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domenica 27 gennaio 2013

per non dimenticare

...mai più lunga nella storia degli uomini la data di un anno. Anno moltiplicato in segni di sessantotto calendari. 1945, anno senza fine, che non trova fine. E' lì che li teniamo, ancora. Lì,  dietro la rete, oltre i cancelli. Lì, nel terrore di grandi occhi su volti emaciati assenti d'ogni moto di capelli. Lì, incorniciati in rombi metallici nei pigiama a strisce. Imprigionati nella memoria. Dalla memoria. E li usiamo. E nell'uso scorrono  le riprese in bianco, in nero, in colore. E scorrono volti bambini e grinzosi e lontani. Scorrono incatenati nel tempo. Nell'inesorabilità d'un tempo ripetuto, vuoto di speranza, di luce, dell'amorevole carezza d'una dimenticanza. Tempo senza perdono. E li usiamo da sessantotto anni. E usano noi. "Bisogna ricordare perché quei crimini contro l'umanità non si ripetano" è quel che viene detto e ridetto e ancora detto. "Giornata della Memoria" per questo. E si riforma il dolore nelle antiche immagini, si proietta dalle antiche immagini che antiche non riescono ad essere, non possono, non viene loro permesso. E si riforma l'odio alla vista delle antiche immagini, si ripropone attraverso le antiche immagini. E si ricrea, si riforma, si ripropone, si alimenta, si espande. E rivive. E vive. E si usa l'odio per combattere l'odio. E' odio capovolto la "Giornata della Memoria". Capovolto a concimare la terra, la storia, gli uomini, mentre genocidi antichi anch'essi, si sono ripetuti e dimenticati, mentre genocidi presenti si ripetono. A insanguinare la terra, la storia, gli uomini. Nell'indifferenza della terra della storia degli uomini. "Per non dimenticare" si dimentica. Ora. Qui.
Marika Guerrini

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