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lunedì 10 ottobre 2011

Afghanistan, sette ottobre 2001-2011 -seconda parte

...non c'è altro da dire dopo Abdul e Marjam, la loro storia. la storia del loro bambino mai nato. Ora, qui, non faremo altro che  tracciare la legenda di quel giorno  lontano. Nefasto. In quella terra che non esiste più, di quella terra in cui l'ombra della sera è luminosa come fosse un perenne leggero imbrunire.
Il"go" di George W Bush, il via libera, fu dato ch'era l'ora alta a Washington, ch'erano le 12,30. Le 18,30 italiane. Le 20,56 afghane.
Ed era domenica. Il giorno del Signore per i Cristiani. Ancor più per George W Bush, l'unto dal Signore. Estrapolando le sue parole dallo scritto autobiografico.
In quel giorno del Signore, scelto per questo, perché fosse più evidente il senso che avrebbe rivestito l'atto di guerra. Perché avesse sapore di infinita giustizia, duratura libertà: Enduring Freedom
E il Presidente degli Stati Uniti d'America telefonò a Putin, Blair, Chirac, Chretien, Schroeder ovvero Russia, Inghilterra, Francia, Canada, Germania. L'Italia no, l'avrebbe chiamata poi Dick Cheney, il suo vice.
In quell'ora alta negli States, crepuscolare in Afghanistan, contemporaneamente: 
cinquanta missili cruise e tomahwk lanciati da navi americane e sottomarini di cui uno britannico, da giorni basati nel Golfo Persico, si scaraventarono sull'Afghanistan. Venticinque caccia,  di quelli celebri per via di "Top Gun", per via d'un film, li accompagnarono decollando da portaerei stanziate nell'Oceano Indiano. Centocinquanta bombardieri navali decollarono anch'essi. Centinaia di bombe d'ogni tipo sganciate da ogni tipo di aereo da guerra si aggiunsero al tutto.
Tutto, proprio tutto su quella terra dalla polvere bianca che ammantava deserti, accompagnava fiumi, lambiva montagne. Tutto in meno di cinque ore.
Kabul, Kandahar, Herat, Helmand, Jalalabad, Kunduz, Balkh, Mazar-i-Sharif. Le città colpite.
Dalle ore 20,56 circa alla prima ora del giorno dopo. Circa. 
Mazar -i-Sharif la città di Abdul, di Marjam, del loro bambino.
Eppure, quello fu solo il primo giorno. Ci sarebbe stata la coda, subito dopo. E bombe a grappolo. Le stesse  di cui ora, poco fa, gli States hanno accusato Gheddafi. Quelle che hanno dichiarato essere da sempre fuori legge. Avrebbero sterminato centinaia di bambini le bombe a grappolo. Involucro giallo, così, come i viveri, paracadutati quasi in contemporanea. per "bontà". E la coda di quel giorno avrebbe portato le "Blu 2" anche. Armi da distruzione di massa. Usate  dagli Usa in Vietnam per il disboscamento della giungla. Ma la giungla in Afghanistan non c'è mai stata. Case, uomini, donne bambini, sì. E i taleb o talebani o talibani come dir si voglia, sono rimasti sempre lì. Stranamente sempre lì. Con qualche piccola perdita. Di tanto in tanto.
Ma ora Occiriente si ferma qui. Su quella giornata e la sua coda lunga dieci anni e chissà quanto ancora. Non c'è altro da dire. Occiriente non vuol dire altro. Come nella storia di Abdul, la storia di Marjam, la storia del loro bambino mai nato. Quella storia finita. Solo un rispettoso silenzio.
Marika Guerrini
  foto di Barat Alì Batoor 

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