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mercoledì 17 febbraio 2016

Siria e la menzogna dei media


... era l’ottobre del 2012 quando, in una sala da tè di Damasco, ho consumato le ultime mie ore siriane, alla luce colorata delle lampade di vetro che piovevano dal soffitto, mentre la voce di Farajullah, per gli amici Faraj, raccontava i come e i perché della situazione in Siria. Si sperava allora. Tutto si risolverà, o quasi tutto. Ci dicemmo, gli dissi, celando dietro il manto l’esperienza afghana che intaccava in me la certezza.
Riportai allora le sue parole nella pagina “Damasco Beirut -prima parte-: Faraj”, le ripresi in seguito in altre pagine, perché nulla si era risolto, al contrario, ogni volta un elemento nuovo si aggiungeva al precedente, lo distingueva, rendendo sempre più complesso, più cruento, più assurdo e menzognero il puzzle della guerra in terra di Siria, tanto che nelle mie pagine si sono consumate delle vite umane, tra cui la vita di Yussuf, il giovane scrittore amico di Faraj, Yussuf la cui vita si è interrotta nel settembre del 2015, in una notizia giuntami improvvisa e improvvisa ne avevo raccolto la memoria in una pagina successiva: “La terra di Yussuf”. 
Tutto ha continuato ad accadere, e tutto sempre con più cruenza, violenza, distruzione. Ma ne abbiamo parlato e parlato. Poi oggi, l’altro ieri.
Il senso del perché nascosto, di quel che è accaduto l’altro ieri, ovvero il bombardamento di cinque ospedali, le cinquanta vittime accertate, è stato espresso nella pagina di dieci giorni fa al punto in cui dice: Alla Siria, dall’economia dell’Universo potrebbe essere stato affidato un gravoso, ma di grande utilità storico-evolutiva, compito: la rinascita dell’occidente…, non per previsione ma per andamento “normale” di certi fatti. E allora, di che ci si meraviglia, episodi come questi, in Siria si verificano dal 2011, dall’inizio del dramma per quella terra. Episodi come questi si sono verificati e si verificano continuamente in Iraq dove sono state usate in azioni di questo tipo, anche armi nucleari. Si sono verificate e continuano a verificarsi in Afghanistan, idem con l'Iraq, basti ricordare, e questo il punto: ricordare, lo scorso ottobre, l’ospedale di Kunduz, anche allora era di Médicins Sans Frontières, volutamente bombardato dalle forze Nato malgrado svariati avvertimenti di locazione e segnalazione del sito in via di aggressione. Anche lì, chi segue le mie pagine lo sa, si è mentito prima sulla presenza di taliban all’interno dell’ospedale, notizia falsa, poi attribuendo ad altri l’azione, poi si è parlato di errore, falso anche questo, poi ci sono state le scuse presidenziali, false anche queste perché si è continuato a bombardare in altri siti in silenzio stampa.
Si sono verificate e si verificano nello Yemen, da parte della Coalizione Saudita con il supporto diretto degli Stati Uniti d’America, tutto viene bombardato, tutto silurato, senza alcuna discriminazione di scuole, ospedali, infrastrutture… tutto vuol dire tutto. Ma i media occidentali non ne parlano, tutto è oscurato, così vogliono arabi e americani, non solo, ma ai giornalisti viene impedito anche l’ingresso, se mai qualcuno serio e di buona volontà volesse testimoniare, raccontare. Accade però, secondo il vecchio proverbio: il diavolo fa le pentole ma non i coperchi,  che prima o poi tutto venga allo scoperto e così è anche stavolta. E il punto è proprio questo: oscurare e o diffondere.
Si oscura e si diffonde asseconda della convenienza e, pur se lo fanno un po’ tutti, il Nobel spetta di diritto ai politici e ai governanti americani, è un motivo storico incarnatosi, passatemi il termine, nel loro DNA da che sono stati costituiti gli Stati Uniti d’America.  Se ci si prendesse la briga di studiarne la Storia, risulterebbe così tanto evidente da ritenere ovvio che sia diventato costume. Ma anche di questo abbiamo parlato.
Torniamo all’altro ieri in Siria, a Idlib. Per onorare quelle che sono state e che sono le vittime di tutta questa guerra basata sulla menzogna, valutiamo in breve ma sotto un’altra ottica la vicenda.
Addossare la responsabilità, quindi demonizzare, la Russia o i suoi collaboratori Iran e Hezbollah libici, è talmente scontato, alla luce di quanto detto all’inizio, quindi alla luce di dati verificati, che non lo prendiamo neppure in considerazione, esattamente al contrario di quello che hanno fatto e fanno i nostri media, a una distanza stellare  da professionalità, etica e senso di verità e, più d’ogni altra cosa: libertà. Qui la versione è un’altra.
Se si ricorda, nell’attimo immediato all’accaduto si è parlato di ospedali attaccati da missili, poi, l’attimo successivo, tempo di correzione, si è parlato di bombardamento aereo. Infatti i missili la Russia non li usa ma le bombe sì. I missili potrebbero averceli i jihadisti locali armati dagli Stati Uniti e dai sauditi e ce li hanno, così come le armi chimiche di stessa provenienza.
Ci è stato detto che un raid aereo ha colpito a Maarat  al-Numan, un ospedale di Médecins Sans Frontières e che i bombardamenti siano russi, questo i media occidentali da ovest ad est hanno dichiarato. Ora, che nel recente episodio siriano sia stata la Nato mano Turchia, o la Turchia mano Nato o i Sauditi mano Nato o la Nato mano Sauditi o i jihadisti eccetera, non ci interessa granché, né ci interessa indagare in questo senso e perdere altro tempo, la mano comunque non è russa non è iraniana, non è hezbollah, non è governativa, ma potrebbe, essere di Al-Nusra. E’ come se ci fosse la firma.
Per la cronaca, la zona colpita, Idlib, è il quartier generale di Al-Nusra, in pratica Al-Qaeda siriana. Al-Nusra è un’organizzazione paramilitare tra le più fanatiche e feroci. Non è un caso che si trovi lì indisturbata da anni, non solo, ma armata in maniera esponenziale dall’occidente e dai sauditi, esattamente come il Daesh, e i “ribelli moderati”, quelli che si oppongono ad al-Assad, formazioni composte da ceceni e tutte le peggiori specie di mercenari raccattati ovunque, armati di tutto e opportunamente addestrati all’uso delle armi e di se stessi in quanto arma. Ora ci sono anche turchi e sauditi presenti sul territorio e non solo tra le quinte. E poi c’è la Russia con Iran e Hezbollah, e benché santi non siano in nessun luogo, di certo questi ultimi sono gli unici che, per un motivo o per l’altro,  stanno combattendo questi eserciti di assassini che sono le formazioni estremiste, che non denominiamo con alcun termine riguardi la religione, qui non si aderisce alla menzogna: diatriba tra sunniti e sciiti, e non perché non sia storicamente vero o accaduto, ma perché di questo oggi si è fatto e si fa uso aizzando e infuocando le parti, mentre a monte la matrice dell’uso è sempre la stessa. Questo fa la differenza quindi ci interessa. 
Ma anche di questo abbiamo parlato e parlato. In realtà non c’è nulla che faccia notizia, nulla di nuovo sotto il sole.
Chi compie queste azioni da anni ha un unico obiettivo in quell'area: inglobare Siria, Iraq, Iran, Yemen, man mano parte del Nord Africa, o comunque rendere vassalli i vari governi, come già è, sotto un potere unico o di coalizione che poi all’interno spartirebbe mansioni, proventi eccetera, in altri termini il bottino.
Follia. Pura follia.
Ma, e chiedo scusa per la ripetizione del concetto, la responsabilità non è solo di certi governi, incluso l’italiano, ma ancor più dei giornalisti, dei media. Fin quando ci sarà chi, come un giornalista del Corriere della Sera, di cui per discrezione non citiamo l’identità, anche perché non è il solo, viene interpellato a proposito dei fatti siriani e se ne esce definendo le milizie sunnite, ovvero Daesh e company, “moderate” e concludendo che l’attacco è stato russo e che la certezza ce la dà l’indagine “accurata” del New Walck, ben sapendo che un’altissima percentuale di gente comune, quella che accende radio e televisione per avere notizie,  non sa cosa sia il New Walck ovvero l’agenzia giornalistica investigativa della corona britannica, con sede a Leicester, Inghilterra, fin quando ci sarà gente così, ci può essere verità di informazione? Si può avere una verità di pensiero? Si può aiutare l’opinione pubblica ad una consapevolezza di questi nostri tempi? Quindi possono mai cessare le menzogne? Le guerre? E’ sul sonnambulismo della gente che ci si basa, sul sonno delle coscienze, le coscienze addormentate sono facilmente manipolabili. Questo si vuole. Da qui la necessità del sacrificio di popoli. E’ il caso di svegliarsi per tutti gli Yussuf morti a 25 anni, quando invece voleva fare lo scrittore, e lo era. Per tutti i Faraj di cui da tempo non si sa più nulla. Gli Yussuf, i Faraj, sono passati al silenzio a causa del nostro sonno, ché sul destino non sta a noi indagare. A causa del silenzio della nostra coscienza che, così essendo, avalla la guerra in atto, ed è la nostra guerra non di qualcun altro e si svolge innanzi tutto in noi stessi. Tra sonno e veglia, viltà e coraggio.In attesa del risveglio.
Marika Guerrini
immagine:web

domenica 7 febbraio 2016

Siria sacrificata

... ora, adesso come ieri, prima e forse poi, l'impulso che si ripete nel prendere la penna e segnare quel che continua ad accadere interessando tragicamente i mondi d'oriente e d'occidente, è tacere. Seguire le parole segnate da K. Kraus nel suo Gli ultimi giorni dell'umanità: "Chi ha qualcosa da dire si faccia avanti e taccia" . Tacere.
Tacere per riprendere fiato, pensare, riflettere. Per non voler essere nel coro, per valutare, cercare le parole, trovare le parole. Tacere per illudersi che qualcosa possa accadere nell'animo umano sì da cambiare corso alla costruzione di questa nostra storia ogni giorno più cruenta, ché, proseguendo il nostro passo accelerato a coprire la menzogna a cui segue armamento a cui segue terrore a cui segue distruzione e morte, la storia della nostra Civiltà potrebbe giungere alla fine.
Tacere perché ogni parola, anche la più amorevole, la più rispettosa, non può non arrecare offesa alla sofferenza, al dolore, alla memoria di migliaia e migliaia di persone, corpi, anime che affollano l'esodo di questi nostri giorni da oriente ad occidente. 
Ed è la gente di Siria che va presa ad emblema di tutto questo, perché la gente di Siria,  viveva una vita di civiltà e cultura e modernità e progresso rispetto ad aree limitrofe, ben arretrate, e in relazione al passato. La gente di Siria va presa ad emblema perché nella drammatica quanto tragica esistenza, nella sofferenza, nel dolore, data la copiosità numerica, e non solo, racchiude ogni sofferenza, ogni dolore di ogni gente in esodo, ora, adesso, mentre scrivo, quando leggerete.
Ma ancor prima che la sua gente, è la Siria a doversi prendere ad emblema, intendendo per Siria l'intera area, l'antica Siria, la terra della Mezza Luna, Fertile, un tempo, ivi incluso l'odierno Iraq.
Essa non è oriente e non è occidente, né mai lo è stata, essendo entrambi da sempre. Ancor più per questo emblema anche del visibile e dell'invisibile, di quel che tange e quel che in esso sottilmente muove e si muove.
E proprio il suo essere luogo d'origine del nucleo vitale evolutivo da cui il futuro del pianeta e dell'umanità, il suo essere stata custode di molti segreti dell'universo, sede di antiche rivelazioni misteriche confluite in quella terra da tutta l'Asia, allora ritenuta cielo inferiore a cui si riconosceva la presenza di esseri divini con cui venire a contatto, proprio il suo possedere le antiche sottili forze di creazione della Civiltà, secondo una logica esoterica ma perversa, ha fatto sì che fosse scelta perché vi prendesse corpo  la distruzione della stessa Civiltà.
Tranciare l'antico impulso evolutivo sopravvissuto all'usura del tempo nei popoli che abitano quei luoghi ed ancor più frantumare le testimonianze storiche ascritte in antichi reperti e da essi rappresentate in quegli stessi luoghi, di cui tanto in queste pagine si è già parlato, equivale a tranciare la possibilità di evoluzione umana, o comunque provare ad intaccarla o rallentarla nell'economia dell'universo.
Eppure, malgrado il processo involutivo che vede l'occidente contro una parte dell'umanità che ha resa nemica, sia stato innescato, una luce potrebbe ancora illuminare la tenebra, motivo per cui si sta segnando questa pagina in parte ripetitiva di un già segnato. 
Alla Siria, dall'economia dell'universo, potrebbe essere stato affidato un gravoso, ma di grande utilità storico-evolutiva, compito: la rinascita dell'occidente. La Siria con il sacrificio di sé, il dolore della  sua gente, il dolore di migliaia e migliaia di sue anime bambine a cui  è stata strappata l'infanzia oltre che la loro storia, questo tutto così incredibilmente evidente, così manifesto al mondo, per motivi e movimenti che sfuggono all'umana misera ragione, potrebbe riordinare la storia. Il sacrificio della Siria potrebbe essere quell'illusione, quel qualcosa che accade nell'animo umano ad arrestare il corso dell'occidente nella discesa "agli inferi". 
Avremmo potuto fermarci prima, dovuto, non l'abbiamo fatto. 
Marika Guerrini

immagine: si ringrazia "save the children"