![]() |
| Mausoleo di O. Khayyam |
... il protrarsi del silenzio di occiriente avviene quando la parola si fa vacua al cospetto di inenarrabili realtà che, sottolineate, ampliano l'intrinseca azione negativa rafforzandola, prestandosi così al perverso gioco di coloro il cui obiettivo è l'asservimento dell'Umanità. Questo il motivo di fondo che nei recentissimi tempi ha messo a tacere occiriente e il breve lasso di silenzio che in passato copriva, si è fatto prassi. Ma incessanti negli ultimi giorni sono state le richieste a che occiriente riprendesse la voce e occiriente risponde. Le sue parole condurranno il lettore nella terra che diede i natali ad Omar Khayyam(1) terra di Persia, sì Persia, ché il nome Iran spesso si presta alla dimenticanza dei valori storici di quella terra, permettendo il dilagare dell'ignoranza su cui poggia in massima parte la nostra bellica attualità. Sarà un tuffo questa pagina, un tuffo in quello stretto marino oggi così tanto in voga, lo Stretto di Hormuz, Golfo Persico, acque del Mare Arabico, lembo nell'Oceano Indiano, acque un tempo incontaminate, oggi violate, dissacrate. Acque alla mercé di un Occidente assoggettato ai protocolli globalisti del subumano. Protocolli che annoverano genocidi, guerre, invasioni, con essi ed in essi la distruzione dello spirito europeo a partire da quello italico che in sé racchiude la sintesi evolutiva d'Occidente. Ma di questo tratteremo a breve in altra pagina, ora, dopo esserci affacciati su Nishapur, aver in parte attraversato il Dasht-e Lut raccontando stralci di vita vissuta in quei luoghi e riportati su di un taccuino di chi scrive e lì ha vissuto, ci tufferemo nelle acque del Golfo di cui sopra quando pullulava di vivente biodivesità.
Inverno 1976
" Ieri abbiamo lasciato Mashhad, con la corriera di linea siamo giunti a Nishapur, ai giardini che ospitano il mausoleo di Omar Khayyam. Bellissimo! Con il suo marmo bianco s'innalza a formare quasi una postura di mani congiunte. I viali che portano al mausoleo, sono fioriti, l'aria olezza di profumi, così come il poeta aveva desiderato fosse. Non so se per il profumo, l'emozione, non so per cosa ma all'improvviso, oltre il verde dell'oasi, ho visto onde leggere sciabordare verso noi, qualche secondo di certezza e la mia espressione: Guardate, non sapevo ci fosse un lago! diretta ai tre colleghi che erano con me, ma i loro sguardi si sono fatti attoniti e: Ma che dici, non c'è nessun lago! Qualche secondo di smarrimento poi: No, non c'è nessun lago, non è acqua è la sabbia del deserto, ho avuto un miraggio. Abbiamo riso. Così mi è stato dato di sperimentare il miraggio. Domani sempre in corriera raggiungeremo Teheràn, ci fermeremo una notte poi ripartiremo alla volta del Golfo di Hormuz, andremo a Bandar-e 'Abbas, la città degli uccelli, dicono sia bellissima. "
" Siamo a Bander-e'Abbas, giunti da due giorni dopo oltre ventiquattro ore di viaggio. Attraversare il Dasht-e Lut, è stata un'esperienza incredibile. I monti Zagros che da lontano lo accompagnano sono spettacolari, si stagliano con le loro guglie come fossero cattedrali gotiche. Abbiamo fatto breve sosta ad Esfahan poi a Shiraz, l'una culla millenaria della cultura persiana, antica capitale del Regno di Shah Abbas, con i suoi splendidi tappeti, le sue maioliche turchesi, l'altra la città dei poeti. A Shiraz ho pensato a Rumi,(2) a Khayyam, ad Hafez(3), alla loro poesia che ha influenzato la cultura letteraria europea come in W. Goethe. Abbiamo anche sostato in un'oasi rigogliosa di alberi di Laim che col nome di Limun AmunĪ aromatizza i nostri Gorm-e SabsĪ giornalieri. Adoro questo piatto di verdure, carne e riso dal profumo e sapore di Laim essiccato. In questa città il giardino degli uccelli è una fiaba vivente uscita dalle Mille e una Notte. Non posso fare a meno di pensare alla differenza con i nostri zoo, qui gli uccelli d'una incredibile varietà sono liberi, sembrano ammaestrati senza esserlo. Domani attraverseremo lo stretto, un traghetto ci porterà all'isola di Qeshm"
" Siamo a Qeshm da due giorni. Quest'isola è davvero molto bella e molto bello è stato, lungo il percorso, vedere i delfini seguire, tra salti, capriole e spruzzi, le scie rilasciate dal traghetto. Ma come se le emozioni non bastassero l'incredibile è accaduto stamattina. Come mia consuetudine mi sono isolata, mi sono seduta su di un piccolo scoglio e me ne stavo lì con i piedi in acqua a godermi il profumo del mare, il silenzio, il rifrangersi delle luci sull'acqua. Ad un tratto, nel mare calmo ho avvertito un forte movimento sotto i piedi e, immediato, qualcosa uscire dall'acqua e rientrarvi. Ho ritirato i piedi, mi pareva d'aver visto una sorta di testa uscire e rientrare. Mi sono spaventata. Sono rimasta immobile. Il fenomeno si è ripresentato. Sì, era una testa, non ho avuto dubbio, una testa strana dalla sommità appuntita e due grandi occhi tondi. Saliva in verticale e si rituffava. Ho trattenuto il respiro. Intorno a me e nelle vicinanze, nessuno. Ho contato le volte di questa strana presenza, cinque volte. Ho atteso qualche istante poi mi sono alzata, ho raggiunto gli altri, ho raccontato. Perplessi, sono rimasti dubbiosi e perplessi. Lì vicino un signore in un chiosco vende succo di melograno, sono andata, gli ho raccontato l'accaduto, ha sorriso, ho descritto la testa, lui ha continuato a sorridere, poi: Khānum, shomā māhi-i rā az a'mqāq didid , Signora tu hai visto un pesce delle profondità, questo mi ha detto con rispetto chiamandomi Khānum, Signora, malgrado la mia giovanissima età. Ha anche detto che è molto raro che questo accada e che Allah mi ha fatto un dono e dovrei ringraziarlo. Sì, è quel che penso anch'io."
E' lontano quel tempo. La cronaca ha riportato deflagrazioni di micidiali ordigni ovunque anche ad Esfahan. Svetterà ancora il mausoleo di Omar Khayyam e a Shiraz poggerà inviolata la tomba di Hafez? Gli uccelli nei giardini di Bandar-e 'Abbas voleranno ancora? Vivranno ora i pesci degli abissi delle acque di Hormuz? I perché sbandierati al mondo a giustificare violenza, distruzione e morte sono menzogna!
" Del nostro venire e partire l'utilità dov'è?
Delle trame della nostra vita l'ordito dov'è?
Capi e piedi leggiadri il mondo brucia, ma il fumo dov'é? (4)
O.Khayyam
Marika Guerrini
Note
(1) Omar Khayyam (Nishapur 1048-1131) poeta, filosofo, astronomo, matematico.
(2) Jalal al-Din Rumi (Balkh 1207-1273) , filosofo, poeta.
(3) Hafez -e Shirazi ( Shiraz 1317 o '25- 1389 o'90) poeta, filosofo
(4)da Rubayyat di Omar Khayyam
