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domenica 26 agosto 2012

guerre senza onore

...che in Waziristan, Pakistan confine afghano, sia stato bombardato non una ma due, tre volte lo stesso obiettivo, "ripasso", lo riporta il "the Guardian" di qualche giorno fa. Motivo: impedire i soccorsi ai feriti. E riporta che droni hanno bombardato in due, tre, riprese, appunto, un gruppo di "presunti terroristi". Stavano festeggiando la fine del Ramadan. Era il 19 scorso. E riporta l'opinione dell' US Department of Homeland Security: "i soccorsi sono atti di sostegno al terrorismo". Bene, ora che il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale degli States, ha anche sconfinato, possiamo dormire sonni tranquilli.
Ma c'è altro da evidenziare: che si faccia passare per novità qualcosa che va avanti da oltre tre anni nella regione, per non parlare dell'Iraq. E si ritorna al livello di subumanità che fuoriesce dalle azioni belliche degli States. Che fuoriesce ogni giorno che il sole s'alza e tramonta sulle terre di queste loro guerre illegittime. Guerre senza bandiera né patria. Inique, sleali, senza onore. Che non avranno gloria. 
Eppure in febbraio 2012, il "Sunday Times" ha pubblicato un rapporto del "Bureau of Investigation Journalism " di Londra, dice: " ...la campagna dei droni Usa ha ucciso decine di civili che soccorrono le vittime o partecipano ai loro funerali". Nel rapporto la condanna, chiara, inequivocabile e un numero approssimativo: tra i 285 e i 535 adulti e oltre 170 bambini. E ancora: " ...se non è un conflitto armato o a meno che non si tratti di una minaccia imminente, (le uccisioni) rappresentano un'esecuzione extra giudiziaria. Non è neppure il caso di chiedersi chi sia chi, o se i presenti stiano aiutando i feriti o meno. In questo caso ogni morte è un omicidio. ogni morte è un crimine." Sono parole di Naz Modirzadeh, Direttore dell' HPCR, Program Humanitariam Policy and Conflict Research, all'Harward University. Mentre la Convenzione di Ginevra condanna "...l'uccisione di soccorritori impegnati sul campo di battaglia". Ma non sono questi campi di battaglia, no, sono campi di sterminio. Unilaterale sterminio. Soltanto.
Bastava il segno d'una Croce Rossa, un tempo. Ovunque fosse, qualunque forma segnasse. E il rispetto per i feriti, per i morti, oltre ogni confine, colore, bandiera, rendeva indiscutibile il silenzio delle armi. Lo rendeva sacro. 
Marika Guerrini 
foto dal web

giovedì 23 agosto 2012

da "Popolo Hazara" un racconto

...c'è un racconto, un breve racconto di cronaca che occiriente vuol rendere noto ai propri lettori. Un racconto riportato da "Popolo Hazara". Racconto scritto da un bambino hazara, una storia vera, bellissima nella sua drammatica tristezza. Una storia che, in semplici, immediate immagini innocenti, ci sottopone, ancora una volta, la crudele realtà del genocidio Hazara. Quella realtà che imperterrita continua a verificarsi.  La stessa segnalata da occiriente da mesi e mesi, segnalata con la specifica dei nomadi Kuchi, anche. Perché è di loro che tratta il racconto. Quei Kuchi di etnia pashtun, incontrati da chi scrive, un tempo. Quei Kuchi portatori di costume, tradizione, storia, un tempo. Gli stessi Kuchi portatori di sterminio, ora. Sterminio secondo volere governativo afghano che, armandoli, li usa per un'agevolazione di genocidio. Ma occiriente ha già detto anche questo.
“Trilogia Della Vita” scritto da un bambino Hazara, il titolo del racconto, il lettore lo troverà su http://www.hazarapeople.com/it/?p=252 , intanto un grazie va a Mohammad Amin Wahidi, direttore di "Popolo Hazara", per aver reso noto il racconto.
Marika Giuerrini
foto Barat Alì Batoor

sabato 18 agosto 2012

Kabul e l'Indipendenza

...sì, oggi tra poche ore, 19 agosto, sarà Eid ul-Fitr e il giorno dell'Indipendenza a Kabul. Ma nel tempo di ieri era stato l'8 maggio 1919. Allora Hamanullah Khan aveva provocato la Terza Guerra anglo-afghana. Così, semplicemente, con un incidente di frontiera. Breve guerra, 20 giorni ma la vittoria. Vittoria su quel Regno Unito che, ancora addietro, quando impero, aveva reso colonia la grande India. L'aveva fatto come d'uso anglosassone, con mezzi subdoli, illeciti, sleali. Quel Regno Unito che usciva ed entrava dai confini afghani sempre con gli stessi mezzi. Quel Regno Unito che aveva già consumato due guerre per il possesso di quei confini, di quel popolo. Quel Regno Unito che  continuava a respirare l'aria antibritannica in quei confini, in quel popolo. Indomito popolo afghano, al tempo. E l'indipendenza venne. E Hamanullah rifiutò i sussidi britannici e lo fece in seguito al Trattato di Rawalpindi e l'Afghanistan fu libero. E proclamò la propria Indipendenza ch'era il19 agosto di quello stesso anno 1919. 
Vecchia storia, questa. Altri tempi. Altri uomini a capo del paese. Altro popolo. Popolo non ancora reso inerme, non ancora schiacciato da armi d'ogni foggia compresi fame, droga. Infide armi queste, a provocare paura, anche, così indebolendo gli animi, creando dipendenza. Innanzi tutto. Ad agire in tal senso genti dal nome diverso dall'antico solo in apparenza, nel fonema, nella divisa. Mezzi gli stessi come d'uso, anzi peggiori, di gran lunga peggiori. 
Sì, oggi, tra poche ore sarà il giorno dell'Indipendenza a Kabul, giorno di ipocrite parole, nostalgiche illusioni. Kabul è schiava. Oggi. Ancor più che nel 1919. E Hamanullah è assente a Kabul. Oggi. Ogni spirito libero, ogni orgoglio patrio, ogni amore per il popolo  è assente oggi a Kabul. Assente tra chi dovrebbe guidare Kabul, il paese tutto. Guidare con equanimità, giustizia e ancora e ancora. Finzione. Soltanto. E lo scheletro di antiche glorie. Soltanto. 
Sì, oggi tra poche ore, sarà il giorno dell'Indipendenza a Kabul. Sarebbe stato.  
Marika Guerrini

foto di Barat Alì Batoor

mercoledì 15 agosto 2012

stesse diverse parole

" ...l'immobilismo in una guerra irregolare prelude al disastro", scrive l'inglese Thomas Edward Lawrence nel 1919. Questo ha pensato al-Assad nell'ordinare la risposta dell'esercito regolare all'irregolarità d'una guerra ribelle provocata dallo straniero. E Lawrence continua: "...per incendiare il deserto non serviva l'intelligenza, né il buonsenso, né la saggezza politica, ma solo la fiamma dell'entusiasmo" e ancora " Lo scopo della mia visita era, principalmente, quello di cercare l'anima che ancora mancava alla ribellione e misurare la capacità di portare avanti la rivolta fino all'obiettivo che io avevo concepito per essa" Così l'agente dei servizi segreti britannici al Cairo, alla leggenda Lawrence d'Arabia, il Lawrence di cui sopra, racconta di quella rivolta araba che si mosse contro i turchi sotto la sua guida. Non c'è altro da dire.
Marika Guerrini
    

sabato 4 agosto 2012

Siria, Europa e...

...un improvviso inatteso senso di sollievo aveva accompagnato la notizia  di tre navi da guerra russe che scivolavano verso Tartus, verso la Siria. Poi la smentita, ufficiale, di Mosca. Vera, falsa, non importa. Che si voglia tenere segreta un'azione, un'intenzione, non importa, importa il sollievo provato. Quel sollievo in altro momento impensabile, inopportuno, s'era fatto pensato, opportuno. s'era fatto ora, adesso, oggi. S'era fatto desiderio d'arresto d'un'escalation di violenza che continua ad ingannare popoli, mietere vittime innocenti, distruggere paesi, annientare la Storia. Antica ancor più. Desiderio d'arresto con qualunque mezzo, fosse anche bellico, questo il punto. E' questo che importa. Quest'estremo a cui si giunge per il perpetrarsi della menzogna, la sua esasperazione. E' questo che importa. Un estremo involontario, d'istinto, come d'animale ferito che non capisce perché non razionalizza il dolore, non se lo spiega, non sa. A questo lecito, illecito desiderio, ancor più insostenibile s'è fatta l'idea che  la menzogna, quella opportuna, creata a deviare pensieri di verità, quella rivelatasi nel crollo simbolico dell'economia mondiale, che va dalla distruzione dell'Afghanistan all'Iraq, che nutre la primavera araba, distrugge il punto di riferimento dell'intero continente africano:la Libia. Quella menzogna che s'affaccia carnefice ogni qualvolta immagini di video ci riportano distruzione, povertà, malattie, cortei di stracci a coprire esodi di popoli che tutto hanno perso tranne la dignità degli sguardi. Che s'affaccia carnefice in corpi senza vita, in attesa di sepoltura. Sacra sepoltura. Che s'affaccia tra letti d'ospedale, tra campi di papaveri moltiplicatisi sotto l'ala protettrice della Nato, vedi Afghanistan. Che s'affaccia in adolescenti occhi disperati, allucinati, che non conoscevano droga prima della menzogna, vedi Afghanistan, Pakistan, Uzbekistan e ancora. Ma a questo occiriente dedicherà altre pagine. 
La menzogna che sfacciata si mostra nell'obamiana "via libera".all'azione della Cia in Siria, buffonata con l'arroganza d'una minaccia come se il "via libera" non fosse stato firmato da mesi, da sempre, ovunque. Non fosse all'inizio. Ma anche questo occiriente riprenderà in altre pagine. Quel che ora, adesso, oggi, spera è che la menzogna non faccia della Siria una novella Libia. Sarebbe una dichiarazione di guerra alla Russia. E la Cina non resterebbe a guardare. E... ci fermiamo qui. E sarebbe guerra. Guerra non altrove, guerra qui. E l'Europa sarebbe campo da battaglia. Lo sarebbe, prima o poi lo sarebbe. E lo sarebbe come da vecchio copione ventilato da Reagan. Copione-ipotesi pubblicato negli anni della Guerra Fredda dal New York Times, allora. Lo sarebbe quest'Europa a cui nel '92 fu impedito di formare un proprio Corpo d'Armata, relativo a Francia e Germania, sì, certo, però libero dalla Nato l'Eurocorp. Ma gli States ordinarono il divieto e l'Eurocorp non fu. E la Nato mantenne la presa europea, ad impedirne crescita politica, militare, economica, innanzi tutto, da cui tutto. Come ora ancora. 
Sì, le sorti della Siria sono legate all'Europa. Lo sono molto più di quanto l'Europa supponga o voglia supporre. Si spera non sia troppo codarda per capirlo. 
Marika Guerrini