancora ci si risponde. Si ipotizza. Si dubita. Ancora si mente...
... E io non ho provato nulla. a quel crollo, quel vuoto, quel ground zero, come l'hanno chiamato, lo chiamano.... non ho formulato pensieri. alcun pensiero che non fosse silenzio. Poi sono uscita dal bar... Era stato un film. Come fosse un film... di quelli visti, rivisti, sui disastri, le sciagure, le catastrofi. Naturali o provocate, dagli uomini o dagli dei... e tutti finiscono con gli eroi, l'inno nazionale, la speranza che aleggia sulle macerie... The day after... tra pacche sulle spalle e abbracci. .il the end. ...
Ho ripreso a camminare, poi, verso il colle, verso casa.E' stato allora che ho provato pietà. 
Per le vittime, per quei corpi che volavano a schiantarsi quali pupazzi... Ho pianto...Poi ho visto altro. e ancora ho pianto... perché le lacrime di alcuni servono a lavare. Se stessi, altri, non importa. Servono a diffondere nel mondo la possibilità di perdono. Sottile, nascosta, silenziosa.... e quel giorno ho pianto l'assenza del dubbio in me. Ho pensato: andranno in Afghanistan. E ho visto....
Ho visto bombe d'ogni tipo, d'ogni sostanza, schiantarsi su villaggi, deserti, falciare ogni cosa e la loro storia. Storia sconosciuta all'ignoranza d'occidente. Un enorme ground zero. Molto molto più grande del grande foro newyorkese....
...Quel giorno delle Twin Towers ho pregato. Forse.
L'America, Oriana, oh, l'America e il suo sogno. Conosco quel sogno...
..Oh, sì, grande abbaglio il tuo, cara amica distratta. Guarda. Mentre la East Coast adagia le sue rive nel rosso acero del fiume, lontano Troia brucia... E il sogno è infranto. E l'America non esiste... E' stato usato il tuo scritto, Oriana, le tue parole. Usata la rabbia, l'orgoglio, il dolore, l'avversione, i toni enfatici per quella terra, quella gente esule.  Tutto è stato usato. a dispetto d'ogni giusta o presunta verità... Continua quest'ipocrisia. Oltre le smentite... oltre l'ignoranza, la menzogna.... "

Il lettore non me ne voglia se ancora una volta riporto degli stralci di un mio libro, no, non è mania di protagonismo né autocitazione, il che non sarebbe elegante né corretto, è semplicemente che ripensare parole già pensate e scritte, risulta noioso ad uno scrittore, se poi si aggiunge a questo la consapevolezza che ciò che il mondo sta vivendo ricalchi con esattezza le parole già scritte, ecco che il riportarle si fa inevitabile. L'episodio dell' 11 settembre del 2001 di cui si è raccontato* in una risposta, se pur tardiva, all'amica Fallaci che aveva indirizzato la sua rabbia verso le genti musulmane in genere ed il suo orgoglio verso quegli Stati Uniti d'America emblema di civiltà, democrazia e libertà, di cui chi scrive è figlia naturale e non adottiva come l'amica Oriana, ha aperto, con la distruzione delle Twin Towers una inedita, ad allora, modalità bellica che possiamo dire globale, basata esclusivamente sulla menzogna, da cui la paura, da cui l'ipocrisia, da cui l'assoggettamento di popoli in varia misura, temporalità, modalità. Da cui distruzione di sovranità, di economia, di dignità, di libertà. Distruzione  per acquisire sempre più Potere sul pianeta, distruzione che, come accennato in altre pagine, non necessariamente debba manifestarsi nell'immediato, tanto meno debba necessitare di strumenti bellici convenzionali al fine di realizzarsi. In questi nostri giorni del 2020 la densa scia dell'11 settembre del 2001 continua, sotto diverse e svariate sembianze, a soffocare innanzi tutto le menti, con esse, la Verità, in essa la Libertà dei popoli.
Marika Guerrini

* Marika Guerrini, Rossoacero, Città del Sole edizioni, Reggio Calabria, 2013


mercoledì 9 settembre 2020

Italia: Scuola: attentato al futuro





 stralci indicativi tratti da...(*)

"L'etimo della parola non inganna, basta soffermarsi sul significato dei termini Pedagogia, Educazione, Didattica ed Insegnamento, perché ci venga suggerito il tragitto da percorrere in ambito educativo, sì che queste scienze possano restare fedeli all'assunto primario: favorire progressivamente l'affinarsi e l'evolversi delle attitudini morali ed intellettive dell'individuo ai fini di una completa formazione dell'essere umano nello sviluppo delle sue facoltà.
Da paidòs àgein, ex ducere, didaktòs ed in-signare, scaturiscono, significanti e comuni denominatori, le due azioni distinte e complementari del condurre portando fuori da e dell'imprimere, che indicano non solo la scansione temporale del da farsi, bensì l'esistenza nell'individuo, in tal caso allievo, studente, di un qualche stato costituzionale preesistente all'azione educativa, stato senza la cui considerazione le suddette scienze incontrano difficoltà a corrispondere all'assunto primario per cui esistono.
Difficoltà ancor più evidente in un'epoca quale l'attuale che, per motivi alieni ad ogni evoluzione, sta troppo spesso contraddicendo il processo evolutivo, processo che richiederebbe un'azione armonica ed equilibrata tra le cose più o meno sottili e/o evidenti del mondo, innanzi tutto dell'uomo, tanto più nei delicati anni della sua potente crescita psico-fisica-intellettiva, anni che dall'infanzia vanno all'adolescenza compresa, tempo  appunto dell'azione educativa.
La via su cui far scorrere, guidando, il portar fuori, per poi agire con l'imprimere, va predisposta, per farlo non si può prescindere dalla considerazione unitaria della materia prima su cui poggiano le due azioni, materia agente, soggetto-oggetto. Non si può prescindere dal considerare, in maniera unitaria, le caratteristiche dell'essere umano in formazione. Considerare l'essere umano in formazione però vuol dire considerare l'essere umano nella sua compagine morale ed intellettiva, nella sua totalità, nella sua unicità, in certo qual modo, immaginarlo microcosmo nel macrocosmo, cosa che determina la sua unicità....".
In un altro stralcio viene detto: 
" ...affinché l'essere umano in formazione possa essere incontrato con immediatezza nella sua complessità, si inizia col prendere atto della struttura fisica, struttura che ci si mostra caratterizzata da una triarticolazione, ovvero l'organizzazione dei distretti funzionali del capo, del tronco, degli arti, vale a dire del sistema cerebro-spinale, sanguigno-respiratorio e metabolico. A questa triarticolazione corrispondono l'organizzazione dell'intelletto e della volontà, per cui possiamo ritenere che l'uomo sia interiormente costituito da tre elementi: Pensare, Sentire, Volere..."

Il testo continua con il trattare i tre elementi o facoltà ed il loro riflesso sull'uomo nelle fasi evolutive che ogni uomo attraversa, e tutto, proprio tutto, rimanda all'importanza dell'armonia tra queste facoltà innate in ogni individuo, qualunque sia il luogo, la storia, la cultura di appartenenza. E l'importanza non va solo al rispetto di esse facoltà da parte dell'insegnante d'ogni ordine e grado, comunque sempre educatore, va, in maniera altamente incisiva, alle modalità che portano alla distruzione o resa patologia, delle dette facoltà, oppure al loro equilibrio psico-fisico se contemplate, osservate e lasciate esprimere con competenza e rispetto, nella loro armonia. 
Ora, oggi, in questi nostri giorni, ed entro nello specifico dell'attualità, tutte, e dico tutte, le così dette "precauzioni anti virus" da adottare nella scuola di ogni ordine e grado, in nome del "bene" cittadino, e dettate, o meglio imposte ad un popolo da abuso di potere costituzionale coadiuvato da altrettanto abuso di chi, preposto a guida dell'Istruzione, si manifesta reo di ignoranza non solo in ambito strettamente pedagogico, bensì in ambito scientifico ad ampio raggio, ivi compresi basilari e comuni dettami di psicologia, si rivelano armi di distruzione di massa. Armi il cui fragore non si manifesta nell'immediato, per quanto i sintomi sarebbero evidenti nell'immediato, ma ancor più a medio e lungo termine nell'equilibrio formativo, culturale, psichico, morale, eccetera eccetera, d'ogni singolo individuo, quindi della società. Attenendosi agli attuali diktat imposti dalle istituzioni, si impedirebbe l'attuazione di assolvere, promuovere e permettere l'attuarsi degli assunti di cui nella parte iniziale: ex ducere, didaktos, in-signare, rivolti all'alunno, allo studente e, impedendo l'attuarsi degli assunti, si impedirebbe, devierebbe e capovolgerebbe l'intero sistema educativo, riducendo le intelligenze ad "imbavagliare" se stesse,  per  procedere alla distruzione o comunque alla contaminazione delle facoltà innate da far emergere per poter guidare, equilibrare, armonizzare e su cui poter "segnare" con competenza, in maniera singola e collettiva al contempo, i prodromi di una futura Libertà di singoli e di popolo. Attenendosi ai diktat si ridurrebbe allo stato di gregge un intero popolo ivi compreso il suo futuro, perché è proprio la Libertà che non si vuole. Molto altro ci sarebbe da dire, ma ci si ferma qui. Ora, che l'Alighieri perdoni, ma, riferendoci al luogo opposto al riferimento del Sommo, lui alle alte sfere noi alle infere, diciamo: vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare. E' una certezza. 
 Marika Guerrini


* Marika Guerrini, Triarticolazione umana ed educazione- dal pensiero immaginativo al concettuale.  Graus editore,  Napoli 2007
da atti dei convegni -Tecnologia umanistica per l'educazione alla complessità-  C.Gily a cura di
 
si consiglia
https://occiriente.blogspot.com/2020/06/non-va-spento-il-respiro-della-vita.

immag. wikipedia- Caronte, illustrazione di Gustave Dorè 

martedì 11 agosto 2020

attualità italiana o forse italiota, in "Diversamente pensanti" cronaca di un articolo altrui

   Rino Sessa- olio su tela

... ore 24 della trascorsa notte. Una leggera brezza dà respiro all'aria che, afa, ha attentato a forze fisiche e mentali lungo l'intera giornata. Alla luce soffusa dal verde nel mio piccolo angolo esterno, mi accingo a scrivere una pagina sull'ennesimo sotterfugio del  Governo in carica che secreta e desecreta, pro domo sua, importanti documenti ed azioni, così rinfoltendo il numero dei micro colpi di Stato fatti passare in occulto o, se dichiarati, per virali necessità, vedi servizi segreti etc. Mi accingo a scrivere circa il pantano di falsità in cui, da tempo, striscia il nostro giornalismo, eccezion fatta per quelle voci coraggiose, Libere e Rare, per questo tacciate di complottismo e false notizie, dai venduti ai poteri, i più nell'attuale rosa giornalistica. Ho già posato la penna sul foglio, quando ricordo di non aver controllato il mio whatts app da ore. Lo faccio. Tra vari messaggi, la segnalazione di un amico con il suo articolo, pubblicato sul suo sito "Libero pensare" (collegamento in calce)*. Il titolo "Diversamente pensanti", immediato mi dà il contenuto. Apro, leggo. Bene, penso, mi sono risparmiata un lavoro, il che, data la trascorsa afa, non mi dispiace affatto. Il contenuto dell'articolo di Piero, Cammerinesi alla società, riporta esattamente quel che stavo per tracciare, quindi inutile farlo, l'ha già fatto lui. Condivido appieno, motivo per cui decido questa pagina che sto tracciando, dopo il non ristoro del sonno interrotto dalla calura e dal fruscio, sottile ma udibile, del ventilatore, illusorio portatore di refrigerio. Ecco a voi l'articolo di Piero Cammerinesi a cui nulla ho da aggiungere. Buona lettura.

La Repubblica, foglio campione di democrazia politically correct titola oggi: “Caccia ai furbetti del bonus Iva: lo hanno chiesto 5 parlamentari, ma lo hanno ricevuto solo 3”; La Stampa, il quotidiano che aveva insinuato che gli aiuti russi per il Covid-19 erano in realtà una quinta colonna di spionaggio gli fa eco con “Bonus Iva ai parlamentari: lo hanno chiesto in cinque, ma lo hanno ricevuto solo in tre”. Il Corriere della Sera, alfiere del pensiero unico, segue lo stesso copione: “Deputati e bonus Inps: l’hanno avuto in tre (su 5 richieste)”.

Al coro dei sedicenti giornalisti, a dire il vero, si unisce anche qualche inossidabile politico, un uomo per tutte le stagioni come Zaia, che cavalca l’onda del momento. Bravo Zaia, così si fa, ci mancherebbe che una truffa di questa magnitudo restasse impunita, mica parliamo ad esempio di quei pochi spicci, i 14 e rotti milioni di euro di mascherine – acquistate dalla Regione Lazio a spese dei contribuenti e mai consegnate – smarriti nei momenti di confusione in piena emergenza… Ci mancherebbe Zaia, fuori i nomi di chi si è intascato i 600 euro di bonus!

Ecco, questa è – dopo l’immancabile quotidiana litania dei “contagiati” e dei decessi per – o con? – Corona virus – la principale notizia della stampa mainstream in questo caldo 10 Agosto dell’Anno 0 del Covid-19. Chissà se d’ora in poi conteremo gli anni dal 2020 e il d.C. invece che “dopo Cristo” starà per “dopo Covid”?

Qualche riflessione sorge spontanea di fronte a questa Caporetto dell’informazione, a questo esercizio di copia-incolla dei lanci di agenzia da parte di quelli che un tempo erano i mostri sacri del giornalismo italiano. Prima di tutto la sovrapponibilità quasi perfetta degli articoli dei vari quotidiani indica la assoluta omogeneità delle notizie rimandando ad una strategia dell’informazione che non ha interesse negli approfondimenti o nella riflessione su certi avvenimenti ma mira solo a creare vere e proprie “armi di distrAzione di massa” per sviare l’attenzione dai fatti veramente importanti.

Eppure abbiamo appena assistito all’incredibile teatrino del “Secretiamo i documenti relativi al Covid-19 per non creare il panico tra la popolazione”  seguito dal ricorso al Tar ed al contro-ricorso – da parte del Governo – al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar di rendere pubblici i verbali secretati del CTS, con il gran finale della finta desecretazione di documenti ampiamente emendati. (Basti pensare che, mentre il documento del Comitato Tecnico Scientifico del 7 Marzo constava di ben 3.577 pagine, il documento desecretato – si fa per dire – di pagine ne ha solo 52…)

E voi, cari colleghi giornalisti, invece di indagare su questa colossale presa per i fondelli, che insulta ogni residua traccia di pensiero cosciente dei vostri sventurati lettori, invece di esercitare quel famoso fact-checking che richiedete perentoriamente a chi, non fidandosi delle vostre fake news, cerca di informarsi indipendentemente dal mainstream, battete la grancassa del gigantesco problema di 3 parlamentari che avrebbero ottenuto il bonus IVA? Che poi, tra l’altro, se l’hanno percepito, con tutta probabilità è avvenuto perché la legge ne prevedeva l’erogazione.

Insomma, questa sì che è una notizia clamorosa; qualche centinaio di euro finiti nelle tasche di 3 parlamentari imbroglioncelli, altro che la verità sulla decisione – prima negata e poi ingannevolmente concessa di malavoglia a tutto il popolo italiano – di mettere agli arresti domiciliari un intero Paese!

Insomma, dagli al deputato disonesto che si appropria indebitamente di qualche centinaio di euro! Questo è l’obiettivo del giorno…i nomi, vogliamo i nomi! Devono subire la gogna, il pubblico ludibrio, per gratificare la nostra sete di sangue, per soddisfare la nostra sete di vendetta verso chi ci ha ridotto in questo stato miserando di uomini mascherati, isolati a norma di decreto legge e impotenti.

Il fatto è che nel campionario della neolingua orwelliana delle “guerre umanitarie”, della "della “esportazione di democrazia” e della “scienza esatta” dovremmo aggiungere il concetto di “diversamente pensanti”l’obiettivo primario di chi sta implacabilmente anestetizzando e paralizzando il pensiero dell’intera umanità, creando ad arte piccole e grandi opposizioni tra la gente per canalizzare la rabbia e la frustrazione dilaganti, che sarebbero altrimenti pericolose per l’establishment.

Se non smaschereremo il loro gioco – non dando alcun valore a ciò che blaterano queste testate che di giornalistico hanno ormai solo il nome – diventeremo tutti “diversamente pensanti”.

Spegniamo la TV, non leggiamo più i giornali e proviamo a pensare con la nostra testa se vogliamo uscire indenni da questa pandemia di follia."

Marika Guerrini

p.s.

*https://liberopensare.com/   



martedì 4 agosto 2020

"Ludwig, la musica nel silenzio -recensione

... E’ bello pensare che si sia fatto strada, sottile come il respiro d’un fiore percepibile a chi sa cogliere l’infinito, il piacere etereo provato da Ludwig, al mondo van Beethoven, nell’assistere alla pièce teatrale “Ludwig, la musica nel silenzio” andata in scena a Roma sotto le stelle alla Casa del Jazz, il 26 luglio 2020 alle ore 21. E’ bello pensare che quello stesso etereo piacere, si fosse già affacciato nei giorni precedenti la pièce, quando Ludwig aveva potuto scorrere il testo tracciato ad immagine della sua vita, da Bianca Melasecchi. L’autrice infatti, tra sprazzi di luce e di apparente tenebra, tra melanconia, fuoco e potenza è riuscita a cogliere la complessa essenza del genio che duecentocinquanta anni or sono, dal mondo delle armonie, era sceso ad albergare in quello che sarebbe stato ben presto il martoriato involucro terrestre del grande artista. Ed è stato questo cogliere l’essenza, ad impulsare l’intero momento teatrale, essenza che ha preso corpo nel materializzarsi della passione nel gesto del Ludwig scenico, Alessio Boni, fattosi tutt’uno con quel forte piano, muto al Ludwig che fu e che, con mobili variazioni nella voce, ha accompagnato l’intera rappresentazione. Quella stessa essenza si è resa manifesta sotto il sensibile tocco di Francesco Libetta al pianoforte, che ha saputo far vibrare le note secondo la loro originaria stesura non solo tecnica ma dell’anima del grande artista. E l’anima di Ludwig ha preso a vibrare anch’essa, novella, e il silenzio in cui la vita aveva confinato l’artista, s’è fatto il silenzio degli astanti, sì che solo musica e suono vocale potessero espandersi coinvolgendo, nella loro temporalità, ogni singolo spettatore. E’ stato così che il genio di Ludwig van Beethoven, colto dalla sensibilità di Bianca Melasecchi, ha potuto farsi strada donando ai presenti la possibilità di attingere alla sua indiscussa, ineguagliabile grandezza.

Marika  Guerrini

lunedì 22 giugno 2020

Non va spento il respiro della vita

... immenso desiderio di conoscere la vita, entrare in essa, in essa proiettarsi verso il futuro.
E' questo l'essere umano negli anni che dal primo triennio vanno alla maturità sessuale, un connubio di forze che tendono ad un unico obiettivo: creare la vita, attimo dopo attimo, senza tregua. Questi sono i primi due settenni, i più importanti dell'età evolutiva, quelli in cui tutto ciò che accade, tutto il mondo esterno che circonda ogni singolo essere, ora bambino poi adulto, verrà da lui afferrato con forza, la cui potenza non sperimenterà più nell'arco dell'intera sua vita. E la stessa intensità con cui percepisce e s'immerge nel mondo, viene adoperata per rispecchiare in sé tutto ciò che ha percepito ed in cui si è immerso. E' questa la peculiarità del lasso di tempo di cui sopra, tempo che ogni uomo sperimenta qualunque sia il contesto geografico, storico ed esistenziale. In quel lasso risiede in embrione ogni singolo futuro che attende e scruta per formarsi man mano lungo i due settenni, e sono le modalità di questa formazione che andiamo ad accennare nei suoi momenti cruciali, solo quelli, poiché darne una visione completa non sarebbe consono al luogo.
Il lasso di tempo di cui sopra ci si mostra come un ininterrotto espletarsi della forza vitale che caratterizza l'uomo sin dalla nascita per farsi veicolo primario dell'intera formazione: la Volontà, volontà intesa quale elemento del Volere che, a seguire, impulsa altri due elementi, quello del Sentire, da cui i sentimenti e quello del Pensare, da cui i pensieri. Ed è l'impulso della Volontà ad originare la triade costituente ogni essere umano che, sollecitato da quest'impulso, costruirà in sé la propria complessa compagine morale ed intellettiva nella sua totalità ed unicità.
Che la Volontà quale elemento sia primario non è cosa difficile da comprendere, basti pensare al momento della nascita la prima azione che ogni singolo compie all'ingresso nella vita, prima azione che si accompagna al vagito, al pianto, al respiro, anch'esse azioni pregne di un moto che oseremmo dire cosmico, quindi di Volontà. Ma procediamo per ordine.
Nella stessa compagine che il bambino, poi adolescente poi adulto, va formando, alberga, per quel che concerne la struttura fisica, l'organizzazione dei distretti funzionali degli arti, del tronco e del capo, ovvero il sistema metabolico, il sanguigno-respiratorio ed il cerebro-spinale, per cui in ordine di azione-formazione, si ha la comune volontà, il comune sentimento e il comune intelletto. Inutile sottolineare che queste triadi riguardanti sia la psiche che l'organizzazione fisica dei distretti funzionali, non si possano, con pedanteria, collocare l'una accanto all'altra perché sono interagenti, questo dimostra quanto i moti  psichici e fisici siano in continuo scambio. 
Immaginiamo ora che l'inarrestabile espletarsi dell'elemento Volontà, quindi della vita, venga interrotto, impedito o costretto o mutilato e che, per di più, l'azione venga protratta. Se questo dovesse attuarsi l'azione suddetta susciterebbe una forte emozione, in tal caso negativa, emozione che, poiché negativa, nell'età di cui si sta trattando, si trasformerebbe in dolore. Non importa se e quanto il dolore sia consapevole, importa il fatto che invaderebbe l'intero essere del soggetto violato da impedimento, costrizione, eccetera. E se quest'azione del sottrarre libertà di vita, è quel che vivrebbe il soggetto, interessasse non solo il moto esteriore dell'interagire fisico, per esempio per esprimere un sentimento, ma in contemporanea impedisse, costringesse o ostacolasse il respiro sia quale ossigenazione che quale essenza d'ogni moto vitale dell'anima, in tal caso, cosa accadrebbe a quell'essere ipersensibile per natura dell'età, quell'essere che con tutta la potenza della crescita è costantemente impegnato nella totale ascesa formativa proiettata verso il futuro, cosa accadrebbe? Ed eccoci alla motivazione che ha spinto la scrittura di questa pagina, motivazione con punto interrogativo, richiesta da più persone tutte brancolanti nella confusione, nell'incertezza, nel dubbio e nella paura di questo momento della contingenza che si sta vivendo, la domanda è questa: se si attuasse in Italia la disposizione ministeriale e governativa circa l'obbligo di indossare la maschera e rispettare la distanza di sicurezza di un metro, per e tra gli allievi della scuola primaria e secondaria, ovvero bambini dai sei anni ai tredici-quattordici a causa dell'epidemia di un virus che, tra l'altro, per motivi lungi dalla morale, si vuole mantenere in circolo, cosa accadrebbe ai bambini, ai ragazzi, se nella scuola si attuasse davvero questa follia? 
Circa la distanza si è accennato, ma ostacolare il respiro, per di più in aggiunta alla già alienante distanza sociale in un'età di estrema totale formazione di cui abbiamo accennato le modalità, è da ritenersi un crimine contro l'umanità. Questo crimine provocherebbe, o comunque potrebbe far insorgere in un numero imprecisato di allievi, un numero smisurato di disagi d'ogni tipo, dai più lievi ai più gravi, nell'immediato o nel futuro, allievi che, dopo il primo momento di trasformazione di questo tutto in un gioco, inizierebbero a manifestare vari disturbi in rapporto all'indole di ogni singolo, al temperamento, al carattere, alla condizione esistenziale etc., disturbi che potrebbero oscillare dall'iperattività all'aggressività, dagli squilibri nella facoltà pensante immaginativa propria all'età, all'insorgere della bugia quale rifugio, alle convulsioni per assenza o quasi di mobilità, di interazione, di contatto fisico e innanzi tutto di respiro ossigenante. Prenderebbe spazio la Paura, quella con la P maiuscola, quella sottile, strisciante, silenziosa, che si annida nell'anima per poi comparire nei momenti più impensati della vita. Nell'immediato, e sarebbe il fenomeno meno grave, potrebbe farsi paura dell'altro, del mondo, del buio ma anche della luce. E la paura sarebbe la vera "malattia", quella grave, quella che indebolisce l'anima indebolendo il corpo. Le conseguenze di questa scellerata disposizione potrebbero manifestarsi anche nel tempo, proprio per via di quanto accennato all'inizio, in episodi di pseudo epilessia, autismo indotto, schizofrenia, forme maniacali di vario tipo, etc. Questo tipo di shock subito nel particolare arco temporale dei primi due settenni evolutivi, resta impresso in chi lo subisce, per tutta la vita, molto spesso si affaccia anche in età avanzata o di vecchiezza, ad esempio l'alzheimer tipica malattia della vecchiezza, ma non solo, spesso è legata a shock subiti in quel periodo della vita, ce lo dicono i nostri vecchi con i loro ricordi.  
 Volendo poi pensare ad eventuali disturbi o squilibri organici, va tenuta presente la possibilità che verrebbero interessati tutti e tre i distretti funzionali, sempre per il motivo dell'età formativa e dell'interazione, con maggior riferimento all'apparato respiratorio e al cardiaco perché in quell'età, ancor più che in altre, il ritmo del respiro è ritmo dell'anima ed è tutt'uno con il ritmo del cuore. Anima e cuore sottilmente vanno all'unisono, all'unisono vivono. E questo che si vuole spegnere? E' il profondo respiro dell'umanità perché avanzi la macchina aliena all'anima e al cuore? E' questo che si vuole?
Marika Guerrini