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sabato 15 dicembre 2018

Strasburgo Damasco Parigi Baghdad Bruxelles Bamiyan Londra Mosul Madrid altrove... e le madri senza lacrime

Mosul- Chiesa di San Tommaso (1)
"...e un'ala del palazzo implodeva sbriciolandosi a due passi da voi, tutto in contemporanea. Calcinacci ancora, fragore ancora, ancora grida, ancora polvere come manto a coprire imbiancando la paura. 
Le sirene avevano preso a susseguirsi, e soldati s'erano moltiplicati. E uomini e donne a scavare tra le macerie mentre qualcuno usciva da esse bianco di tutto, qualcun'altro aiutava qualcun'altro a farlo, qualcun'altro ancora giaceva inerte lontano dalla vita. E tu lì e Ahmad non mollava la presa e tutto sembrava un film.
Era stato allora, da spettatore, che avevi realizzato di trovarti sul luogo di un attentato, di avere una macchina fotografica, una telecamera, e avevi preso a scattare, scattare e riprendere, come se la cosa non ti riguardasse, con il cinismo di chi informa per dovere di cronaca, sacrosanto cinismo chiamato in questi casi professionalità. Ma c'era qualcosa d'altro in te in quel momento, come a voler fuggire.
E avevi continuato a scattare mentre Ahmad aiutava ora questo ora quello e scavava anche lui e tu scattavi e riprendevi, riprendevi e scattavi e avevi continuato fino a vedere lei.
Bianca di polvere una giovane donna avanzava con passo regale e capo eretto, Come venisse fuori dal nulla accoglieva tra le braccia un piccolo corpo, piccolo, molto piccolo e immobile e lo portava così come un dono posto su di un vassoio, un'offerta. Non una lacrima le rigava il volto e lo sguardo era lontano, con il piccolo corpo, oltre la vita. E' lì che hai incontrato la guerra, per la prima volta, lì, tra le braccia di una madre senza lacrime.
Il dolore smisurato non sa sciogliersi in lacrime, non sa piangere. E avevi fermato i tuoi scatti, le riprese. e avevi riposto tutto nella sacca, sulla spalla, e avevi preso a scavare..." poi in un altro stralcio: ".. Avevi venduto bene i tuoi scatti al rientro, e le riprese s'erano fatte documentario... Ottimo lavoro, ti era stato detto da uno dei redattori del Washington Post...Solo uno scatto avevi tenuto per te: la madre senza lacrime. Quello non l'avevi venduto né mostrato, eh, sì, che avrebbe fatto colpo..." (2)
Non c'è confine, né colore, né bandiera. Non c'è credo, né tradizione, né ideale capace di argomentare, motivare, giustificare al cuore di una madre la perdita di un figlio, è contro natura. Così non ci sono parole né lacrime, ma silenzio, solo silenzio che accolga l'indescrivibile dolore e ne faccia dono al cielo. Ne faccia sacrificale offerta al Divino. Ne faccia preghiera, preghiera per tutte le madri di questi figli, questi Antonio, questi Sherif o qualunque sia il nome indossato per così breve tempo in questa vita. Se ne stanno andando a schiere, tutti giovani, giovanissimi, bambini, chissà, forse per guidare dall'alto l'uomo che oggi, ora, come altre volte nella storia, se pur con più circoscrizione, non riesce a trasformare la vita in conoscenza di sé e dell'intero umano scibile, sì da attraversarla in armonia. Per evolvere. Ma, ora chiudiamo questa pagina con altre immagini di stralci tratti, come sopra, dal romanzo il cui titolo si segnalerà in note:
"... era quasi Natale....Fu il Natale più bello della tua vita... il più bel dono sotto l'albero...Il giorno di quel Natale dell'89 eravate andati al Museo Nazionale e avevi incontrato i leoni dell'antica porta come fossero ancora lì a proteggere le mura. E reperti mesopotamici e babilonesi e achemenidi fino all'Islam ti erano venuti incontro, ma l'elmo d'oro di Ur era rimasto nel tuo cuore con il racconto di tuo padre che accompagnava la storia di Madinat al-Salama. Città della Pace, antico nome di Baghdad, questo vuol dire...E ti aveva raccontato del tempo di Arum al Mansur: fu lui  a voler che la pianta di Madinat al-Salama fosse circolare, quale richiamo all'universo. Era il centro del mondo allora..." (3)
Ora a Baghdad, così come a Damasco, così come a Palmira, cosi come a Bamiyan, così come a... gli occhi dei bambini non possono aprirsi alle meraviglie dell'antica Storia, alle meraviglie della loro stessa origine, la nostra. Alla meraviglia della memoria. Il perché non ha bisogno d'esser ricordato.
Marika Guerrini 

Note
(1)  Mosul, 2017:-la chiesa di san Tommaso tra calcinacci e piccoli crolli, come per miracolo, quasi risparmiata          dalle bombe. Fonte: "L'Orient Le Jour". Si ringrazia.
(2-3) Marika Guerrini, "Oltre le mura di Baghdad", ed. Jouvence 2017