.." Fede cuore ragione non sono tre aspetti di ogni individuo. Sono ogni individuo. Non esistono divisi e forse non esistono del tutto, tranne che tutti insieme e si chiamano uomini". Questo l'incipit dell'Afghanistan di Lorenzo Merlo. L'incipit di questo libro fotografico ora qui, sul mio tavolo. Un incipit bello significante e soprattutto vero. Un libro mobile di volti di luoghi di storie. Storie che s'affacciano dagli sguardi, che siano afghani o d'occidente. Che indossino shalwar, pakol turbanti colbacchi burqa ciador, tutto d'ogni tipo d'ogni foggia, a seconda dell'etnia dell'età della posizione sociale, o indossino mimetiche divise assenti d'ogni evidente distinzione, assenti d'ogni individualità, omologate, omologanti. Storie che s'affacciano a raccontare mondi. E contrasti emergono. Emergono a sottolineare l'assurdità di un ignobile conflitto.
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Così di pagina in pagina di immagine in immagine, Lorenzo Merlo racconta gli interrogativi dell'Afghanistan. Quello di ora, oggi, del dopo l'antica vita. Ma non solo, ché dal racconto s'affaccia, se pur segnata sofferta, l'identità di quella terra. La sua bellezza. E s'intuisce nei gesti nei moti immobilizzati. E si percepisce la possibilità d'una rinascita benché remota possa essere, benché possa pensarsi incredibile. E si racchiude nei luoghi sui volti nelle atmosfere nelle magie nei silenzi nella polvere bianca d'una terra sacrificata che, senza negarle rispetto, gli attenti scatti testimoniano. Sinceri. Immediati.
Marika Guerrini
foto tratte da
"Afghanistan Fede Cuore Ragione", di Lorenzo Merlo, ed. Victory Project Book, Milano 2011
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