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martedì 7 giugno 2011

Primavera Araba

...come da dizionario storico mediatico futuro:
Primavera Araba 
Insurrezione a mano armata di alcuni paesi del Medio Oriente e del Nord Africa, dal febbraio del 2011 al... sine tempore (ma su questo non v'è certezza). I popoli interessati avevano diversa storia, diverso costume, appartenevano a diverse etnie, con caratteristiche culturali, sociali ed economiche diverse e persino diverso continente. Denominatore comune il credo musulmano e neppure, data la presenza di altre religioni, forme di cristianesimo incluse. I motivi addotti e le modalità d'insurrezione sono stati gli stessi. Primavera detta Araba per superficialità, ignoranza e convenienza. Elementi portanti del tempo in questione.


Ma ora, adesso, nel tempo in questione, la parola primavera è ancora sinonimo di risveglio, di speranza, di trasformazione. Il solo pronunciarla tinge le menti di colori pastello, evoca armonie floreali e profumi che, aeriformi, inebriano il tepore di giorni sottratti alla tenebra. Giorni che sciolgono il torpore dell'inverno nell'espandersi del respiro.  Se poi la parola è accompagnata da, araba, allora si arricchisce di esotismo, fascino, avventura come da Mille e una Notte. 
E' così che la Primavera Araba  si fa leggerezza dal suono piacevole. Accade nell'attimo primo, quello dell'ascolto, della pronuncia, dell'illusione terminologica. Evocatrice. E lì il sinonimo assume significati quali libertà e democrazia. Ma altro non è che maya, come nelle  antiche scritture indiane, la grande, universale illusione che con un velo copre le menti degli uomini. E può divenire tutto: inganno e frode, menzogna e raggiro. Per questo tutto può armarsi. O meglio, essere armata.
La Primavera Araba è stata voluta altrove. Sì, certo, il tempo autunnale della semina, quello invernale della concimazione, ha trovato terreno adatto ad essere fertilizzato. Ha trovato innanzi tutto uno squilibrio di sviluppo tra la scolarizzazione di massa e lo sbocco lavorativo, ha trovato un altissimo tasso di disoccupazione giovanile, come in Italia, in società in cui la natività è molto alta, diversamente che in Italia. Ha trovato un'altissima speculazione finanziaria, come in Italia, dovuta alla globalizzazione. La più grande idiozia del XXI secolo. Poi il web con la capillare diffusione dei malanni e della decadenza etica, morale, di costume di un occidente, che si avvicina al dessert più che alla frutta, ha fatto il resto.
Non si creda alla fandonia che a causare il tutto siano stati i vari Mubarack, Assad, Ben Alì e così via, e neppure Gheddhafi, che richiede un capitolo a sé. No, loro hanno solo contribuito alla fertilità del terreno. Hanno solo fornito la facciata. Strano a dirsi, ma in loro si riscontra una certa ingenuità geopolitica internazionale avallata da tradimenti e falsità. 
La Primavera Araba ha iniziato ad essere seminata a ridosso dei primi anni di guerra in Afghanistan. Poi ha trovato associati interessati e partecipi alla concimazione. Tutto qui. 
La prochaine fois, per dirla con i francesi, occiriente sorvolerà la Primavera Araba. Si affaccerà alla finestra di questa nostra attualità storica. Ad osservare dall'alto il suo cammino.
Marika Guerrini




     

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