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fogli strappati

le lacrime non versate
... c'è sempre una morte dietro lacrime non versate, non importa se materiali o non, visibili sul volto o invisibili nel cuore, nell'animo. Non importa per cosa chi dove quando. Non si negano le lacrime. Non si negano certe lacrime... le lacrime negate precipitano nel fondo dell'animo. Restano lì all'insaputa. Per tempo, molto tempo. A formare non laghi ma roccia. E si camuffano e calcificando coprono ogni cosa. Nel tempo indurendo, inasprendo la vita. Non si negano certe lacrime, le lacrime di certuni. Non si negano mai. Si lasciano sciogliere perché scorrano a purificare.
M.G. da ROSSOACERO


il foglio bianco
...come all'inizio si trovò dinanzi al foglio bianco,lo stesso, il foglio che non riusciva a segnare. Fu allora, nel farsi del giorno che il foglio parlò al poeta:le immagini che tradurrai in parole a formare lo scritto, né tu né io possiamo conoscere prima del loro segnarsi. Non ci appartengono. Nostra è l'attesa. Null'altro. Da inconosciuto cielo ti giungeranno, per impulso le segnerai su di me, per impulso comporrai lo scritto, esso si svelerà poi, oltre il suo compiersi. Appartiene al futuro...Tua è la mano, mio il biancore. Null'altro.
M.G.


quell'estate
...quell'estate la ricordo come una danza. Una danza in cui le note si susseguono incontrandosi con le parole. Una danza in cui le parole s'inchinano mescolandosi al movimento. Una danza in cui il movimento si perde volteggiando nel suo stesso motivo d'esistere...M.G.

quasi una fantasia
... e poi s'erano persi, non sapeva perché, era accaduto e basta. Avrebbe funzionato tra loro, per questo s'erano persi: per paura. Per un illusorio riflesso di libertà. E tutto s'era fatto immagine lontana come fosse fantasia. E tutto aveva preso a scivolare negli spazi delle parole, tra le righe  s'era fatto racconto...
M.G.


9 commenti:

  1. A voi che assistete senz'occhi alle cose della terra, a voi-con voi che dimenticati non dimenticate e tutto ricordate, da un tempo a un altro senza inizio limiti; per voi che se non invitati ci siete e non disturbate e se invitati vi sedete tra le molecole, nell'invisibile non distanti di un atomo dal nostro cuore.
    non più uomini ma umani, con bussole per i naufraghi, a voi genii dell'essere il nostro invito, qui nel luogo del tempo e dello spazio, a soffiare sulle ragnatele dell'anima, per far vibrare il silenzio, chiedo asilo.

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  2. ...per l'armonia che eterea sprigiona da ogni forma segnata in parola...per le immagini che prendono corpo e lo perdono nell'immediato successivo istante...per quei genii dell'essere che, invocati, vibrano oltre ogni tempo e spazio...per aver lasciato che tutto risonasse nell'assenza di un volto e di un nome taciuto...grazie!

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  3. grazie marica per rendere migliori le parole
    ettore( amico di patrizia)

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  4. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  5. Tutte le cose ottenute, tutte le nostre riuscite, le abbiamo ricevute quando non le abbiamo chieste o desiderate, le abbiamo trovate sul cammino, sapevamo di aver non fatto qualcosa, sapevamo di aver agito per altro o altro ancora, eppure davanti ai nostri occhi ecco che appare qualcosa di cui tutti avevano bisogno ma senza chiedere, allora pensammo che per ottenere, non dovessimo più chiedere, non trovammo più nulla, allora arrabbiati e collerici ce la prendemmo con qualcuno e ottenemmo il contrario di ciò che chiedevamo. Bramosi nel capire i meccanismi degli ottenimenti ecco che morimmo e morimmo in vita". e.n.

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  6. e allora tu chiamerai pazzo uno poco educato, chiamerai pazzo un’uscita da uno schema, additerai come strano chi decide all'improvviso di rischiare, dirai di alcuni che sono avventati nella ricerca della bellezza, chiamerai vigliacco chi non risponde a chi provoca, dirai male e fuggirai da colui che vuole aiutare, scapperai da una carezza e la additerai devianza, chiamerai perverso colui che sorride a un bimbo, penserai che colui che ha scritto ha un disagio mentale, e chiamerai stupido o ignorante chi ti contraddice, e allora tu ti sentirai al sicuro avendo proiettato su tutti le tue paure, additerai te com'uno che sa vivere, ti chiamerai per nome, e non ricorderai i nomi d'altri, sarai nel mondo, ma forse come orpello, e tutti i pazzi i deviati, i disagiati, i vili, i paurosi, i coraggiosi, i maleducati, gli avventati, tutti ti cercheranno per continuare a sorriderti....

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  7. dolce, nobile Creatura.

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    1. ... un giorno si presentarono al cospetto di un asceta illuminato due amici. Uno di loro si fece avanti: maestro, disse, da tempo seguo i tuoi insegnamenti, osservo le tue regole, mi costringo alle tue rinunce, vorrei mi accogliessi tra i tuoi discepoli. Il maestro lo guardò, poi rivolse lo sguardo all'amico che se ne stava in silenzio: avvicinati, disse. Lui si avvicinò. A quel punto il maestro rivolto al primo: è lui che sarà tra i miei discepoli, perché possiede il grande dono della vera gentilezza d'animo.
      Lei, Signor Paolo, mi fa pensare a costui. Grazie.

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  8. elegante, regale Signora, diceva S. Ambrogio che la bellezza di Dio si manifesta in quella delle Sue Creature.
    E Dio si ADORA con tutto il cuore, senza tempo.

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