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lunedì 24 ottobre 2011

i lunghi effetti dell'ignoranza

una delle Vie della Seta

..mentre le sponde dell'Africa e del Vicino Oriente continuano ad affondare  nel Mediterraneo la loro storia. Antica e non. La loro storia privata d'ogni dignità da chi ha rinunciato alla propria. La loro storia minata sobillata armata a dispetto di diritti, di doveri d'ogni popolo per motivi noti ai lettori d'occiriente. Mentre un popolo della sponda sud del Mediterraneo aizzato all'odio da se stesso e da altri, trucidava, allora, nel clou d'una giornata da  dimenticare, sulla sponda nord dello stesso mare, qui, in Italia, una mostra ha aperto i battenti. 
E immagini racconti suoni hanno preso a scorrere allo sguardo degli invitati. 
" a oriente.Città uomini e Dei sulle Vie della Seta" questo il titolo. 
La sua portata: internazionale. 
Il luogo: Roma, tra le mura delle Terme di Diocleziano, quelle lì, in piazza della Repubblica, adiacenti. Le stesse del Museo Nazionale Romano. Che lo ospitano. 
Giorno: 20 ottobre ore 18, giovedì, inaugurazione. 
I battenti al pubblico si sarebbero aperti il giorno seguente, 21, data ufficiale d'inizio mostra.
Durata dell'esposizione: quattro mesi e... fino al 26 febbraio prossimo venturo.
Nota positiva la mostra. Necessaria quasi, opportuna. In giorni gravati da una drammaticità  fattasi  routine. Nazionale, internazionale. Nota colorata di azzurro, di verde come i cieli dipinti sui manufatti esposti. Un respiro culturale da vivere malgrado tutto. Un respiro non per tutti. 
Non per chi nel retroscena, tra le quinte dell'evento. Per costoro un respiro soffocato. Costoro, un Istituto. Un intero Istituto. 
" a oriente. Città uomini e Dei sulle Vie della Seta" potrebbe essere il canto del cigno proprio per l'Istituto che ha ideato voluto curato la mostra. La probabilità è altissima. Quasi certezza. L'Istituto è l'IsIAO. Il suo comitato scientifico, da oltre un secolo, di generazione in generazione è stato, è, nelle sue formazioni, un fiore all'occhiello della cultura italiana all'estero.
Eppure pochi sono stati i giornalisti e facsimili ad averlo citato. Ad aver citato la fonte, la cura scientifica dell'evento. Pochi ad aver citato l'IsIAO. Il perché sarà evidente a breve. Tra qualche riga.
Palmira-busto funerario femminile-
IIsec.d.C. 
IsIAO, dunque, Istituto Italiano per l'Africa e l'Oriente, nato dall'incontro, nel 1995, dell'IsMEO, Istituto per il Medio ed Estremo Oriente -1933- con l'IIA, Istituto Italo Africano -1906-. Una grossa fetta della storia italiana che annovera tra i suoi presidenti dell'allora IsMEO, Giovanni Gentile e Giuseppe Tucci.
Ma è come IsIAO, con le sue scuole di lingue e letterature, le sue sezioni Italiane ed estere, la sua attività editoriale tra cui periodici quali Africa, East and West, Cina, Giappone. E' con le sue missioni archeologiche dall'Africa all'Asia. Afghanistan Iran Cina Arabia Pakistan  Tagikistan Turchia Thailandia e così via  paesi africani compresi, che è in pericolo.
L'IsIAO a cui di recente, lo scorso anno e  per trenta mesi, la Commissione Europea ha finanziato il progetto, IDEAS -Integrating   and Developing European Asian Studies - verrà commissariato. Con molta probabilità. Ora. A breve. Dopo una miriade di forse, chissà, non è detto, quando, si, no. Agonia che ha caratterizzato da mesi, qualche anno, la sua atmosfera. A nulla è valso alcun intervento che fosse nazionale o internazionale. Che fosse di studiosi o di capi di Stato. Firme e suppliche.  Perché si scongiurasse la fine. A nulla è valso nulla. Fino ad ora. 
Motivo della possibile chiusura, della liquidazione: modesto deficit di bilancio.
Origine della richiesta:sconosciuta. 
La situazione si commenta da sé.. 
Eppure IDEAS con il suo apporto all'attualità, denota tutta la secolare competenza dell'Istituto. Lo fa coi e nei contenuti scientifico umanistici e storico-culturali di cui il progetto si avvale. 
Ma l'ignoranza governativa regna sovrana. Sovrana malgrado l'Europa. Malgrado il riconoscimento europeo della validità dei contenuti di cui sopra ritenuti essenziali per una migliore comprensione geopolitica dell'Asia. Da cui una maggiore distensione, un  incremento politico economico etc. etc.Si potrebbe avere.
Il pericolo in cui versa l'IsIAO è emblematico di questa nostra storia. Potrebbe oltrepassare il limite dell'umano, sfiorare il subumano. oltre ad annegare nell'ignoranza come nel mediterraneo le sponde sud e ad oriente.
rotolo di seta dipinta, sec.XVI -particolare
Sì, l'Europa ha mostrato di capire, ha appoggiato, finanziato. Ma non basta.
C'è un solo bene: il Sapere. E un solo male: l'Ignoranza. Sosteneva Socrate. 
Ma Socrate è ben lungi dagli elementi umani  a nostra guida. E l'ignoranza è un dato. S'è fatta ragione di Stato. 
Eppure "a oriente. Città uomini e Dei sulle Vie della Seta" è una bella mostra. E racconta. Lo fa con immagini video e non, con voci fuori campo, suoni ammalianti.. Racconta nel ricreare atmosfere di luoghi, di tempi. E, come su di un tappeto volante, che compare e scompare in una bella illusione ottica di proiezione, si viaggia.
E si parte dall'antico Turkestan, dall'antica Palmira. E s'aprono la Turchia la Siria. E i loro reperti parlano. E si va avanti. 
Tur 'Abdin, Ctesifonte,Taq-e-Borton, Merv, Samarcanda, Ghazni, Kucha, Turfan, Dunghuang, Xi'an. E siamo in Cina. E il viaggio termina sul dispiegarsi di un rotolo di seta dipinto. 
Un rotolo del XVI secolo a mostrare il territorio mongolo sulla Via, questa Via della Seta. Un rotolo alto meno di 60 centimetri lungo 32 metri. Un rotolo alla sua prima visibilità mondiale.
Ma non è solo questo  " a oriente. Città uomini e Dei..." è molto altro. E' un incontro. 
E occiriente non avrebbe potuto tacere su di esso. Né sui suoi retroscena. Né sul pericolo dell'ignoranza che incombe sulla fonte di quest'incontro. Fonte che da anni ha fatto di quest'incontro la propria vita, il proprio interesse nonché il proprio lavoro. Ora ha voluto mostrarlo. 
Per quest'incontro occiriente ringrazia l'IsIAO e i suoi curatori scientifici nelle persone di Francesco D'Arelli e Pierfrancesco Callieri. 
Marika Guerrini
per conoscenza 
www.isiao.it/istituto


 

1 commento:

  1. sicuramente il governo italiano è la quintessenza
    dell'ignoranza e della grettezza,ma non illudiamoci sull'Europa,perché la deriva distruttiva e mortifera ha oramai pochi freni.

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