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venerdì 11 settembre 2020

11 settembre 2020... la densa scia continua

RossoAcero. Conosco il canto del muezzin      ... Risultati immagini per twin towers

... "Un ristorante, qui, a Trastevere, l'esterno di esso e tavoli rigorosamente vestiti di bianco, rigorosamente vuoti.
Qualcuno viene fuori dal locale, va verso un tavolo vuoto di commensali anch'esso, anch'esso bianco. ricorre questo non colore in queste pagine, come ad Istanbul le donne, il pane. 
Ma quel giorno a Trastevere, in quel momento, il qualcuno poggia su quel tavolo una piccola radio portatile, nera con una striscia argentata. E' accesa.
Il qualcuno torna all'interno lasciando la radio sul tavolo.
Sono lì, sto passando a pochi centimetri dall'aiuola che delimita il locale, il suo spazio esterno, i tavoli vestiti di bianco.
Dalla radio giunge un frastuono a più voci. Indistinto. Non si capisce.
Il volume è piuttosto alto. Rallento. Distinguo rumori, sirene. Una voce ansima, sovrasta i rumori, prova a farlo. Si scusa per il disagio, la cattiva ricezione. Non comprendo il motivo. Mi fermo. 
New York colpita...Twin Towers...paura...ecco... Parole scollegate in un contesto sconosciuto. Ancora non capisco. Penso ad un racconto radiofonico. di quelli che danno a volte sulla Rai. sorrido. cammino. La voce c'è di nuovo, continua nell'affanno. Retrocedo di qualche passo. affanno, voce, rumori, sirene, troppo realistico. Tutto troppo. Sospetto. Penso: reale.
No, non è possibile. ma ci credo. Subito.
L'atmosfera è ferma. Intorno silenzio, alcuna voce che non sia della radio. la piazza mi si apre davanti deserta. C'è un bar non distante, lo so, lo conosco. Vado verso il bar.
Alcune persone all'interno, il capo verso l'alto: guardano. In alto su di una staffa a parete un televisore acceso.
Una delle Torri Gemelle di New York ha un aereo in un fianco, si vede la coda. Fumo nero fuoriesce dallo stesso fianco. L'immagine va a ripetizione. Fantocci volano dalle finestre. Sembrano corpi umani.
Mi guardo intorno. Immobile nella sua postazione, il barman ha un bicchiere vuoto in una mano. Nell'altra una fetta di limone all'estremità di un coltello. Lo sguardo allo schermo. 
Ho certezza delle immagini: sono reali, è una diretta. E' accaduto. 
Nei pochi passi tra la radio e il bar ho pensato: se è vero quel che sospetto d'aver capito, ecco perché l'assassinio di Massoud l'altro ieri. E. è la stessa matrice.
Lo schermo sta confermando i miei pensieri. Una manciata di minuti, s'interrompe il replay, cambia il vociare, urla ancora in diretta, altra torre, altro aereo, altra facciata. Stessa dinamica.
Ci guardiamo, il barman, le quattro o cinque persone, io. Nello scorrere dello sguardo scorgo due persone in più.....Sono americani.... Nessuno si muove...Sguardi corrono tra noi. Muti. Poi il crollo sul video in tempo reale. Le torri si sono afflosciate su se stesse...Il simbolo economico d'occidente...è crollato su se stesso... in molti ci si è chiesto perché... perché per implosione, perché. ci si sarebbe risposto vagamente, dopo. Ancora ci si risponde. Si ipotizza. Si dubita. Ancora si mente...
... E io non ho provato nulla. a quel crollo, quel vuoto, quel ground zero, come l'hanno chiamato, lo chiamano.... non ho formulato pensieri. alcun pensiero che non fosse silenzio. Poi sono uscita dal bar... Era stato un film. Come fosse un film... di quelli visti, rivisti, sui disastri, le sciagure, le catastrofi. Naturali o provocate, dagli uomini o dagli dei... e tutti finiscono con gli eroi, l'inno nazionale, la speranza che aleggia sulle macerie... The day after... tra pacche sulle spalle e abbracci. .il the end. ...
Ho ripreso a camminare, poi, verso il colle, verso casa.E' stato allora che ho provato pietà. 
Per le vittime, per quei corpi che volavano a schiantarsi quali pupazzi... Ho pianto...Poi ho visto altro. e ancora ho pianto... perché le lacrime di alcuni servono a lavare. Se stessi, altri, non importa. Servono a diffondere nel mondo la possibilità di perdono. Sottile, nascosta, silenziosa.... e quel giorno ho pianto l'assenza del dubbio in me. Ho pensato: andranno in Afghanistan. E ho visto....
Ho visto bombe d'ogni tipo, d'ogni sostanza, schiantarsi su villaggi, deserti, falciare ogni cosa e la loro storia. Storia sconosciuta all'ignoranza d'occidente. Un enorme ground zero. Molto molto più grande del grande foro newyorkese....
...Quel giorno delle Twin Towers ho pregato. Forse.
L'America, Oriana, oh, l'America e il suo sogno. Conosco quel sogno...
..Oh, sì, grande abbaglio il tuo, cara amica distratta. Guarda. Mentre la East Coast adagia le sue rive nel rosso acero del fiume, lontano Troia brucia... E il sogno è infranto. E l'America non esiste... E' stato usato il tuo scritto, Oriana, le tue parole. Usata la rabbia, l'orgoglio, il dolore, l'avversione, i toni enfatici per quella terra, quella gente esule.  Tutto è stato usato. a dispetto d'ogni giusta o presunta verità... Continua quest'ipocrisia. Oltre le smentite... oltre l'ignoranza, la menzogna.... "

Il lettore non me ne voglia se ancora una volta riporto degli stralci di un mio libro, no, non è mania di protagonismo né autocitazione, il che non sarebbe elegante né corretto, è semplicemente che ripensare parole già pensate e scritte, risulta noioso ad uno scrittore, se poi si aggiunge a questo la consapevolezza che ciò che il mondo sta vivendo ricalchi con esattezza le parole già scritte, ecco che il riportarle si fa inevitabile. L'episodio dell' 11 settembre del 2001 di cui si è raccontato* in una risposta, se pur tardiva, all'amica Fallaci che aveva indirizzato la sua rabbia verso le genti musulmane in genere ed il suo orgoglio verso quegli Stati Uniti d'America emblema di civiltà, democrazia e libertà, di cui chi scrive è figlia naturale e non adottiva come l'amica Oriana, ha aperto, con la distruzione delle Twin Towers una inedita, ad allora, modalità bellica che possiamo dire globale, basata esclusivamente sulla menzogna, da cui la paura, da cui l'ipocrisia, da cui l'assoggettamento di popoli in varia misura, temporalità, modalità. Da cui distruzione di sovranità, di economia, di dignità, di libertà. Distruzione  per acquisire sempre più Potere sul pianeta, distruzione che, come accennato in altre pagine, non necessariamente debba manifestarsi nell'immediato, tanto meno debba necessitare di strumenti bellici convenzionali al fine di realizzarsi. In questi nostri giorni del 2020 la densa scia dell'11 settembre del 2001 continua, sotto diverse e svariate sembianze, a soffocare innanzi tutto le menti, con esse, la Verità, in essa la Libertà dei popoli.
Marika Guerrini

* Marika Guerrini, Rossoacero, Città del Sole edizioni, Reggio Calabria, 2013


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