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domenica 29 dicembre 2019

un mondo dal sapore di buono

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Le ciaramelle

Udii tra il sonno le ciaramelle,
ho udito un suono di ninne nanne.
Ci sono in cielo tutte le stelle,
ci sono i lumi nelle capanne.

Sono venute dai monti oscuri
le ciaramelle senza dir niente;
hanno destata ne' suoi tuguri
tutta la buona povera gente.

Ognuno è sorto dal suo giaciglio;
accende il lume sotto la trave;
sanno quei lumi d'ombra e sbadiglio,
di cauti passi, di voce grave.

Le pie lucerne brillano intorno,
là nella casa, qua su la siepe:
sembra la terra, prima di giorno,
un piccoletto grande presepe.

Nel cielo azzurro tutte le stelle
paion restare come in attesa;
ed ecco alzare le ciaramelle
il loro dolce suono di chiesa;

suono di chiesa, suono di chiostro,
suono di casa, suono di culla,
suono di mamma, suono del nostro
dolce e passato pianger di nulla.

O ciaramelle degli anni primi,
d'avanti il giorno, d'avanti il vero,
or che le stelle son là sublimi,
conscie del nostro breve mistero;

che non ancora si pensa al pane,
che non ancora s'accende il fuoco;
prima del grido delle campane
fateci dunque piangere un poco.

Non più di nulla, sì di qualcosa,
di tante cose! Ma il cuor lo vuole,
quel pianto grande che poi riposa,
quel gran dolore che poi non duole;

sopra le nuove pene sue vere
vuol quei singulti senza ragione:
sul suo martòro, sul suo piacere,
vuol quelle antiche lagrime buone!
                                                                                                 Giovanni Pascoli


Un mondo lontano, dal sapore antico di cui si è perso tempo e luogo. Un mondo che abbisogna d'essere ricercato come i Templari cercarono il Graal. 
Che possa rinascere Speranza. Realizzarsi Natale ogni giorno d'ogni anno. Questo l'augurio di occiriente
Marika Guerrini

domenica 15 dicembre 2019

Afghanistan: una pagina di getto

... non tramonta né sorge sole senza che giungano da Kabul notizie di stragi. Ancor più in momenti preceduti da annunci di concordati di pace tra Stati Uniti e taliban, sì da far credere che i taliban moltiplichino gli attentati onde evitare i concordati, ma non è così. In realtà gli annunci di concordato, dati dagli Stati Uniti al mondo così detto civile, dichiarano un'assoluta falsità, è così da sempre e non riguarda solo i falsi concordati, ma tutte le notizie che dall'Enduring Freedom, 2001, in poi hanno riguardato l'Afghanistan. Tutte quelle decisive e non, a cominciare dall'assassinio di Ahmad Shah Massoud, 9 settembre 2001, alla dinamica, alla motivazione, agli esecutori dell'attentato alle Torri Gemelle, dal motivo che giustificò al mondo l'aggressione bellica all'Afghanistan al primo bombardamento a tappeto, a quelli che seguirono, alle violenze casa per casa, allo spaccio di droga eccetera eccetera, cose che abbiamo detto, ripetuto, scritto, riscritto, in conferenze libri articoli, sino alla nausea, ma nulla di fatto, malgrado le notizie in merito a quella terra altro non siano state, e non siano, che fumo negli occhi all'occidente al fine di coprire la verità. Si sa però che la verità in guerra è la prima a morire, e continua a farlo anche poi, quando qualcuno o qualcosa la dichiara. E' quel che è accaduto in questi giorni: attore il Washington Post, oggetto la guerra americana in Afghanistan. Infatti, dopo un'inutile attesa di tre anni per ottenere il permesso di pubblicare ma grazie ad uno speciale via libera concesso dallo stato giudiziario americano in disaccordo con il governo statunitense, e non solo, il Washington Post ha reso nota la menzogna americana perpetrata da oltre diciotto anni nel paese asiatico, dichiarando, documenti a testimone, che il 90% delle notizie divulgate nazionalmente e internazionalmente da Stati Uniti e Nato, circa la guerra in Afghanistan, il suo andamento, le sue azioni, le condizioni, i motivi degli attacchi eccetera, erano dei falsi. Ovviamente la notizia è stata data per forza maggiore, ma non è stata ripetuta, ricordata, tanto meno evidenziata, è passata quasi in sordina, tempestivamente coperta dalla divulgazione a megafono del "caso" Trump-Ucraina e impicci vari, veri o falsi che siano. Sì, è nota distintiva, questa, di ogni guerra, ma il connubio anglo-americano detiene il primato e l'esperienza è tutta "anglo" data la storia, storicamente pensando infatti, la Gran Bretagna, Inghilterra in particolare, è l'intelligentia da cui la struttura storica degli Stati Uniti, il perno, il nucleo, in esso e con esso la falsa democrazia. E' stato sempre così e allora, volendo attenersi solo alle pagine finali della storia moderno-contemporanea, la Seconda Guerra mondiale, il Vietnam, l'Afghanistan, l'Iraq, la Siria restando in regione orientale e mediorientale che è il nostro campo. Eppure malgrado la dichiarazione attestata del Washington Post, i media italiani si comportano, nel dare notizia delle stragi di queste ore, faziosamente attribuendo le azioni criminali in esclusiva ai taliban, sobillando così il lettore, o ascoltatore, al giudizio di condanna unilaterale. In questo modo sulla lavagna si continua a tracciare la linea di confine tra buoni e cattivi. E' una vergogna, questa, oltre ad essere ipocrisia e falsità. Secondo voi cosa hanno provato e provano coloro che, come chi scrive, sono stati accusati di estremizzazione, quando non complottismo, per aver indicato sin dall'attimo successivo all'inizio di questo tutto teatrale Stati Uniti-Nato, che le notizie erano da rettificare, da correggere, molte menzognere? Come pensate si possano sentire coloro che, come chi scrive, si è visto sollevare da incarichi ufficiali per aver affermato con forza che i Taliban "costruiti" dagli Stati Uniti, complice il Pakistan, quali macchine da guerra, approfittando della povertà in cui vessavano molti giovani fuoriusciti afghani, per via dell'allora occupazione sovietica, nelle madrasse pakistane, per poi essere esportati ad uso e consumo dei costruttori, si erano nel tempo trasformati in mujaheddin per la liberazione del Paese dallo straniero e da un governo ad esso venduto? E chi, come chi scrive, ha perduto persone care stroncate in tenera età per le conseguenze della menzogna perpetrata e solo ora, svelata, cosa pensate possano provare? A voi la risposta. A noi la messa in evidenza della scaduta morale, etica e professionale della maggior parte dell'informazione italiana e dei suoi attori, cosa che ci interessa da vicino. La stessa disinformazione, in questo caso la Rai che ha vietato la messa in onda della recente intervista di Monica Maggioni a Bashar al-Assad, argomento di cui avrei trattato se le ultime notizie da Kabul non mi avessero preso la mano. Così, l'argomento intervista ad Assad e la sua Siria saranno protagonisti della prossima pagina di occirienteAltro non c'è da dire.
Marika Guerrini

 immagine di Barat Alì Batoor - collezione privata