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giovedì 8 dicembre 2016

bambini in volo sulle note di Takhur

... ancora bambini, venti, forse più, lasciano la terra alle soglie di questo Natale del 2016. Ancora raid aerei, ancora la coalizione a guida statunitense, ancora un mercato affollato, ancora civili, ancora innocenti, ancora nostra la responsabilità. La colpa. Perché di questo si tratta. L'Italia deve dire basta. Il deve va sottolineato. Deve uscire dal circuito delle responsabilità belliche. Perché di questo si tratta. Ma ora, dedichiamo la pagina ai bambini volati in altro mondo a trasformarsi in stelle, lasciamo alla seguente l'ennesima analisi sulla complicità bellica italiana a dispetto di Sovranità e Costituzione, torniamo al pensiero dei bambini, questa volta di Al-Qaim, Iraq, confini con la Siria e accompagniamo il loro luminoso volo innocente con le note poetiche di Rabindranath Takhur, in occidente Tagore, che abbiamo tradotto per voi.

 " Nessuno sa da dove viene il sonno
che aleggia sugli occhi dei bambini?
Sì. Si dice che abiti laggiù,
in un villaggio incantato, dove,
tra le ombre di una fitta foresta, 
fiocamente illuminata dalle lucciole, 
due timidi splendidi fiori pendono.
Ecco da dove viene il sonno 
a baciare il sonno dei bambini.

Nessuno sa dove nacque il sorriso
che fluttua sulle labbra dei bambini addormentati?
Sì. Si dice che un pallido giovane 
raggio di luna crescente,
abbia accarezzato il lembo 
d'una nuvola autunnale e leggera,
così, nel sogno d'un mattino umido di rugiada,
per la prima volta nacque il sorriso
che fluttua sulle labbra dei bambini addormentati.

Nessuno sa dove a lungo si nascose
la dolce e tenera freschezza
che fiorisce dalle membra dei bambini?
Sì. La portava nel cuore silente, 
colmo del delicato mistero d'amore,
la madre ancora giovinetta.
Lì sbocciò la dolce e tenera freschezza 
che fiorisce sulle membra dei bambini".

Marika Guerrini


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