Follow by Email

sabato 7 giugno 2014

Siria e il suo Popolo Sovrano


... cinque e mezza di mattina dopo una notte di studio, era come fossero le tre, stamattina, ma va bene così. Lo squillo del Viber, ha segnalato la chiamata internazionale, poi la voce di Farajallah nella pronuncia del suo nome per esteso, non come sempre: Faraj. Non mi dà tempo di fiatare che: Désolé pour le moment, Madame Guerrini, mais ici  il est un de mes amis, on appelé... et il veut parler avec toi, c'est possible? désolé à nouveau, Madame. Soliti miei attimi per realizzare e: oui, bien sûr, poi: rien, j'étais éveillé, ho mentito. Ancora parole di scambio, poche, chiedo delle elezioni, dice bien, mais la violence ne s'arrête pas. Non dice altro. Uno sbadiglio liberatorio è sopraggiunto nell'intervallo tra la voce di  Faraj e quella del suo amico, l'ho soffocato d'impulso.
"... da che sono qui ho ripreso a scrivere, lo faccio di notte, così la mente non crea l'eco degli spari nel sonno, della gente che muore...", qui dove, da dove ha chiamato, Faraj? Non lo so, non lo chiedo. Parla francese anche lui, l'amico, ha un ottimo accento e proprietà di linguaggio mentre la voce tradisce la giovinezza, gli chiedo quanti anni abbia: vingt-cinq ans, risponde, venticinque. Mi dice che scrivere è la sua passione, che ha pubblicato un libro di poesie quando aveva venti anni, una raccolta, che ora sta scrivendo dei racconti, dice che non vuol lasciare il suo paese, che i genitori sono a Beirut con suo fratello minore. Ora mi è evidente che siano in Siria, dove non so, ma non ad Aleppo dov'era Faraj di recente, sono sicura. Gli domando se c'è qualcosa che vuol dirmi, qualcosa che vuole io scriva. Per qualche minuto non parla, forse qualche secondo, ma sono lunghi, poi: signora scrivi che noi non siamo così, come ci vedete voi, che la violenza ha invaso la nostra vita, che la violenza ha preso il posto di Dio, che la Siria era civile prima, che vogliamo di nuovo una società civile..., poi tace, suppongo un'interruzione del Viber, ma no, riprende: non volevano farci votare, al mio, chi: lanciavano missili dove si andava a votare, e avevano tolto anche l'acqua, già nei giorni precedenti, ma siamo andati lo stesso, signora, siamo andati..., Dice altre cose che tengo per me. Mi ripassa Faraj. Faraj conferma tutto. Ci salutiamo. Non so dove siano, non l'ho chiesto, non importa.
Titola il Time: La farsa delle elezioni in Siria incorona Assad"; mentre un servizio della Cnn: "Siria stretta dai venti di guerra"; e il Daily Mail: "un insulto ai siriani e alla democrazia"; e Reuters agenzia stampa: "coloro che hanno boicottato il voto ora hanno paura"; per non parlare di John Kerry: "voto senza senso" e poi ha invitato la Russia e l'iran a " metter fine al conflitto". Perfetto! E' perfetto qui il vecchio detto italiano fattosi ritornello in suono slang: il bue dice cornuto all'asino. 

Non v'è stata elezione o tentativo di, in questi ultimi anni, in questi paesi di guerra e rivolta, non v'è stata elezione che non sia stata frutto di manovre internazionali ad uso e consumo, non ve n'è stata una, dall'Afghanistan all'Ucraina, passando per l'Africa e la buffonata della Primavera Araba.
Con obiettività abbiamo seguito Sayyed Hassan Nasrallah, capo degli Hezbollah, che definendo "storica" l'elezione siriana a gran voce popolare, ha esortato le fazioni in guerra a porre fine allo spargimento di sangue e muoversi verso il dialogo: coloro che vogliono lavorare per una soluzione politica, devono parlare con lui ( al Hassad), negoziare con lui e raggiungere una soluzione con lui. 
I Network occidentali, rendendosi ridicoli, stanno impazzendo pur di capovolgere questa realtà. E la realtà è che il popolo siriano, quello superstite, quello assente dalle statistiche  britanniche, statunitensi e dai fanalini di coda europei per cui i morti in Siria sono morti solo se procurati dal governo, hanno scelto, sì, scelto, e chi con onestà storica, abbia seguito questo popolo, ne aveva certezza: il popolo vuole Bashar al-Hassad per ricostruire il proprio paese, i fuoriusciti vogliono rientrare nel proprio paese, il popolo siriano vuol riprendersi la propria vita, non vagare per mari e monti  a dover giustificare la propria esistenza alla nostra ignoranza. 
Gli verrà permesso, Stati Uniti, Francia, ad intervalli Turchia ed altri del momento, sospenderanno gli addestramenti in Qatar e altrove, per le ingerenze sanguinarie in Siria, ritireranno dalla Siria i cani mercenari? e ancor più, un certo occidente sta prendendo consapevolezza che l'annoso cordone di morte inizia a ritorcerglisi contro? A noi tutto questo è venuto a noia.
Marika Guerrini 
foto dal Web

Nessun commento:

Posta un commento