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domenica 25 ottobre 2020

il virus e la preghiera proibita




S.Maria Madre della Provvidenza
  ... lontani erano rintocchi di campane, limpidi, distinti, poi,   sospinti dal vento di sud-ovest, si son fatti vicina eco espansa   tra i palazzi a sfiorare le chiome degli alberi, mentre la luce   dorata del tramonto li accarezzava. 
 Un foglio ripiegato sì che una finta busta da lettere nella   cassetta della posta, reca un simbolo rosso a mo' di sigillo di   ceralacca, come a proteggerne la lettura, come in un tempo   ormai andato. Le parole segnate, protette dalla piegatura, sono semplici, immediate, sono di un uomo che veste l'abito talare. Non conosco quest'uomo, conosco il suo dolore, soltanto, il dolore che si respira tra le parole, celato per non gravare ancor più sulla già diffusa gravità quotidiana che incombe sui fedeli di quest'antica religione che l'Italia osserva da millenni.  Mi colpisce molto quello che stiamo vivendo, dice il foglio e continua: ciascuno un po' per conto proprio, sia chi è cristiano, sia chi è di un'altra religione, sia chi non crede in Dio. Ci sentiamo tutti un po' più soli, ad ognuno voglio dare dei segni che esprimano ciò in cui crediamo fortemente, ovvero che tutti noi siamo importanti gli uni per gli altri...Facciamolo cercando un confronto con chiunque lo desideri, per individuare quel che sia meglio fare al fine di migliorare il nostro mondo.... Dopo poche altre righe un altro segno: Saranno le campane che Domenica suoneranno, per noi cristiani saranno un richiamo alla preghiera, per tutti gli altri vogliono essere il segno che dice: ci sta a cuore la vita di tutte le creature. Poi  scrive di un furgone aperto che attraverserà le strade recando a vista la statua della Santa Maria Madre della Provvidenza, il cui termine Provvidenza allude al sacrificio del Dio fattosi uomo per la salvezza dell'Umanità. Dopo di che prega il popolo di non seguirlo in processione per via del divieto di assembramento. Questo, sul foglio ripiegato che porta in calce una data: 16 ottobre 2020, ed una firma: don Alberto. Nome del parroco? non so. Suppongo.
Non ho neppure finito di tracciare questa breve storia che mi si è fatta cronaca: le campane continuano a suonare, i rintocchi sono più vicini, s'ode il rombo leggero d'un motore, è lento, lascio la scrivania, vado sul terrazzo, mi affaccio. E' il furgone scoperto annunciato, su di esso la statua della Vergine e due suore ai lati, sono vestite di bianco. Il loro volto è coperto da una mascherina, bianca anch'essa, le due seggiole distanziate su cui siedono, posano accanto a cesti  di fiori. Il furgone va verso la piazza su cui s'apre la strada, si ferma. Una voce ampliata da un microfono nascosto, recita passi tratti dai Vangeli, passi che inducono al coraggio, alla speranza. Poi la voce recita la preghiera, è l'Ave Maria, e s'allontana nel leggero rombo del motore coperto dal suono delle campane. Resto all'esterno, il tempo di scorgere tre bambini che, come nelle processioni di sempre, seguono il furgone correndo saltellando sul marciapiedi e agitando le piccole braccia: salutano. Cosa? Chi? Il Furgone? La statua della Vergine? Questa minuscola scena come di teatro? Chissà.
Fuochi d'artificio chiuderanno quel che s'è fatto rito, perché lo spettacolo della luce e dei colori ci dia allegria e speranza nella capacità dell'uomo di affrontare le grandi ambasce, così porta scritto in chiusura il foglio e così è stato. Migliaia e migliaia di luci colorate in danzanti cascate hanno illuminato a giorno il cielo notturno, sì che luci nella tenebra.
Si può togliere o impedire o ostacolare la preghiera ad un popolo? Qualunque essa sia, a qualsiasi credo appartenga, a qualunque dio si rivolga. Non è forse questo un delitto?
Un tempo le processioni in preghiera fermavano catastrofi naturali, guerre, fermavano morbi, morbi ben più potenti e flagellanti di questo a noi conosciuto. Gli animi dei fedeli s'espandevano nell'incontro tra loro come tra terra e cielo, così facendo s'aprivano alla possibilità di guarigione, s'aprivano all'intervento di forze al contempo immanenti e trascendenti all'uomo stesso, per via di quel potere che pur non negando la materia la trasfigura e sublima, rafforzando Spirito e corpo. Impedire tutto questo non è forse delitto? 
 Marika Guerrini

immagine dal web
S.Maria Madre della Provvidenza, navata centrale- Roma- quartiere Gianicolense

martedì 13 ottobre 2020

Libertà va cercando...Alighieri e la contingenza

 

 

...parafrasando le parole del Sommolibertà va cercando, ch'è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta..., donate a Virgilio da Dante, perché lo presenti a Catone Uticense che ben può comprenderne il senso per via del suo gesto suicida, e, paragonando ad esse il planetario attacco alla Libertà individuale che in Italia, ancor più che altrove, è stato ed è posto in essere a flagellare il popolo, ci accingiamo a spendere qualche parola su quel senso di Libertà ch'era dell'Alighieri, lo stesso che, osiamo umilmente affermare, è anche nostro. Quella Libertà il cui anelito al raggiungimento è insito in ogni essere umano, come insita in lui è la coscienza, che ne sia consapevole e la tenga sveglia o la risvegli, oppure che non riconosca, non se n'avveda o, ancor peggio, deliberatamente la trattenga nel sonno.
Ed è la Libertà il vero soggetto-oggetto del quotidiano a cui stiamo assistendo in questo interessante momento storico, Libertà da barattare a favore di protezione da un virus dispensatore di malattia e probabile fine di vita. In realtà se il virus fosse dotato di parola, racconterebbe sì della sua indubbia esistenza, forse tacendo sulla sua nascita e sui perché, ma senz'altro direbbe degli errori umani che, ahimè, hanno ampliato la sua fama di virulenza, direbbe del procurato allarmismo, forse userebbe il termine terrorismo data la diffusione con martellamento mediatico, direbbe della sua costante mutevolezza così come dell'altrettanto costante suo declino, direbbe dei dati statistici falsati, per ignoranza, o mala fede chissà, di sicuro se lo domanderebbe, o forse no poiché, privo di coscienza in quanto organismo vivente d'altro tipo, riterrebbe vana la risposta. Una cosa però è certa, il virus si adirerebbe per la sua immagine letale che non gli sarebbe appartenuta se l'uomo, per scopi ben lungi da quelli protettivi sanitari, non avesse voluto che fosse. O forse il virus proverebbe pietà, pietà per quest'umanità che ha smarrito il bagaglio dell'antica conoscenza, in essa anche quell'umanità medico-scientifica i cui rappresentanti, per fortuna non tutti, dimenticando il Giuramento di Ippocrate, ovvero la salvezza e la rassicurazione del malato sopra ogni cosa, si è lasciata manipolare per altri fini sino al punto di soccombere alla paura incussa a tal punto da portare i popoli, l'italico ancor più, a barattare la propria Libertà. Ma torniamo a quest'ultima.
Il fatto è che l'Umanità, da tempo e massimamente oggi, si è calata in quella che possiamo definire Civiltà razionalistica, man mano, e sempre più, dimenticando quel Conosci te stesso, che a Delfi capeggiava sul Tempio di Apollo, ad esortazione e guida degli uomini. Nella dimenticanza di questo suggerimento che rimandava alla coscienza individuale quindi di popolo, essendo esso formato da singoli, l'uomo ha preso ad identificare la Libertà con la a-libertà, ovvero il frutto della Conoscenza con il frutto del Misconoscimento. Il processo è semplice da individuare: l'uomo ha proiettato la forza pensiero esclusivamente verso la fisicità, materiale o energetica non importa, ma comunque misurabile in una qualche maniera, privando così, lo stesso pensiero della sua capacità di movimento libero quindi anche di penetrazione  del mondo fisico stesso. Procurato questo processo e fissatolo in anni ed anni di studi e ricerca in tal senso sull'immediatezza materiale, questo processo non avrebbe potuto fare altro che condizionare l'uomo. Così ha fatto. 
La logica conseguenza è stata, ed è, che il pensiero umano ha rinunciato, e continua, alla conoscenza di sé, quindi alla reale e veritiera conoscenza del mondo anche per quel che concerne i suoi fenomeni, quelli che anche Schopenhauer, sì che il Pensiero indiano, chiama: Maja. Il motivo consta proprio nell'aver instaurato un limite fisico ed averlo imposto alla ricerca a 360°, anche nel caso di ricerca così detta spirituale, termine paradossalmente, ma di ovvio contrasto, oggi molto in voga ed abusato. Da tutto questo, ancora paradossalmente, ne è scaturito una sorta di misticismo, tenace quanto inconsapevole, che esige l'immediato, sia esso oggetto, sia esso dialettica, eccetera eccetera, con cui identificarsi. Misticismo che altro non è se non il mondo nella sua astratta esteriorità. Tutto questo inoltre ed ancora ovvio, trova l'apice nella tecnologia sempre più avanzata, più complessa, più "umanizzata", sempre più in sostituzione dell'essere umano con tutte le sue facoltà ed innanzi tutto in sostituzione della sua coscienza, quella coscienza che sappiamo essere presente, esistente, in ogni singolo umano, malgrado la consapevolezza o l'inconsapevolezza, del singolo stesso.
Così facendo, la massa dell'Umanità non s'avvede che sta rinunciando alla propria vera Libertà, quella che libera il pensiero, che gli permette, o gli permetterebbe, di vivere secondo la parte più profonda di se stesso, quella parte luminosa che alberga solo nella coscienza. Non s'avvede che così soccombendo al non pensiero impostogli, da chi di certo  non propende per un'evoluzione dell'Umanità, bensì al contrario, da chi, per fini che affondano le radici nel bene materiale assoluto, propende per un annientamento delle singole coscienze ché, addormentate o obnubilate dalla paura, fattesi gregge, possano essere usate per illeciti fini anti umani. 
E' questa l'alienazione in cui sta rischiando di cadere l'Umanità, se non ha già imboccato la via, è questa l'alienazione in cui stanno rischiando di scivolare i popoli, in maniera esponenziale, come si diceva, il popolo italiano che si sta ponendo a capo chino auto designandosi emblema di schiavitù. Ma se non si alza il capo, se anche questo popolo figlio di grandi della Libertà di Pensiero, non lo farà, cercando e trovando in sé, esprimendolo, il coraggio delle proprie idee libere, il coraggio di dare voce e luce alla propria coscienza che non può mai essere collettiva, per quanto sia da sprone la condivisione, bensì individuale per poter poi comporre una collettività cosciente, se questo non sarà messo in essere a sostituzione della schiavitù imposta, VIRUS fisici e non, visibili o invisibili, potrebbero attanagliare l'uomo in una prigionia in cui egli  si troverebbe sempre alla ricerca dell'agognata Libertà. E Libertà continuerebbe a cercare.
Marika Guerrini

immagini da Wikipedia 
(1) Arthur Dorè - illustrazione, I canto verso 71- Purgatorio- Divina Commedia. 
(2) Giuramento di Ippocrate.