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domenica 15 gennaio 2012

Afghanistan e subumano -I parte-

Afghanistan...e lo sguardo si fa lontano...
"...nella leale battaglia che ora è iniziata, vogliamo combattere solo secondo le norme da sempre in uso. Chi solo con parole combatte con parole sarà combattuto, né mai si dovrà dar la morte a chi dalla lotta è già uscito. Un cavaliere combatte soltanto con un cavaliere, e fante con fante, elefante con elefante e carro con carro. Si lotta con tutte le forze come può e vuole un uomo leale, che mai assale il nemico affranto, né senza avvertirlo...".
E' così che occiriente risponde alle azioni di quell'agglomerato subumano che si muove sotto la bandiera a stelle e strisce. E' così che risponde, con uno stralcio del Libro I del Mahabharata. Il libro delle origini di quelle genti su cui ancora una volta si è perpetrata dissacrazione di quanto vi sia di più sacro sul pianeta: il corpo umano. Corpo a cui era stata già tolta la vita. Corpi giacenti, inermi, lordati da secrezioni renali di esseri mimetizzati dietro umane parvenze che con il loro operato offendono la ferocia di altri esseri: le belve. Quest'ultime essendo pure nel loro agire. E' così che occiriente risponde a questa patologia infettiva che da oltre dieci anni compie  nefandezze di tal genere. Queste azioni non sono eccezioni, non episodi rari, sporadici, sono quotidianità per quelle genti private tutte, vivi e morti, della propria vita. Ma noi dimentichiamo. E Abu Graib il luogo degli orrori iracheni è stato dimenticato e Guantanamo è dimenticata. Eppure quei corpi violati uccisi senza esser morti che una belva al femminile teneva al guinzaglio e su cui affondava il piede sono esistiti. E i prigionieri che nel gennaio del 2002 coperti da tute arancioni, i volti coperti da cappucci neri e catene ai polsi alle caviglie come schiavi della migliore tradizione americana sono stati trasferiti dall'Afghanistan a Guantanamo sono esistiti. Esistono. No, non  dovrebbero essere abbandonati i ricordi, i nostri. Dovrebbero farsi conoscenza. Ma non è così. E la  quotidianità di atroci subumane azioni continua ad essere perpetrata nascosta al mondo d'occidente. L'altro, quello dell'altro emisfero, quello ad oriente sa. Sa delle dissacrazioni le menzogne gli orrori.Tutti. Sa mentre noi dimentichiamo. Ma forse ora. Solo per ora. Si spera.
"...un uomo leale che mai assale il nemico alle spalle..." Per non dimenticare.
Marika Guerrini
foto di Barat Alì Batoor

2 commenti:

  1. le tue parole riescono a esprimere molto bene la nausea che ho provato di fronte a quelle immagini;se in guerra si è,come cantava Ungaretti,fratelli,perchè il nemico è comunque un compagno di sventura,che dire di questi barbari di questi nuovi barbari resi incivili da una cosiddetta civiltà tecnologica completamente asservita al nuovo spaventoso culto del potere?

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  2. ...che dire? Semplicemente che non conoscono l'essere fratelli di Ungaretti. Non possono conoscerlo perché ciò con cui sono stati cresciuti educati poi addestrati etc., il nutrimento sottile con cui vengono alimentati nulla ha a che vedere con l'AMORE per il Prossimo. A partire da se stessi. Si ha la sensazione di trovarsi davvero dinanzi alla nascita di una nuova specie, una specie subumana. Ma questo è stato preparato, formato nel tempo. E' un risultato. E', ma non solo,l'assenza di ideali superiori, ideali che non soddisfino meramente i bisogni fisici e fisiologici, è il risultato di forze distrutte, recise nell'infanzia. Occiriente non crede che quegli esseri siano del tutto consapevoli. Ritiene che il loro livello di coscienza sia minimo, se pur ci sia. Ma potremmo parlarne per ore. Ci basti pensare che in fondo sono disperati proprio perché asserviti alla bestialità, al subumano, appunto. Forse è pietà che bisognerebbe provare benché la pietà non escluda la condanna dell'azione, anzi, la sottolinei, la evidenzi.

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