Follow by Email

martedì 18 settembre 2012

Afghanistan: la droga nel paese della luce

...e l'auto smontata per un sospetto di traffico d'oppio. E i resti dell'auto, gli avanzi. E costernazione e paura. Paura d'occidente in occhi d'occidente, giovani occhi di passaggio laggiù. Occhi sulla via del rientro attraverso Iran, Turchia, poi Grecia o Balcani forse. Era il 1976. Chi scrive era lì, su quella stessa linea di frontiera, in attesa d'attraversarla in senso inverso all'auto smontata, inverso alla giovane paura dell'ovest. Era legge afghana quella, legge sul traffico di droga. Legge severa, estrema. Daud Khan governava l'Afghanistan di allora, era la Prima Repubblica e il Governo era conservatore. E le donne frequentavano le scuole. E il velo era facoltativo. E gli aquiloni volavano. E la musica ritmava la vita. Ma la legge sul traffico di droga era estrema, pochi grammi di oppio in uscita dai confini e s'apriva l'inferno delle galere afghane. Legge applicata su tutta la linea di confine, in tutte le frontiere. L'oppio era una cosa interna, riguardava gli adulti, era tradizione adulta e al maschile ancor più. Chi riusciva nell'esportazione era per inganno, "fortuna" o attraverso le montagne. 
Poi i sospetti di giacimenti di petrolio e di gas nei fondali del Caspio: compagnie petrolifere principiano a muoversi, Unocal in testa. In contemporanea le azioni della Cia danno avvio all'architettura Usa-Nato, obiettivo: conquista della regione. 
Tutto viene valutato: Urss e Iran per iniziare. La Cia moltiplica i propri agenti nella regione, Iran  innanzi tutto, intanto spinge l'Urss all'occupazione dell'Afghanistan. E' il primo atto Usa-Nato. E' il 1978. La droga fa gola ma resta sullo sfondo, per ora, allo studio per farsi arma. 
E si fomentano rivolte in Iran, vedi cronaca recente ed attuale, e l'Impero Persiano si sgretola. Carter, presidente americano di turno, offre asilo a Shah Reza Pahlavi, non sarà vero, mentre la longa mano della Cia spiana la strada al sottovalutato, per ignoranza yankee,  Khomeini. e tira la trappola, da tempo preparata, all'Urss. Il topo viene intrappolato: carri armati sovietici entrano in Afghanistan.  E' il 1979. Armi Usa a profusione vengono vendute ai mujaheddin, Ben-Laden fa parte del pacchetto in un' unica confezione. La Storia si fa ancor più complessa. L'Alleanza del Nord di H.S.Massoud paga le armi agli Usa con gli smeraldi, altri con l'oppio.  La droga inizia a farsi arma e avanza a stringere Afghanistan e il vicino Pakistan, collaboratore, al tempo, degli Usa.  Anno 1981, a soli due anni dall'invasione sovietica, in Pakistan, a spese Usa, si aprono raffinerie per trasformare l'oppio in eroina mentre in Afghanistan, protetta dalla Cia, la coltivazione di oppio diretta ai mercati locali come da tradizione, si fa dispensa mondiale. Già allora ricoprirà oltre il 60% della richiesta degli States e gli eroinomani in Afghanistan e Pakistan dallo 0% passeranno al 20%. Il costo sarà tenuto bassissimo. Come ora.
Il decennio di occupazione sovietica è stata la culla in cui l'eroina s'è fatta dollaro per gli States, s'è fatta dollaro per non smettere mai lungo il successivo decennio fino ad ora. Dal 2001 con tutto quel che sappiamo. l'eroina è passata sotto l'ala protettrice Nato, facendosi ancor più fonte inesauribile che sgorga inesauribili flussi di dollari a sovvenzionare le azioni Usa-Nato. Tutte. Iniziando dalle armi ai mujaheddin, alla formazione dei taliban, agli addestramenti anche in patria americana, all'acquisto di droni, alle false rivoluzioni e così via. E' stato, è il profitto per eccellenza, da allora. Ora, ma da tempo, s'è allargata a tutti i paesi dell'Asia Centrale e regionali, Iran compreso, compresa la Russia. E' così che il paese della luce, lì dove le patrie galere s'aprivano per qualche grammo d'oppio in uscita, è stato reso, dai "portatori di civiltà" dispensatore di tenebra. Così, procurando al mondo il 90% di eroina sul mercato. Eppure questi giorni la cronaca fa sperare. No, non sono taliban travestiti da esponenti di forza di sicurezza, a provocare i recenti incidenti di rilievo, no, sono afghani, semplicemente afghani. Non si occupa l'Afghanistan uscendone vincitori, non è mai accaduto.  Il paese della luce ha reclamato sempre la propria storia. Sempre. Da sempre.
Marika Guerrini 
foto Barat Alì Batoor

Nessun commento:

Posta un commento