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| Locandina... * |
...pagine sparse. Pensieri. Idee. Riflessioni. Pagine di scrittore. Fogli strappati a taccuini. Segnati a pennino. Ad inchiostro. Pagine digitate poi. Dopo. E parole scorreranno in esse... Pagine da condividere. Pagine oltre...
domenica 28 dicembre 2025
La leggenda di Yalda e Mithra
mercoledì 12 novembre 2025
Umanità tra Luce e Tenebra
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| Louvre- Arcangelo Michele uccide il drago- XII sec. |
... chi con apertura di spirito, giunga per la prima volta nella terra dei faraoni, resta stregato, è accaduto anche a me. Stregata dalle sue pietre, dalle fertili rive, dal biancore dei suoi piccoli asini, dalle oasi verdeggianti, persino dal pericolo degli scorpioni nella sabbia. Se poi è l'oasi di Siwa ad accoglierti sorgono dubbi sul tuo ripartire, lasciare quel luogo insieme antico e fuori dal tempo, le sue tradizioni, i suoi costumi, le credenze, i riti magici del passato e del presente, le piante medicinali, le arti curative, i bagni di sabbia ed i proverbi della sua gente. Ma non sapevo quanto il mio sostarvi per giorni mi avrebbe spronato a nuove ricerche, ampliato conoscenze antropologiche così come gli studi di egittologia per far emergere nuove riflessioni. E' un luogo unico Siwa, la si potrebbe raccontare per ore, ma non è soggetto di questa pagina, lo è invece una piccola scoperta che l'oasi mi mostrò, che prese forma e significato al rientro in Italia. Ma procediamo.
Custodita in una teca del locale museo un frammento di pergamena, quasi nascosto da un'anfora votiva, riportava caratteri che la conoscenza della Linguistica mi fece supporre appartenessero all'Antico Aramaico e, come fosse cosa scontata: traccia di un vangelo apocrifo? questo fu il mio pensiero immediato. Incuriosita, cercando di riportarne fedelmente i caratteri, copiai quei frammenti di parole sul taccuino per poi proseguire l'interessante visita tra dipinti faraonici, sarcofagi e reperti d'ogni tipo. Al rientro in Italia, ripreso l'appunto ricercai su testi inerenti per sapere di più su quel frammento di pergamena, emerse così la non remota possibilità di appartenenza ad antichi scritti cristiani dell'origine rinvenuti nei pressi di Luxor nel 1945, quindi a circa 1000 kilometri da Siwa. Lì infatti erano stati ritrovati testi di vangeli apocrifi. E fin qui nulla di straordinario, la cosa invece che mi incuriosì fu la traduzione di quei pochi frammenti di parole, in pratica due termini segnati in stretta successione: Ohr e Chosheq ovvero Luce e Tenebra. Da qui un fluire di pensieri anche sulla coincidenza del ritrovamento con la fine della Seconda Guerra Mondiale. Sì, certo, la fantasia galoppa in certi casi, ma era come se questa coincidenza parlasse da sé. Da allora ricerche e studi su particolari "coincidenze" storiche materiali e immateriali mi hanno mostrato sempre ovunque l'emergere dell'eterno enigma che da millenni pone l'uomo dinanzi alla scelta tra Luce e Tenebra, come fosse, e sia, dramma cosmico. Il motivo si presentava, e si presenta, sempre uguale a se stesso, vario solo asseconda del luogo, del tempo, dell'evoluzione e così via e sempre mostra oltre la contingenza del suo immediato, l'angoscia dell'Uomo incatenato alla materia, la nostalgia per la perduta patria originaria immateriale. La dimenticanza dell'Universo di provenienza. Ed è questo leitmotiv che si sta vivendo: guerre militari e civili, dilagare di ordigni bellici d'ogni tipo in ogni dove, armi materiali e immateriali, visibili e invisibili. Nelle guerre e con esse, ma anche prima e dopo di esse, la perdita della memoria storica, dei suoi bagagli, degli insegnamenti, la perdita d'ogni tipo di valore, che sia culturale, morale o spirituale nulla varia così come non varia la trasformazione di virtù in difetti e forze costruttive si fanno forze distruttive. E non varia il divulgarsi dell'istinto, moto privo di pensiero cosciente che accomuna l'uomo all'animale agendo però spogliato dell'innata naturale saggezza animale. Non varia la perdita d'ogni etica sociale o singolare che sia, né l'acuirsi dell'umana fragilità da cui originano angoscia, paura, incertezza, codardia, ipocrisia tutto all'insegna della menzogna ovunque e sempre a cancellare il vivente mondo dei pensieri costringendoli al proprio riflesso, sì che in ogni singolo si annebbi o scompaia la memoria dell'origine trascendente sua propria pur se, inconsapevole, continua ad anelare alla soluzione del suo stesso dramma, allo scioglimento di quell'eterno enigma che urge, urla risoluzione, urge, urla la scelta tra Ohr e Chosheq. Sì, urla perché nei millenni mai come ora, oggi, qui, la potenza della Chosheq ha manifestato la sua esplicita presenza invadendo ogni campo dell'Umanità, usando qualsiasi mezzo, non ultima l'eliminazione delle forze spirituali attraverso medicamenti mirati a questo, mascherati da aiuto umanitario, progresso, avanzamento tecnologico, "sempre a sfondo umanitario". Menzogna! E' così che questa "benevola" presenza si esplicita ancor più nell'indebolimento, quando non annientamento, del futuro attraverso coloro che lo incarnano, lo proiettano: infanzia e adolescenza. E allora il potenziarsi dilagando di armi silenziose divulgate da quella società corrotta e serva della Chosheq, Tenebra in opposizione alla Ohr, Luce. E si moltiplicano crimini d'ogni tipo, che siano indirizzati verso se stessi o altri nulla cambia all'impulso di provenienza suggerito da errata, spesso immorale, educazione così come da sostanze allucinogene o impulsi mediatici. In questo mare di menzogna si fa sempre più strada l'avere un'opinione più che lottare per conoscere la verità. Nulla cambia!
Eppure, in questo avanzare distruttivo dell'Umanità, qualcosa si presenta al pensiero e allora si scorge il sacrificio della Luce che accoglie la caduta dell'Umanità in principio sovrana ora umiliata a servigio della Tenebra e mentre pregiudizio, ignoranza e paura favoriscono la Chosheq, può accadere che dalle sabbie del Tempo, come nell'oasi di Siwa, frammenti di pensiero si mostrino per essere decifrati da chi decida, dissipando il velo che la copre, di scrutare nella realtà al fine di scorgervi la verità, in tal modo permettendo all'Uomo distratto, quando non auto incatenatosi, lo scioglimento del suo stesso dramma nel dìssolvere l'antico enigma sì da creare il varco che permetta all'Umanità di scorgere l'indistruttibile potenza della Ohr, la Luce che alcuna Tenebra alfine potrà mai annientare se l'Uomo ritrova il contatto con la parte immateriale, superiore, la parte che in sé lo collega all'Universo. Ma deve volerlo. Qui la sua libertà.
Marika Guerrini
martedì 2 settembre 2025
Occidente -storici corsi e ricorsi
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| Zeus - antica stampa-Olimpia |
... " Quando l'Occidente perirà, e perirà, quando il papa snaturerà del tutto Cristo, suscitando così l'ateismo nell'Umanità occidentale paganizzatasi..." 1) così Fëdor Dostoevskij predice il declino dell'Occidente sottolineando, come sempre nei suoi scritti, l'umana responsabilità. A noi ora la riflessione su questo impellente passaggio, questa possibilità, riflessione che volge lo sguardo all'antico, dal caos primordiale di Kronos al cosmo ordinato di Zeus. Ritorna così il dominio della ragione olimpica che poneva il problema del rapporto tra uomini e Dei, tra il fluire del tempo in cui scorre la vita e l'eterno presente, tra caos e ordine. E' lì che l'Occidente si trova in questo nostro tempo, tra l'oscuro mondo delle origini e l'impulsare della coscienza che urge rinascere. Ora qui, novello Prometeo, Occidente indica la rupe che lo tiene prigioniero, indica agli uomini tutti la roccia da scolpire. Altresì ricorda che dall'attuale condizione umana, pur nell'angoscia di viversi prigioniera di un destino come fosse predefinito, possa affiorare la libera volontà delle scelte consapevoli, possa sorgere, dal tesoro della memoria risvegliata, l'impulso a conoscere, o riconoscere, le insite umane qualità superiori di contro al dilagante titanismo selvaggio. Altro non c'è tra le quinte degli attuali accadimenti manifestantesi nel nuovo e nel vecchio Occidente, nonché in terre ad esso confinanti e da esso manovrate se pur in geografia d'Oriente. Altro non c'è che un mostruoso agire al fine di annientare la Forza propria ad ogni essere umano, la Forza che fa dell'uomo un essere divino oltre la materia di cui è visivamente costituito. Che fa dell'uomo un Io, unico suono esistente che l'uomo possa riferire solo a se stesso. Invece, per dimenticanza, il vecchio Occidente, il cui cuore pulsava in Europa, ché il nuovo non ha capacità alcuna e per tradimento e per ignoranza checché se ne pensi o si dica, dimenticando la missione giuntagli in antico da Oriente e affidatagli dalla Storia per l'evoluzione dell'intera Umanità, si ostina nell'accusare altri del proprio declino.
sabato 21 giugno 2025
Iran-Israele: nihil sub sole novum *
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| Ciro II di Persia libera gli ebrei dall'esilio babilonese sì che ricostruissero Gerusalemme ** |
https://occiriente.blogspot.com/2020/01/le-strade-di-teheran-e-la-storia-prima.html (I parte)
https://occiriente.blogspot.com/2020/01/le-strade-di-teheran-e-la-storia.html (II parte)
https://occiriente.blogspot.com/2019/05/tehran-come-baghdad.html
https://occiriente.blogspot.com/2018/03/nawruz-1397-capodanno-persiano-2018.html
note
** Miniatura di Jean Fouquet (Tours-1415/20-1481).
giovedì 8 maggio 2025
Palestina il volto di Abele
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| Suleiman Mansour - Donna che porta Gerusalemme- 1997 * |
giovedì 6 marzo 2025
Oriana Fallaci e la fallace miniserie in onda su Rai1
... ad interrompere il silenzio di occiriente protrattosi per circa novanta giorni, ecco che si è presentato un motivo insolito per le sue pagine, ma altrettanto valido in un tempo quale l'attuale in cui il mondo ondeggia tra guerra e pace, per dirla con Tolstoj. In cui quotidianamente i media, tranne eccezioni, divulgano ipocrisia, menzogna, approssimazioni, tutto ed oltre riportato quali verità. Il vaso è colmo. A coronare il vaso italiano si addiziona la Rai, Radio Televisione Italiana, con una miniserie in onda sul suo primo canale. La miniserie titolata "Miss Fallaci" narra la vita della nota giornalista Oriana Fallaci (1929-2006). Bene, si sarebbe portati a pensare e a chiedersi: chissà cosa sarebbe scivolato dalla sua bella penna circa il gioco delle parti in onda tra i protagonisti della geopolitica in massima parte occidentale. Ma questo pensiero resterebbe privo di risposta. Per potersi rispondere avrebbe bisogno di conoscere la giornalista, comprendere la sua vita, il suo modo di porsi nel mondo, il quid al di là dell'apparenza. Elemento decisivo questo che, nella miniserie a lei dedicata, viene deviato, deluso, quando non susciti dissenso e rabbia. Quella rabbia ben conosciuta dalla Fallaci, ma al contempo accompagnata da amore, un amore che non vuole mostrare, forse neppure dichiarare a se stessa. Per potersi rispondere bisognerebbe conoscere la giornalista Oriana Fallaci nella sua profondità. Conoscere la sua complessità, l'acume, il suo essere vigile, la sfrontatezza, la ribellione e altrettanto la passionalità narrativa, il suo coraggio, la ricerca della verità, il carisma, sia che fuoriuscisse da parole scritte o suoni verbali. Bisognerebbe, come lei, muoversi tra spregiudicatezza e pregiudizio, saper con la penna graffiare o accarezzare, ferire o amare, gioire o soffrire. Bisognerebbe poter penetrare anche nella potenza del dolore che viveva in lei. Sì, conoscere anche questo, il dolore, come quello per un figlio mai nato o un figlio perduto.




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