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mercoledì 7 giugno 2017

Herāt ieri e oggi

Herāt- Moschea del Venerdì
... " Da taccuino 
Sto per lasciare l'Afghānistān E' il giorno della partenza. Nel primo pomeriggio salirò sulla corriera. Lascerò questa Terra alle mie spalle. Lentamente.... mi sento spaesata come non sapessi dove andare. Non avessi dimora da raggiungere. Tornerò a Mashād, in Iran. E' diverso.... Ancora trenta giorni poi l'aereo. Italia. Occidente. Tornare a casa è così strano. Ora. A casa, ma qual'è la mia? Devo ricordarmi di indossare l'orologio... 
...Sono stata alla piazza della Moschea. E' sempre così strabiliante vedere le sue cupole confondersi col cielo... E' così strano ora dover partire... Devo ricordarmi di salutare Hussein.... Mi saluterà con un inchino, un Salam Aleikum. So che sarà triste.
Dirò che tornerò. Inch Allah
No, l'oriente non è imperturbabile se sei in contatto con esso.
E' stato un attimo nella piazza della Moschea. In un attimo s'è alzata la polvere. E' venuta da una delle strade che fanno da raggiera. Nella polvere un cavallo. Sul cavallo un uomo avvolto in un chapan multicolore. E' entrato al galoppo nella piazza. Portava un fucile a tracolla. Siamo in estate. Fa caldo. Quaranta all'ombra. Me l'ha detto Hussein. Il mio amico Hussein. La lanterna di questi miei giorni.
Il cavaliere aveva un turbante azzurro. Come le cupole. Il cielo.
Ha fatto un giro della piazza. Al galoppo. Tra la polvere.
Per qualche istante mi si è fermato davanti. 
Aveva un volto serio. Bellissimo. Di quelli tagliati come piacciono a me.
Ero seduta in terra. Sui gradini d'una bottega chiusa. Come faccio spesso. Mi piace star così, respirare l'atmosfera. Sotto l'azzurro. 
Lo farò anche domani. Voglio farlo.
Poi ha impennato il cavallo. E' andato via. Da dov'era venuto.
Sono rimasta nella scia della sua polvere.
Mi crederanno quando lo racconterò nella terra in cui sono nata?
Stamattina ho salutato questa terra. Questa mia terra.
 Anzi mi ha salutata lei. 
Aveva sembianze di cavaliere. Come nelle fiabe. 
Chissà se mi crederanno.
Tornerò presto.
Mi mancherà.
Non mi volterò indietro quando sarò sulla corriera.
Guarderò solo la polvere del deserto. La bianca polvere.
Guarderò solo avanti. Verso il tramonto.
Mio Dio quanto mi mancherà!...   
                                                                             Herāt, estate afghana 1976 " (*)

Questa mattina un boato ha scosso la piazza della Moschea, ha scosso le sue cupole azzurre. I suoi minareti. Ad ora sono sette i morti, ignoto il numero dei feriti.
 Alcun cavaliere è giunto al galoppo. Ha sostato. Ha impennato il cavallo. E' andato via nella  bianca polvere. Ed io non ero seduta in terra. Sui gradini d'una bottega chiusa. Questa mattina v'era fumo nella piazza della moschea. Tanto fumo. Soltanto.
                                                                              Herāt, estate afghana 2017. 
Marika Guerrini

(*) brano dello stesso autore da "Massoud l'Afghano il tulipano dell'Hindu Kush", Venexia 2005



         

2 commenti:

  1. Bellissimo questo passo. Il cavaliere il cavallo la polvere tu seduta sugli scalini...Tutto ,ora come allora quando l'ho letto..Immagine indimenticabile

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