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venerdì 28 giugno 2019

Europa: " il passato precipita, mutano i tempi e nuova vita rampolla dalle rovine" F. Schiller* -prima parte-

... di certo invertebrata Platone appellerebbe quest'Europa. Invertebrata in un oceano di decadenza che l'osserva andare alla deriva e la cui unica via di salvezza sarebbe il naufragio, ma noi rifiutiamo quest'idea e, ancora una volta, ci rifugiamo in pensieri di chi, fuori da ogni tempo misurato, da ogni spazio, parla con chiarezza di idee mai contaminate dall'umano intelletto spesso deviante malgrado l'intento, malgrado se stesso. Al contempo confidiamo nell'ultima dea: Speranza, affinché la potenza dei pensieri possa, in una qualche misura, in un qualche modo, essere d'ausilio, se pur sottile, al rinnovarsi d'una forza che, libera, torni a guidare la storia autrice di idee attinte sì a quell'antico Oriente madre di saggezza e lungimiranza, ma pervase dal più giovane Spirito di un Occidente europeo egregiamente espresso, lungo il tempo, dai suoi poeti. Oggi, quella che Platone avrebbe chiamato: "la parte appetitiva dello Stato" ci si mostra senza veli, lampante, la parvenza legata al possesso materiale, ha schiacciato la parte eroica e conoscitiva. La civiltà caduta, grava sì che l'opaca mole del cemento nelle città, ma quel che non si contempla, o non si vuole, è che questo mondo sì fatto rechi in sé i germi della propria decomposizione. 
Ad occhio attento non sfugge il motivo sottile della decadenza, motivo politico-economico, o per meglio dire economico-politico, fatto di menzogna, opportunismi, separazioni, falsi incontri e così via, ben lungi da quel che il più grande pensatore della Grecia ritenne perno del proprio sistema politico: "far coincidere la gerarchia spirituale con la gerarchia politica". Non sfugge questa sorta di inettitudine dell'intelligenza che non riesce a dare ordine alla vita per via della profonda scissione tra Spirito e Materia. Che sia chiaro, qui non si tratta di adeguare la politica ad idealistiche fumose astrazioni, ma di uno sforzo eroico di disciplinata trasformazione individuale, che possa poi farsi collettiva, ma anche dei più come di pochi, una via "regale" che conduca al di là della tragica scissione di cui sopra.
Quel che ci vorrebbe perché quest'Europa potesse tornare a vantare la propria grandezza, perché riprendesse a reggersi sulla propria spina dorsale e non già sulla colonizzazione  sotto il cui peso giace e a volte si dimena, di cui si è resa complice, è il coraggio della libertà. Ma il tragitto è lungo e perché possa prendere avvio bisognerebbe ci fosse una rivoluzione culturale europea, bisognerebbe che l'Europa si riappropriasse della propria storia antica, la ricordasse, la riconoscesse, perché è nell'antico che vanno cercate le cause del presente e gli impulsi per il futuro, è nel risalire alla storia antica, molto antica, che si ritrovano le cause dei successivi sviluppi. A tale proposito e per tale scopo conoscitivo, questa che stiamo tracciando sarà la prima pagina di altre a seguire, in cui, in estrema sintesi, si proverà, a ricordare le lotte e i destini delle varie stirpi che hanno popolato in un remoto passato il vecchio continente e, giungendo attraverso esse al Medioevo, periodo che di oscuro in realtà aveva ben poco, ci si porterà all'idea di Libertà, a quel che i poeti avrebbero cercato: la Coscienza della Libertà, nata a quel tempo. 
Sì, è per amore dell'idea di un'Europa davvero Unita, per il desiderio di essa, che si è deciso di attraversare con i lettori il percorso storico di sintesi che si andrà a tracciare e che ci si è presentato riflettendo sull'attualità del vecchio continente, sugli scontri, le violazioni di Sovranità di Stato, le reciproche critiche, avversioni, falsità, ipocrisie, eccetera eccetera come già detto,  tutte cose che di unione non hanno nulla, neppure il preludio, eppure, malgrado tutto, sempre riflettendo, siamo convinti che, una volta unita, quest'Europa avrebbe il compito internazionale di impulsare popoli altri alla Coscienza di Libertà di cui sopra, nata nel suo grembo, operazione realizzabile facendo rifiorire lo spirito di sacrificio, così come d'obbedienza sì da attuare quella capacità di " sottomettere l'elemento bestiale dell'anima a quello divino", per dirla ancora con Platone. -continua-
Marika Guerrini 

*nel titolo: da Friederich Schiller, Guglielmo Tell, atto IV, scena II.