venerdì 19 ottobre 2012

come da copione

... ci siamo, dichiarazione ufficiale:le truppe Usa resteranno in Afghanistan oltre il 2014, molto oltre. Lo dichiara alla stampa l'addetto speciale del Dipartimento di Stato Marc Grossman. Il "Russia Today" lo riporta. Occiriente l'ha previsto, sostenuto e riportato da tempo. Motivo ufficiale nonché "altruistico": non interrompere la collaborazione contro il terrorismo, non "abbandonare" il paese asiatico. E, sempre come da copione, dichiara: si stanno vagliando le modalità per la conferma. Vale a dire,  gli Usa stanno vagliando, o meglio, architettando.
Così da nomadi, le truppe Usa-Nato, dichiarano apertamente di volersi fare stanziali. Bene, ufficialmente il mondo lo sa!
Ma, sulla scena del teatro, ora, non sono presenti solo i taliban, ovvero quei terroristi con marchio Usa che vengono addizionati o sottratti asseconda del bisogno dimostrativo e dimostrante, no, ci sono i mujaheddin. E anche qui va ricordato: non i mujaheddin addestrati dalla Nato per essere inviati in vari paesi caldi o roventi, vedi Nord Africa, Medio Oriente, Siria compresa, etc., no, i mujaheddin quelli veri, originali, gli afghani combattenti per la patria, per la libertà, la loro libertà. Il loro concetto di libertà. E allora, come la mettiamo con lo stanziamento?
Ma occiriente un'idea l'avrebbe, un'idea tra il serio ed il faceto, rifornire di tende i futuri stanziali yankee e soci, grandi tende nere piantate nel pallore afghano. Farli tornare al tempo delle grandi migrazioni, poco dopo, quando le tende erano modernità, chissà, forse la smetterebbero di aggirarsi come robot senz'anima su quella terra che s'alzava bianca nella polvere di cavalli al galoppo. Forse i robot stanziali, al chiuso delle tende, in solitudine, assumerebbero umana sembianza. Potrebbero assumere. Chissà!?
Marika Guerrini .  
foto- da archivio Sakura Arte Roma "Afghanistan"

mercoledì 17 ottobre 2012

diretta Quetta -Roma

...sotto fiori sempre freschi, sempre nuovi...
...il cimitero è ordinato, le tombe in pietra grigia, bianca, color sabbia tacciono sotto fiori sempre freschi, sempre nuovi. E piccoli cumuli di pietre chiudono il cerchio della vita terrena per l'Islam sciita. E volti si mostrano in foto, volti sorridenti, severi, sguardi acuti, mai tristi. Giovani, giovanissimi molti. E donne e bambini. Sguardi mongoli nell'80% dei volti, nell'ottanta per cento sguardi hazara. E' il cimitero dei Martiri Sciiti. E' lì, a Quetta, Balucistan in Pakistan. La città di cui occiriente tratta spesso, da mesi. La città che compare sempre sul  lato destro delle sue pagine in " Finestra aperta...". La città scelta da molti Hazara afghani all'inizio del XX secolo quando quella terra era India e il Pakistan non era a sé. Scelta per mille motivi che i lettori di occiriente conoscono, scelta per essere sulla via verso l'Iran, lungo il pellegrinaggio sciita. La città in cui il genocidio del Popolo Hazara è ancora, e sempre, pane quotidiano. Ed è  stato così, ieri, nella diretta Quetta-Roma.
E la voce parlava, diceva: non possiamo uscire da casa, allontanarci da questa zona, molti hanno ritirato i figli da scuola, molti hanno chiuso i negozi. E' impossibile andare all'ufficio passaporti. Ogni giorno c'è un attentato, ci riconoscono.  Poi singulto, interruzione, silenzio. E a Roma il crollo della linea ha ingoiato il respiro. Poi lo squillo, la linea che torna, Quetta. Al mercato dei rottami quattro morti, uccisi. Dice la voce. Roma respira, chiede; chi? Hazara, risponde la voce, oggi quattro.
Parla della modalità, la stessa: moto spari e via, parla dell'inefficienza della polizia, la stessa. E' stato aumentato il pattugliamento di sicurezza, dice ancora la voce, non serve a niente. Non c'è niente da fare, fa gola questa nostra terra (pausa) le sue risorse naturali, troppe, aggiunge. A migliaia di kilometri Roma tace. E...prega.
Marika Guerrini

alcune pagine per chi volesse saperne un po' di più:
http://occiriente.blogspot.it/2011/10/hazara-genocidio-sulla-scacchiera.html  
http://occiriente.blogspot.it/2012/06/hazara-diritto-alla-vita.html http://occiriente.blogspot.it/2012/04/fermate-il-massacro-degli-hazara.html  

martedì 9 ottobre 2012

ipocrisia

..."Siamo disposti a sacrificare molto per questa campagna, ma non siamo disposti ad essere uccisi per questo", dichiarazione rilasciata alla CBS News, oggetto: campagna di guerra afghana. A dichiarare: gen. John Allen, comandante delle forze americane ed alleate in Afghanistan in riferimento agli attacchi degli afghani armati contro gli statunitensi armati. Afghani che sappiamo non essere taleb ma afghani, e basta. 
Attacchi a cui Washington di rimando ha: 
1) ridotto le operazioni congiunte;
2) incrementato tra le fila afghane la presenza di intelligence ed infiltrati comuni;
3) ordinato ai suoi uomini di moltiplicare gli armamenti, nonché girare sempre con un'arma carica ovunque e in qualsiasi frangente.
A questo il Ministero della Difesa Afghano ha risposto con la pubblicazione del "Cultural Understanding", una guida, sì, una guida alla "cultura" americana e coalizione in genere.
Poi qualcosa è accaduto, un vago nonché falso residuo di dignità e il Presidente Karzai ha specificato, no, non con sue parole, ha riportato parole afghane di soldati e uomini della  Sicurezza. Motivi degli attacchi:
1) mancanza di rispetto per i valori afghani;
2) irruzioni armate in case private e moschee che sia giorno o notte, violando la privacy;
3) continue uccisioni di persone innocenti tra cui un numero altissimo di bambini;
4) denigrazione della religione e dissacrazione del Sacro Corano;
5) denigrazione, derisione e dissacrazione dei defunti;
6) arroganza dei soldati americani " non ascoltano e non accettano i nostri consigli";
7) assenza di fiducia negli afghani che collaborano con gli americani e coalizione in genere " sono strapagati, dai 180.000 ai 220.000 dollari all'anno, lo fanno per soldi, sono venduti".
Suggerimento di Karzai a Washington: "i soldati americani e della coalizione, in genere, andrebbero istruiti circa la cultura, il costume, i valori afghani". Questo perché si evitino gli attacchi. Così il buon Karzai. Dopo undici anni di guerra morte e distruzione. E semmai si meraviglia che l'addestramento statunitense per la Campagna Afghana abbia previsto e pratichi da undici anni un seminario "culturale" sul paese, di mezza giornata, sì, mezza giornata. E, già, Karzai la sua innocenza! Si suppone che il presidente non sia al corrente dell'ignoranza americana in guerra. Che non sappia quanto quest'arma sia la più potente,  quella a cui si viene addestrati sin da bambini. Si suppone che non sappia, ma i lettori di occiriente sì, che dopo la Seconda Guerra Mondiale da ogni ordine d'istruzione Usa, eccetto le Università, e dipende dalle Facoltà, è stato abolito l'insegnamento della Geografia Internazionale. Che non sappia quanto sia falsato ad uso e consumo nazionale, quando eccezionalmente è presente. Che non sappia che nell'addestramento dell'esercito americano, prima dell'entrata in Guerra, sempre Seconda Mondiale, 1942, venivano proiettati alle truppe in partenza, filmati "istruttivi" sull'Europa, che veniva detto: abbiamo il dovere di salvare quei popoli barbari, senza cultura, tenuti nella più grande ignoranza da secoli. E' così che i soldati degli States si sentivano in dovere di bombardare popoli, cultura, sapienza, di bombardare la Storia e sostituirla con la cioccolata. Così. 
La massa va tenuta ignorante secondo beceri principi di conquista. Di vera inciviltà. E questa è storia documentata, che piaccia o non, basta cercare per trovarla. Ma il presidente afghano non lo sa. Le ceneri afghane sì, lo sanno.  
Marika Guerrini   
foto Barat Alì Batoor

giovedì 27 settembre 2012

due piccole luci

...è accaduto nell'arco di due giorni, al sud e la centro nord dell'Afghanistan, a Waghez e a Kabul. Lei una neonata scambiata per una bomba, lui un bambino di 12 anni che si è rifiutato di farsi bomba.
Pola, è stata chiamata la piccola. Era lì, sul ciglio della strada, in una scatola con coperchio. Un fagottino rosa per via dell'asciugamani che l'avvolgeva. Era a  poche ore dalla nascita e soldati polacchi del'Isaf l'hanno trovata, da qui il nome Pola. Soldati che avevano appena disinnescato una bomba, lì, a pochi metri, soldati che, alla vista della scatola, credevano di doverne disinnescare un'altra. Poi la sorpresa nel sollevare il coperchio e lo sgomento, la perplessità, la corsa alla base, la prima visita medica, la corsa alla farmacia del più vicino centro abitato per l'acquisto di un biberon,  e l'ospedale, e... Ora Pola sta bene. Le autorità afghane stanno cercando la sua mamma. Abbandono per disamore? Non è quello che pensa occiriente, non lì dove non ci sono più neppure lacrime per inumidirsi gli occhi. Abbandono per una speranza, per amore, è quel che pensa. Questo due giorni fa, nel sud. 
Poi lui, il bambino di Kabul. E' solo, il bambino di Kabul, solo perché orfano. Padre, madre saltati in aria sotto bombe Usa e lui solo a sopravvivere. Sono centinaia e centinaia gli orfani di questa guerra in terra afghana. Centinaia e centinaia facili prede da addestrare per dare la vita, motivo: vendicare l'amata perdita, la causa della solitudine. Centinaia e centinaia. Ma il bambino di Kabul, lui, non è stato ai patti, dopo l'addestramento, al momento dell'azione, non ci sta. Il coraggioso bambino di Kabul, il piccolo guerriero afghano dice no e si consegna alle autorità afghane. E racconta.
Piccole stelle di questo tipo, di tanto in tanto illuminano la tenebra afghana che s'è fatta infinita. Altre occiriente ne conosce, ma le lascia al silenzio, per rispetto degli attori, perché alcunché li possa sfiorare. Quel che importa è  che accadano, che ci siano. Quel che importa è che la realtà a volte si faccia tempio, tempio capace di pulsare sopra ogni dolore, ogni bruttura, ogni guerra. Capace di pulsare malgrado tutto. Capace di pulsare oltre.    
Marika Guerrini

lunedì 24 settembre 2012

Libertà animale

...il mondo islamico brucia, ancora. Parole hanno attraversato l'etere, ieri, in diretta, Roma- Islamabad-Roma. E slogan si sono uditi contro gli States, contro Israele. E la voce ha detto: stanno sfilando, sono migliaia, ancora. La polizia fa cordone, vogliono raggiungere le ambasciate e la missione francese. Roma tace. Non c'è nulla che venga da dire. Non è la prima diretta, è da giorni ormai, oltre dieci.
Al di là dell'Atlantico, alcun regista ha voluto le immagini blasfeme, ha voluto darle al mondo, alcun produttore, alcun cristiano copto d'origine egiziana. Fandonie. Fandonie studiate a tavolino. Neppure alcun regista israelo-statunitense, come in prima versione. O forse sì, questo forse sì, ma non un singolo uomo, più, e non uomini ma agenti dei Servizi, i soliti Servizi. Americani, israeliani, in connubio, isolati, tutto forse sì.
Questa l'ipotesi che i fatti hanno reso tesi. E' probabile, molto, che la manovra sia una faida interna agli States ad indebolire l'attuale Governo prima delle elezioni. Mai dimenticare le elezioni americane, vi accade di tutto. Da sempre. Manovra voluta in alto loco dove si è deciso un cambio di guardia? Può darsi. Accordo tra Romney e Netanyahu? Può darsi.  Non c'è limite al possibile in quel mondo. E' una guerra fra draghi. Motivi sempre gli stessi. Obiettivo immediato come da attuale copione: Iran e tutto quel che si sa. 
Così la prima fase, poi la seconda: la francese idiozia. Invischiata in qualche maniera, consapevole, non si sa, quel che si sa è che basta poco, molto poco ad incastrare i francesi, basta stuzzicare la Libertà. E, sì, che hanno fatto una Rivoluzione senza capirne il senso.
Libertà, il motivo addotto alle mancate scuse, al mancato ritiro delle offese, eccetera eccetera. Libertà d'opinione, espressione, stampa, libertà di...Oh, se le idee avessero voce, se l'avesse la Libertà! Questa da noi addotta tutto è tranne che Libertà. E' un conato psicosomatico rivestito di retorica, etica, falso ideale, persino religione. E' libertà animale, perché l'animale è libero nell'ambito della propria istintività. Lui sì, l'uomo no. Questa, nostra, addotta tra intellettualismi e ipocrisia, questa, imprigionata nel circuito della psiche, anzi, degli psichismi, è libertà asservita alla natura priva di pensiero, per questo priva di Libertà. Questo è stato. E'. Mentre l'Islam brucia le bandiere d'occidente.
Marika Guerrini
immagine: Raffaello, San Giorgio e il drago.

martedì 18 settembre 2012

Afghanistan: la droga nel paese della luce

...e l'auto smontata per un sospetto di traffico d'oppio. E i resti dell'auto, gli avanzi. E costernazione e paura. Paura d'occidente in occhi d'occidente, giovani occhi di passaggio laggiù. Occhi sulla via del rientro attraverso Iran, Turchia, poi Grecia o Balcani forse. Era il 1976. Chi scrive era lì, su quella stessa linea di frontiera, in attesa d'attraversarla in senso inverso all'auto smontata, inverso alla giovane paura dell'ovest. Era legge afghana quella, legge sul traffico di droga. Legge severa, estrema. Daud Khan governava l'Afghanistan di allora, era la Prima Repubblica e il Governo era conservatore. E le donne frequentavano le scuole. E il velo era facoltativo. E gli aquiloni volavano. E la musica ritmava la vita. Ma la legge sul traffico di droga era estrema, pochi grammi di oppio in uscita dai confini e s'apriva l'inferno delle galere afghane. Legge applicata su tutta la linea di confine, in tutte le frontiere. L'oppio era una cosa interna, riguardava gli adulti, era tradizione adulta e al maschile ancor più. Chi riusciva nell'esportazione era per inganno, "fortuna" o attraverso le montagne. 
Poi i sospetti di giacimenti di petrolio e di gas nei fondali del Caspio: compagnie petrolifere principiano a muoversi, Unocal in testa. In contemporanea le azioni della Cia danno avvio all'architettura Usa-Nato, obiettivo: conquista della regione. 
Tutto viene valutato: Urss e Iran per iniziare. La Cia moltiplica i propri agenti nella regione, Iran  innanzi tutto, intanto spinge l'Urss all'occupazione dell'Afghanistan. E' il primo atto Usa-Nato. E' il 1978. La droga fa gola ma resta sullo sfondo, per ora, allo studio per farsi arma. 
E si fomentano rivolte in Iran, vedi cronaca recente ed attuale, e l'Impero Persiano si sgretola. Carter, presidente americano di turno, offre asilo a Shah Reza Pahlavi, non sarà vero, mentre la longa mano della Cia spiana la strada al sottovalutato, per ignoranza yankee,  Khomeini. e tira la trappola, da tempo preparata, all'Urss. Il topo viene intrappolato: carri armati sovietici entrano in Afghanistan.  E' il 1979. Armi Usa a profusione vengono vendute ai mujaheddin, Ben-Laden fa parte del pacchetto in un' unica confezione. La Storia si fa ancor più complessa. L'Alleanza del Nord di H.S.Massoud paga le armi agli Usa con gli smeraldi, altri con l'oppio.  La droga inizia a farsi arma e avanza a stringere Afghanistan e il vicino Pakistan, collaboratore, al tempo, degli Usa.  Anno 1981, a soli due anni dall'invasione sovietica, in Pakistan, a spese Usa, si aprono raffinerie per trasformare l'oppio in eroina mentre in Afghanistan, protetta dalla Cia, la coltivazione di oppio diretta ai mercati locali come da tradizione, si fa dispensa mondiale. Già allora ricoprirà oltre il 60% della richiesta degli States e gli eroinomani in Afghanistan e Pakistan dallo 0% passeranno al 20%. Il costo sarà tenuto bassissimo. Come ora.
Il decennio di occupazione sovietica è stata la culla in cui l'eroina s'è fatta dollaro per gli States, s'è fatta dollaro per non smettere mai lungo il successivo decennio fino ad ora. Dal 2001 con tutto quel che sappiamo. l'eroina è passata sotto l'ala protettrice Nato, facendosi ancor più fonte inesauribile che sgorga inesauribili flussi di dollari a sovvenzionare le azioni Usa-Nato. Tutte. Iniziando dalle armi ai mujaheddin, alla formazione dei taliban, agli addestramenti anche in patria americana, all'acquisto di droni, alle false rivoluzioni e così via. E' stato, è il profitto per eccellenza, da allora. Ora, ma da tempo, s'è allargata a tutti i paesi dell'Asia Centrale e regionali, Iran compreso, compresa la Russia. E' così che il paese della luce, lì dove le patrie galere s'aprivano per qualche grammo d'oppio in uscita, è stato reso, dai "portatori di civiltà" dispensatore di tenebra. Così, procurando al mondo il 90% di eroina sul mercato. Eppure questi giorni la cronaca fa sperare. No, non sono taliban travestiti da esponenti di forza di sicurezza, a provocare i recenti incidenti di rilievo, no, sono afghani, semplicemente afghani. Non si occupa l'Afghanistan uscendone vincitori, non è mai accaduto.  Il paese della luce ha reclamato sempre la propria storia. Sempre. Da sempre.
Marika Guerrini 
foto Barat Alì Batoor

giovedì 13 settembre 2012

occiriente non ci sta...

...no, occiriente non ci sta! Fiumi di parole ha già versato sulla farsa della Primavera Araba, sui reali motivi, le reali manovre, i reali, allora futuri ora attuali, frutti. Ha versato parole anche sul bestiale assassinio d'un uomo, più d'uno. Che avesse nome Gheddafi o altro non ha alcuna importanza. Peggiori di lui sono stati i suoi assassini, no, non gli esecutori, non solo, vittime a loro volta, ma i mandanti del caso. E occiriente ora non ci sta! Fiumi di parole ha già versato sulla realtà di al-Qaeda, sulla realtà della sua formazione, i suoi fondatori, i reali contatti con gli States. Fiumi di parole ha già versato sulla realtà della Cia, sull'infamia delle azioni blasfeme, che si mostrino in video, in foto o restino nascoste al mondo e ignorate dai media, anche questo non ha importanza. Quel che importa è che il mondo è saturo. Saturo di menzogne, di intrighi,  di false piste, falsi indizi, falsi eroi, falsi provocatori come questo Sam Bacile, autore del recente video blasfemo. Provocatori costruiti all'uopo per azioni e reazioni provocate all'uopo. Saturo delle parole di vendetta, minaccia. Puntuali, scontate. Saturo di vittime innocenti o colpevoli che siano. E occiriente non ci sta, stavolta sulla Libia ed oltre non ci sta. E  riporta lo stralcio d'una pagina tratta da un libro in via di stampa, stralcio da occirente già citato o forse no e se sì lo ripete. Stralcio in cui al vaticinio di Cassandra viene affidata la verità, stralcio in cui, rivolta all'occidente, il vate dice: 
"...se pur fosse vero il Jihad, come voi volete intenderlo, non è per il Jihad che siete in Afghanistan, siete stati in Iraq, vorreste andare in Iran, destabilizzare il Pakistan, circuire l'India. Come non fu per motivi ideali che gli Achei vollero combattere Troia. Ma per traffici e danaro. Così voi. E se vi sia stata, vi sia, vi sarà offesa, risposta contraria al vostro mondo, se vi saranno vittime tra voi, sarà solo il rinculo dei vostri fucili."
Sì, il piano in cui è slittata l'umanità di questo tempo non si può non chiamare sub-umano. Forse la storia umana non ha mai raggiunto tale gravità. Mai questo piano al cui livello coloro che minimamente comprendono, soffrono l'impossibilità del compromesso con quanto assume maschera umana, dimensione umana, dialettica umana, senza essere più umano. Senza averne più nulla. Ma anche di questo occiriente ha già parlato.
Marika Guerrini