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martedì 13 ottobre 2020

Libertà va cercando...Alighieri e la contingenza

 

 

...parafrasando le parole del Sommolibertà va cercando, ch'è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta..., donate a Virgilio da Dante, perché lo presenti a Catone Uticense che ben può comprenderne il senso per via del suo gesto suicida, e, paragonando ad esse il planetario attacco alla Libertà individuale che in Italia, ancor più che altrove, è stato ed è posto in essere a flagellare il popolo, ci accingiamo a spendere qualche parola su quel senso di Libertà ch'era dell'Alighieri, lo stesso che, osiamo umilmente affermare, è anche nostro. Quella Libertà il cui anelito al raggiungimento è insito in ogni essere umano, come insita in lui è la coscienza, che ne sia consapevole e la tenga sveglia o la risvegli, oppure che non riconosca, non se n'avveda o, ancor peggio, deliberatamente la trattenga nel sonno.
Ed è la Libertà il vero soggetto-oggetto del quotidiano a cui stiamo assistendo in questo interessante momento storico, Libertà da barattare a favore di protezione da un virus dispensatore di malattia e probabile fine di vita. In realtà se il virus fosse dotato di parola, racconterebbe sì della sua indubbia esistenza, forse tacendo sulla sua nascita e sui perché, ma senz'altro direbbe degli errori umani che, ahimè, hanno ampliato la sua fama di virulenza, direbbe del procurato allarmismo, forse userebbe il termine terrorismo data la diffusione con martellamento mediatico, direbbe della sua costante mutevolezza così come dell'altrettanto costante suo declino, direbbe dei dati statistici falsati, per ignoranza, o mala fede chissà, di sicuro se lo domanderebbe, o forse no poiché, privo di coscienza in quanto organismo vivente d'altro tipo, riterrebbe vana la risposta. Una cosa però è certa, il virus si adirerebbe per la sua immagine letale che non gli sarebbe appartenuta se l'uomo, per scopi ben lungi da quelli protettivi sanitari, non avesse voluto che fosse. O forse il virus proverebbe pietà, pietà per quest'umanità che ha smarrito il bagaglio dell'antica conoscenza, in essa anche quell'umanità medico-scientifica i cui rappresentanti, per fortuna non tutti, dimenticando il Giuramento di Ippocrate, ovvero la salvezza e la rassicurazione del malato sopra ogni cosa, si è lasciata manipolare per altri fini sino al punto di soccombere alla paura incussa a tal punto da portare i popoli, l'italico ancor più, a barattare la propria Libertà. Ma torniamo a quest'ultima.
Il fatto è che l'Umanità, da tempo e massimamente oggi, si è calata in quella che possiamo definire Civiltà razionalistica, man mano, e sempre più, dimenticando quel Conosci te stesso, che a Delfi capeggiava sul Tempio di Apollo, ad esortazione e guida degli uomini. Nella dimenticanza di questo suggerimento che rimandava alla coscienza individuale quindi di popolo, essendo esso formato da singoli, l'uomo ha preso ad identificare la Libertà con la a-libertà, ovvero il frutto della Conoscenza con il frutto del Misconoscimento. Il processo è semplice da individuare: l'uomo ha proiettato la forza pensiero esclusivamente verso la fisicità, materiale o energetica non importa, ma comunque misurabile in una qualche maniera, privando così, lo stesso pensiero della sua capacità di movimento libero quindi anche di penetrazione  del mondo fisico stesso. Procurato questo processo e fissatolo in anni ed anni di studi e ricerca in tal senso sull'immediatezza materiale, questo processo non avrebbe potuto fare altro che condizionare l'uomo. Così ha fatto. 
La logica conseguenza è stata, ed è, che il pensiero umano ha rinunciato, e continua, alla conoscenza di sé, quindi alla reale e veritiera conoscenza del mondo anche per quel che concerne i suoi fenomeni, quelli che anche Schopenhauer, sì che il Pensiero indiano, chiama: Maja. Il motivo consta proprio nell'aver instaurato un limite fisico ed averlo imposto alla ricerca a 360°, anche nel caso di ricerca così detta spirituale, termine paradossalmente, ma di ovvio contrasto, oggi molto in voga ed abusato. Da tutto questo, ancora paradossalmente, ne è scaturito una sorta di misticismo, tenace quanto inconsapevole, che esige l'immediato, sia esso oggetto, sia esso dialettica, eccetera eccetera, con cui identificarsi. Misticismo che altro non è se non il mondo nella sua astratta esteriorità. Tutto questo inoltre ed ancora ovvio, trova l'apice nella tecnologia sempre più avanzata, più complessa, più "umanizzata", sempre più in sostituzione dell'essere umano con tutte le sue facoltà ed innanzi tutto in sostituzione della sua coscienza, quella coscienza che sappiamo essere presente, esistente, in ogni singolo umano, malgrado la consapevolezza o l'inconsapevolezza, del singolo stesso.
Così facendo, la massa dell'Umanità non s'avvede che sta rinunciando alla propria vera Libertà, quella che libera il pensiero, che gli permette, o gli permetterebbe, di vivere secondo la parte più profonda di se stesso, quella parte luminosa che alberga solo nella coscienza. Non s'avvede che così soccombendo al non pensiero impostogli, da chi di certo  non propende per un'evoluzione dell'Umanità, bensì al contrario, da chi, per fini che affondano le radici nel bene materiale assoluto, propende per un annientamento delle singole coscienze ché, addormentate o obnubilate dalla paura, fattesi gregge, possano essere usate per illeciti fini anti umani. 
E' questa l'alienazione in cui sta rischiando di cadere l'Umanità, se non ha già imboccato la via, è questa l'alienazione in cui stanno rischiando di scivolare i popoli, in maniera esponenziale, come si diceva, il popolo italiano che si sta ponendo a capo chino auto designandosi emblema di schiavitù. Ma se non si alza il capo, se anche questo popolo figlio di grandi della Libertà di Pensiero, non lo farà, cercando e trovando in sé, esprimendolo, il coraggio delle proprie idee libere, il coraggio di dare voce e luce alla propria coscienza che non può mai essere collettiva, per quanto sia da sprone la condivisione, bensì individuale per poter poi comporre una collettività cosciente, se questo non sarà messo in essere a sostituzione della schiavitù imposta, VIRUS fisici e non, visibili o invisibili, potrebbero attanagliare l'uomo in una prigionia in cui egli  si troverebbe sempre alla ricerca dell'agognata Libertà. E Libertà continuerebbe a cercare.
Marika Guerrini

immagini da Wikipedia 
(1) Arthur Dorè - illustrazione, I canto verso 71- Purgatorio- Divina Commedia. 
(2) Giuramento di Ippocrate.

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