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martedì 26 dicembre 2017

da "Vincere il drago" di A. Onofri l' impulso ad una generale rinascita




... " Da curve di nuvoli aleggia
in grembo al meriggio turchino,
la voce dei mondi: è un bambino,
che guida una candida greggia
a pascer di steli
di sole, nei cieli.

E il piccolo bimbo è il pastore
celeste, che parla e risponde
all'umili pecore monde
lungh'esse le prata sonore,
dov'erbe e mentastri 
fioriscono in astri.

Con flauto d'angelico argento
dà voce alla melodia grande
che sboccia fra i mondi, e s'espande
                                                      fin dentro la terra, col vento
                                                     che in nubi sorregge
                                                      candori di gregge. "

Arturo Onofri




Arturo Onofri, poeta e scrittore (Roma 15 settembre 1885- Roma, 25 dicembre 1928). 
La poesia di Onofri dal carattere universale e atemporale, silenziosa, si staglia, nei primi anni del Novecento, tra le massime espressioni poetiche italiane, cogliendo appieno quel momento storico di grande fecondità, ricerca e trasformazione che, al tempo, investì tutto lo scibile dell'arte.
La poetica di Onofri, frutto di un lungo, nonché tormentato, itinerario stilistico iniziato nel 1907, approda a lidi che si proiettano ben oltre la mera ricerca stilistico-letteraria, se pur raffinata, verso contenuti metafisici che fanno di questo giovane poeta, Onofri muore all'età di 42 anni, un esponente di spicco nella rosa di poeti e scrittori italiani fuori dal tempo. La componente cosmica che alberga nelle sue righe si fa emblematica del percorso interiore di ogni essere umano, per evidenziarsi, con Onofri, in quelle che saranno le sue ultime opere. Molto di questo suo percorso artistico-metafisico, si deve all'incontro (1917) con l'opera del filosofo austriaco Rudolf Steiner, fondatore dell'Antroposofia, da qui trasse, per poi sviluppare, la propria cosmologia poetica da cui la possibilità di sperimentare il proprio Io Superiore attraverso un percorso cristico e, in tal modo, unirsi allo Spirito presente nell'Universo.
Questa sua cosmologia poetica sfocerà nel complesso ciclo lirico onofriano Terrestrità del sole, i cui primi due volumi: Terrestrità del sole, che denomina l'intera raccolta, e  Vincere il drago, verranno pubblicati rispettivamente nel 1927 e nel 1928, ultimo anno di vita del poeta, mentre gli altri quattro volumi: Simili a melodie rapprese in mondo (1929), Zolla ritorna cosmo (1930), Suoni del Gral (1932) e Aprirsi in fiore (1935) verranno pubblicati postumi.  
In questa pagina abbiamo scelto tra le tante meraviglie del poeta romano, una semplice ode al Natale,  in  armonia con il momento temporale in atto. Ma le righe di Onofri di cui sopra, non saranno le sole ad essere ospitate da occiriente, da ora in poi, non di rado, occiriente ospiterà i versi di colui che ritiene un grande poeta della nostra lingua da troppo tempo dimenticato e di cui invece, della tematica delle sue opere, la cultura non solo italiana ma europea contemporanea, necessiterebbe al fine di comprendere il proprio brancolare tra dubbi e incertezze d'ogni genere. Così come ne necessita la stessa lingua italiana impoverita sempre più dall'incalzare di modalità letterarie di radice anglofona nonché di termini anglofoni presenti non soltanto nella lingua parlata, ma in quella scritta con risultato deturpante e dei contenuti che vengono ad impoverirsi e degli stili assenti della loro  presenza e dei ritmi letterari sempre più rari quando non nulli. Per non parlare dell'arte poetica in sé, la poesia, oramai quasi sempre priva di contenuti evocanti immateriali cosmiche sostanze, compito proprio ad ogni arte che aspiri ad essere Arte con la maiuscola, poesia, nella maggior parte dei casi, degradata, ridotta a sfogo psichico del non senso, priva d'ogni senso di tipo superiore, poesia dalla nulla dignità letteraria, esattamente opposta alla poetica onofriana.
Ora concludiamo con uno stralcio di altri versi del poeta:
" ... Figlio, se alla persona tua non muori,
per rinascere un uomo universale,
i tuoi moventi umani, odi ed amori,
sono in balia d'una altro te, ch'è male..."

Marika Guerrini

martedì 12 dicembre 2017

Gerusalemme, Gerusalemme

... Sintesi storica

Gerusalemme ebraica

“Il Re Davide mosse con i suoi uomini verso Gerusalemme contro i Gebusei che abitavano in quel paese... Davide prese la Rocca di Sion… abitò nella Rocca e la chiamò la Città di Davide… il Signore Dio degli eserciti era con lui” ( Samuele 5, 6-10).

Il tempo è quello precedente l’anno 1000 a.C. Il primo nucleo che abitò la collina a sud della spianata del Tempio, fu una tribù cananea conosciuta come dei Gebusiani. Poi giunse Davide che la conquistò e, acquistato dal Re gebuseo un terreno sul monte Moria, da Hebron, dove era l’Arca dell’Alleanza, la trasferì  qui.
Il tempo scorre e nel 950 a.C. Salomone, nello stesso luogo costruì il primo Tempio, poi, con la divisione del Regno alla sua morte, Gerusalemme divenne la capitale del Regno di Giuda.
Nel 701 a.C. Sennacherib, imperatore assiro, provò a conquistarla ma il tentativo falli.
Nel 587 sempre a.C. Nabucodonosor, re babilonese, saccheggiò Gerusalemme e deportò migliaia e migliaia di ebrei.
In una data imprecisata, ma che si aggira intorno al 540 a.C. Ciro il Grande, Imperatore di Persia e fondatore dell’Impero Achemenide, lasciò che gli ebrei esiliati tornassero in patria. Così circa cento anni dopo, si intraprese la costruzione delle Mura di Gerusalemme e del Tempio.
Siamo nel III sec a.C. quando Alessandro il Macedone, detto il Grande, iniziò ad ellenizzare il paese. Vi furono rivolte, quella dei Maccabei la più importante.
Nel 164 a.C., cacciati i greci Gerusalemme ebbe un breve periodo di indipendenza, fino al 63 a.C., quando Pompeo, imperatore romano,  giunse e istaurò il dominio di Roma.
Nel 37 a.C., con Erode il Grande, eletto governatore dal Senato di Roma, la città conobbe un’ epoca di splendore, fino alla morte di questi il 4 a.C. Con Erode Antipa, figlio e successore di Erode il Grande, Gerusalemme vide l’anno zero, in esso la crocifissione del Cristo Gesù.
Il popolo ebraico non aveva mai smesso di ribellarsi a Roma, così nel 70 d.C.  Tito Imperatore, per ritorsione fece distruggere il Tempio di Erode.
Nel 130 d.C. l’Imperatore Adriano, per lo stesso motivo, rase al suolo Gerusalemme. Prese  avvio la Diaspora del popolo ebraico in tutto il mondo, fino al XIX secolo, quando, con la nascita del Movimento Sionista iniziò il ritorno degli ebrei a Gerusalemme, coronato dall’ufficialità quando nel 1948, il 13 maggio, i maggiorenti della popolazione ebraica della Palestina, dichiararono il Governo provvisorio dello Stato di Israele, ovviamente provvisorio anch’esso, auto realizzando così un destino che per venti secoli era stato il sogno degli Ebrei. 

Gerusalemme persiana

Correva l’anno 614 d.C.  imperatore di Roma era Eraclio quando Cosroe II, imperatore persiano, zoroastriano, occupò la Palestina e Gerusalemme. La città fu saccheggiata e la Vera Croce, anche detta Santa Croce perché Croce della crocifissione del Cristo Gesù, venne portata in Persia. Ma la permanenza in Persia fu breve così come la presenza persiana a Gerusalemme. Infatti Kanadh II, figlio di Cosroe II, restituì la Santa Croce ai bizantini e il Santo legno fu solennemente elevato in Gerusalemme. Era il 14 settembre del 629 d.C.
Di lì a otto anni circa Gerusalemme fu presa dagli arabi.

Gerusalemme musulmana

Era il 637 d. C. quando avvenne la resa di Gerusalemme al califfo ‘Umar, questi stipulò coi maggiorenti di Gerusalemme un patto della resa assai mite, sì che i cristiani ottenessero non solo garanzia per la loro vita, ma anche libertà di culto e rispetto per le loro chiese. La presa di Gerusalemme fu di grande gaudio per i musulmani dato il valore sacro ch’essi attribuivano alla città che chiamavano El Kuds, la Santa, secondo alcuni storici musulmani infatti Maometto vi avrebbe compiuto un miracoloso viaggio notturno iniziatico e da lì sarebbe asceso al cielo, in realtà Maometto morì a Medina l’8 giugno dell’anno 632.                                                        
Nel 687 il califfo Abd el Malik sulla spianata dove un tempo sorgeva il Tempio di Salomone, ridotto oramai ad immondezzaio, fece costruire una splendida Moschea a forma ottagonale, rivestita di marmi policromi e da un mosaico bizantino sostituito poi da maioliche azzurre arabescate, tutto a ricordo dell’ascesa al cielo del Profeta. Si narra che la roccia contenuta nella Moschea, conosciuta come la Cupola della Roccia, volesse seguire il Profeta nell’ascesa al cielo e fosse stata fermata dall’arcangelo Gabriele e si narra anche che sulla roccia l’arcangelo lasciasse l’impronta della sua mano.
Tra il 709 e il 715 il califfo Walid fece costruire la Moschea el Aqsa.
Gerusalemme restò musulmana fino all’arrivo del crociati nell’ anno 1099 poi nel 1187, con il Saladino, tornò ad essere musulmana per poi con la V Crociata tornare di nuovo cristiana (1229) e poi ancora musulmana (1244) fino ai nostri giorni.

Gerusalemme cristiana

Anno zero. “ Nato Gesù in Betlem di Giudea al tempo di re Erode, ecco, dei Magi arrivarono dall’oriente a Gerusalemme e domandarono: Dov’è il nato re dei Giudei? Poiché abbiamo visto la sua stella in oriente e siamo venuti per adorarlo…” ( Matteo 1,25-3,5)

Malgrado la grande importanza  che Gerusalemme ha per la cristianità, dal punto di vista prettamente storico, la città fu sotto il diretto controllo cristiano relativamente per brevi periodi.
Il primo conta pochi secoli e va dalla conversione di Costantino al cristianesimo, quindi l’Editto di Milano del 313 e la seguente proclamazione della libertà di culto ai cristiani al 614 quando giunsero i persiani di Cosroe II.
Il secondo si verifica, come sappiamo, al tempo della Prima Crociata. Il 15 luglio del 1099 Goffredo di Buglione con i suoi crociati entra in Gerusalemme che non oppone alcuna resistenza, la presenza crociata, quindi cristiana, non dura però che meno di un secolo, fino al 1187 con la conquista ad opera del Saladino. Poi riprende per un tempo molto breve, si ha infatti un alternarsi di conquiste e riconquiste, in cui si verifica per Gerusalemme il terzo momento cristiano nel 1229 al tempo della V Crociata. Ma anche qui il tempo è breve e scade nel 1244. Gerusalemme cadrà in mano musulmana e non verrà mai più riconquistata dai cristiani.
Ma c’è un particolare che non va tralasciato, particolare anche storico: l’Ordine dei frati francescani provenienti da ogni parte del mondo e tuttora presenti in 70 luoghi sparsi tra Israele e Palestina nonché Giordania, Siria, Libano, Egitto, Cipro e Rodi.
La storia vuole che a motivo della visita di Francesco d’Assisi a Gerusalemme e dal suo amore per la Terra Santa che aveva visto nascita, vita, morte e Resurrezione del Cristo Gesù, venisse a formarsi a Gerusalemme la Provincia di Terrasanta in cui i frati francescani sono a custodia del Santo Sepolcro dal XIV secolo prestando guida ed accoglienza ai pellegrini che da tutto il mondo giungono in visita al luogo per eccellenza sacro al Cristianesimo.  

Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono inviati, quante volte ho voluto radunare i tuoi figli, come la gallina raduna i suoi pulcini sotto le ali, e non hai voluto! Ecco la vostra casa vi sarà lasciata deserta!...” ( Matteo 22,5-23,8).

Marika Guerrini